Il giallo delle maioliche si intreccia con il verde degli agrumi regalando un angolo di colore e vivacità. Il chiostro del monastero di Santa Chiara a Napoli è un luogo magico, dove l’arte, la storia e la religione si uniscono.
Basta entrare in questo cortile decorato e si respira pace. Chissà le monache di clausura come vivevano in questo sfogo all’aperto: una è pure ritratta nei tanti bellissimi decori delle maioliche, la monaca gattara che sfama una serie di gattini. Un tocco di curiosità che ben si addice alla filosofia napoletana, all’esuberanza e alla bellezza di questa città unica.
Nel cuore di Napoli, il monastero di Santa Chiara è entrato nell’immaginario collettivo per una delle canzoni tradizionali più famose al mondo, eseguita da numerosi artisti e scritta nel dopoguerra, in seguito alla distruzione del complesso per un bombardamento anglo americano
del 4 agosto 1943.
In quella data si sviluppò un grande incendio che durò due giorni e causò la perdita di innumerevoli e pregiati affreschi. La ricostruzione iniziò subito e finì dieci anni dopo: le bombe alleate portarono anche a scavi archeologici e alla scoperta di antiche terme, le più grandi di
Napoli, che un tempo si trovavano nell’area del monastero e probabilmente facevano parte di una villa patrizia.
Oggi i reperti romani si possono vedere all’interno del percorso per i visitatori mentre molte sculture e oggetti sacri, salvati dalla distruzione, sono esposti nel Museo dell’Opera di Santa Chiara, al piano terra del chiostro delle Clarisse.
All’uscita del museo si trova anche una sala dedicata ad una tradizione napoletana, quella del presepe: un enorme Natività, dove il Bambinello si trova alloggiato in un rudere romano, piuttosto che in una capanna, circondata personaggi e scene di vita quotidiana, risalente alla fine del Settecento.
Appena varcato l’ingresso del complesso monumentale di Santa Chiara, si respira un’aria di spiritualità mista alla storia. Il campanile svetta a sinistra della chiesa in stile gotico, con la
semplice facciata con rosone traforato. L’interno è composto da un’unica navata con dieci cappelle per lato con monumenti funebri delle famiglie d’Angiò e Borbone: la tomba più importante è quella di Roberto d’Angiò.
Fu proprio lui a volere la costruzione del monastero di Santa Chiara, nel 1310: fece realizzare una vera e propria cittadella dedicata ai francescani, con due conventi, uno per le monache clarisse e l’altro per i frati minori, con quattro chiostri. Nei secoli il complesso ha subito diverse trasformazioni, soprattutto nel Settecento con l’opera dell’architetto Domenico Antonio Vaccaro,
che ha coinvolto anche il chiostro delle clarisse.
Proprio Vaccari rese questo spazio unico e tutt’oggi un’oasi di pace e meraviglia grazie alle maioliche. L’architetto realizzò due viali che incrociandosi dividono il giardino in quattro parti e sono fiancheggiati da 64 pilastri ottagonali rivestiti da piastrelle con elaborati disegni di
intrecci di fiori, frutta e foglie.
Le maioliche ricoprono anche i sedili e i muretti che racchiudono il chiostro: ognuna è un mondo a se stante, che racconta la vita quotidiana napoletana del Settecento, con curiosità, come la monaca dei gatti, panorami, scene bucoliche o marine e altre mitologiche. Così le suore di clausura potevano rendersi conto di ciò che avveniva fuori il loro convento.
Invece le pareti del chiostro di Santa Chiara sono affrescate con raffigurazioni di Santi, allegorie e scene dell’Antico Testamento. Un mix unico di sacro e profano che racconta un’epoca lontana, come fossero illustrazioni in maiolica della storia quotidiana.
Il giardino, poi, è arricchito da due fontane maiolicate, una delle quali con quattro sculture di leoni risalenti al XIV secolo, e da piante di agrumi che regalano anche un profumo inebriante.
Passeggiando lungo i viali e ammirando ogni singola scena, viene spontaneo pensare a quelle monache qui recluse che si dilettavano in questo angolo verde e magari davano anche da mangiare a qualche gatto, come quella immortalata in questo gesto, che faceva loro compagnia durante i momenti di relax nel chiostro.
Gli stessi attimi, intrisi di pace, che sembrano vivere i visitatori di questo capolavoro inserito in un’icona di Napoli, il monastero di Santa Chiara.
Info:
www.monasterodisantachiara.it
www.comune.napoli.it/home
Foto di Sonia Anselmo, dreamstime.com
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