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Sissi a Merano, tra giardini, castelli e sentieri

Lo sguardo di marmo è desolante, un po’ come la sua anima colma di tristezza. L’imperatrice Sissi a Merano è un simbolo, ovunque in questa splendida città dell’Alto Adige si ricorda la principessa
tormentata, e lo si fa con un grande amore postumo. Come nella statua eretta qualche anno dopo la sua morte in un angolo del parco dedicato ad Elisabetta, lungo la sponda del fiume Passirio.

Sotto di lei, arrivano turisti e abitanti, i bambini si fanno fare le foto, qualcuno le mette in grembo un fiore, le guide spiegano come e perché l’Imperatrice era di casa qui, in quella che è una delle tappe italiane della Strada di Sissi, un itinerario che unisce i luoghi, dall’Austria alla Germania, che sono stati importanti nella vita della sovrana.

Proprio sulle rive del fiume esiste il sentiero di Sissi a Merano, immerso nella vegetazione, con uno sguardo alle montagne circostanti con la neve ancora in cima e con il trionfo dei fiori primaverili, che donano colore alle giornate di pioggia. E’ un lungo percorso che affronta vari livelli, un omaggio alla voglia di camminare e di fare sport di Elisabetta che a volte rasentava il fanatismo. Sissi a Merano era solita stare in giro per interminabili ore e giorni, facendo trekking (si direbbe ora) o andando a cavallo, scoprendo borghi e vallate dei dintorni.

Il sentiero di Sissi a Merano passa per Maia Alta, la zona residenziale con gli alberghi e le costruzioni liberty, e arriva fino a Castel Trauttamnsorff e i suoi giardini, clou della tappa della Strada di Sissi. Per chi non ha la resistenza fisica della principessa o non ha molto tempo, i comodi autobus, il numero 1 e il 4, fanno la spola con la città.

I giardini di Castel Trauttmansdorff non sono solo legati alla Strada di Sissi a Merano. Sono una meraviglia assolutamente da vedere in Alto Adige, spettacolari in ogni stagione con le fioriture che cambiano. A inizio primavera sono i 150 mila tulipani di mille sfumature e forme a farla da padrone, poi è la volta delle azalee e dei rododendri, a maggio le rose che sbocciano catturano gli occhi e il naso per l’intenso profumo, in seguito ad ammaliare sono gli iris, le dalie e le ninfee che fioriscono nel laghetto così via fino all’autunno quando gli aceri e gli altri alberi si tingono dei colori caldi.

Aperti da 1 aprile al 9 novembre 2025, sono talmente estesi che in una giornata intera non basterebbe a godere ogni angolo: quattro grandi spazi tematici a loro volta suddivisