Il lieve profumo del glicine alleggerisce l’atmosfera sul lungofiume di Merano mentre i
colori delle aiuole miste di viole, papaveri e pratoline splendono sotto la pioggia primaverile.
Questo è il sentiero di Sissi, un percorso che costeggia le rive del fiume Passirio e finisce ai giardini Trauttmansdorff, dopo aver attraversato Maia Alta. Merano però è molto di più dell’Imperatrice austriaca a cui tutto qui sembra consacrato, omaggiato in nome delle
sue visite, diventando un simbolo e una parte della Sissi Strasse che ripercorre le tappe importanti della tormentata Elisabetta.
Merano è anche molto di più delle terme per cui è famosa. La pioggia durevole non accenna a diminuire il fascino di questa città dell’Alto Adige ricca di storia e curiosità. I fiori e i giardini sono una sua caratteristica, perfettamente curati dai giardinieri, disposti con un mix di piantine in modo da attirare ogni tipo di insetto e mettere in pratica i principi della biodiversità.
I palazzi liberty, colorati di giallo pallido, si intravedono dalla passeggiata lungo il fiume, così come il campanile del duomo di San Nicolò e il grande edificio della Kurhaus, centro vitale di ogni evento culturale e non di Merano sin dall’Ottocento e dalla Belle Époque.
Ed è proprio quello il periodo in cui la città si espande, merito appunto delle visite di Sissi e
dell’aria buona e pura che ha sempre attirato i malati ai polmoni nei sanatori che c’erano anche
prima della principessa. I tanti hotel in costruzioni Art Nouveau si rincorrono lungo la collina
e la salita fino a Maia Alta, il quartiere residenziale dove in epoca tardo romana c’era un castro e dove era solita passeggiare l’Imperatrice scendendo dal Castel Trauttmansdorff, dove abitava.
Merano, però, è di origine medievale, fondata dai conti del vicino borgo Tirolo tra la fine 1100 e l’inizio del 1200. Molto prospera, nella metà del XIII secolo era un centro commerciale importante, con una propria zecca le cui monete sono state ritrovate ovunque in Europa, ed era capoluogo dell’intera regione del Tirolo, con la sede e il palazzo dei conti, oggi municipio dentro l’edificio
trasformato in epoca razionalista a inizio Novecento.
A donarlo agli Asburgo fu un’altra donna importante per Merano, molto prima di Sissi: Margareta Maultasch (soprannome significante “bocca larga”), celebre per la sua non proprio avvenenza ma dal carattere tosto, che trovandosi ultima discendente, dopo un primo matrimonio annullato e la morte
del secondo marito e dell’unico figlio, dei conti di Tirolo, cedette nel 1363 al cugino Rodolfo d’Austria Merano e la contea, insieme alle miniere di rame e argento che facevano ricca Merano. Da allora la città fu territorio asburgico.
Dietro al municipio resiste un semplice castello, poco più che una dimora fortificata, dove si celebrano i matrimoni civili e si trova il museo Castello Principesco. Fu fatto costruire a metà del XV secolo da Sigismondo d’Austria e nel 1516 ospitò Massimiliano I d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero. E’ visitabile e si possono vedere alcune stanze con le stufe di maiolica e rivestite in legno, gli arredi in stile gotico e rinascimentale e una collezione di armi.
Da qui, in fondo alla strada, inizia la salita verso il Monte Benedetto e la Passeggiata
Tappeiner, dedicata al medico Franz Tappeiner, originario della Val Venosta, tra i primi a proporre Merano come destinazione di cura. Il percorso fu voluto proprio dal ricercatore per far fare moto ai suoi pazienti e attraversa la tipica vegetazione alpina, oltre a piante come palme, magnolie e ulivi, che crescono bene in questo angolo dell’Alto Adige dotato di clima con inverni secchi. La Passeggiata, adatta a tutti, si inerpica sul monte, con visioni panoramiche su tutta la città e da sotto si ammira anche dalle rive del Passirio.
Un tempo, proprio a ridosso del fiume, c’erano le mura medievali: non furono un deterrente
per le innumerevoli inondazioni, viste dagli abitanti molto religiosi di Merano, come castighi di Dio. Dal Quattrocento vennero costruiti i primi argini, continuati fino all’Ottocento demolendo le vecchie mura e facendo le ampie spianate, le larghe passeggiate e Corso della Libertà, il viale pedonale dove tra aiuole e punti panoramici, si trovano oggi la Kurhaus, molti caffè con i tavoli all’aperto e l’azienda di soggiorno, dove poter prenotare le ottime visite guidate di Merano.
Da qui parte anche il sentiero di Sissi: scendendo da Maia Alta, attraversando l’antico ponte romano in pietra, lasciandosi alle spalle la Torre delle Polveri e la passeggiata d’inverno, conduce anche alla Porta Passirio da dove si entra dentro il quartiere medievale di Merano, un intricato labirinto di viuzze, strade, fiori e glicini che si arrampicano sui muri, un posto di guardia sospeso su una terrazza. Un tempo qui c’erano molte taverne, oltre a case di tolleranza e l’abitazione del boia: insomma, un quartiere popolare e frequentato, anche se la presenza del collaboratore di giustizia metteva un freno alle malefatte.
Tutto porta al Duomo di Merano e all’attigua chiesa di Santa Barbara. La cappella, risalente al 1450
e con un affresco esterno raffigurante San Cristoforo, si trova dietro l’abside del duomo
e la sua curiosità è la pianta ottagonale: usata per i funerali, all’interno rivela un altare
seicentesco in legno raffigurante Santa Barbara, e una cripta al piano inferiore.
Nello spazio intorno alla cappella e al duomo c’erano le tombe del cimitero: oggi a ricordarle solo qualche lapide ricca di decori, tra armi, stemmi e iscrizioni, mentre sotto il campanile del 1413, alto 83 metri e posto a destra rispetto alla chiesa principale per questioni di spazio, si trovano alcuni pregevoli affreschi.
Il Duomo di San Nicolò, in stile gotico, risale al 1220, anche se venne ingrandito durante i secoli, e venne costruito su una precedente chiesa romanica, abbattendo le case che sorgevano nei pressi e spostando l’abside per mantenere la strada principale. All’interno si ammirano le vetrate, sostituite a quelle originali, tre pale di Martin Knoller e alcuni pregevoli altari a portelle, uno dei quali proveniente dalla chiesa di San Medardo a Tarces, che vengono aperte sono in occasione delle festività. Nel duomo, si svolgono le messe in lingua tedesca.
Da qui iniziano i portici, il vero cuore di Merano, con i negozi e i ristoranti. Un tempo c’erano le
case dei meranesi, disposte su più piani, con la bottega all’entrata e alla fine la stalla, al primo piano le camere vere e proprie. Strette e lunghe, in fondo si aprono sui cortili: alcune sono ancora visibili, usate come ristoranti, o come negozi che collegano i portici con Corso della Libertà.
Usciti dalla porta Bolzano e dal centro medievale vero e proprio di Merano, basta attraversare il
Ponte della Posta e si ritrova Sissi, o meglio il monumento all’Imperatrice dal volto di marmo con l’espressione più che avvilita, nei giardini che costeggiano le sponde e il sentiero a lei dedicato.
Un’altra sorpresa della Merano medievale si trova poco più in là, attraversando la strada.
E’ la chiesa di Santo Spirito, fondata nel 1271 da Mainardo II, conte del Tirolo, e da sua moglie, un’altra Elisabetta, accanto all’ospedale dell’Ordine Teutonico, all’epoca fuori dalle mura cittadine, che oggi non esiste più. Un’alluvione a inizio Quattrocento distrusse la chiesa che venne ricostruita qualche anno dopo per volontà dell’arciduca Sigismondo d’Asburgo ad opera dell’architetto Hans Stettheimer di Burghausen.
Esempio pregevole di gotico tedesco, con il portale ricco di decorazioni, con un gruppo scultoreo con la Trinità e un rosone, contiene rarità architettoniche e artistiche all’interno: le colonne non hanno capitelli ma sostengono direttamente alcuni costoloni che formano le volte dando un effetto di ragnatela al soffitto, mentre un ambulacro gira dietro l’altare posto al centro senza archi trionfali e il crocifisso è collocato sul pilastro centrale, come a suggerire che su di Lui si basa la Chiesa.
Sopra di esso, l’affresco del XV secolo è sorprendente, oltre che raro perché questa raffigurazione fu proibita, nella rappresentazione della Trinità con tre uomini: il Cristo in centro, mentre ai lati due uomini anziani sono il Padre e lo Spirito Santo. Inoltre, nella chiesa sono conservati altari a portella, un crocefisso del Trecento e varie statue lignee. Qui le messe sono in Italiano.
Una meraviglia da scoprire a Merano, dove oltre Sissi c’è molto di più da ammirare e lasciarsi suggestionare.
Info:
www.merano.eu
Foto di Sonia Anselmo
Si ringrazia l’Azienda di Soggiorno di Merano e l’ufficio stampa per la collaborazione e assistenza
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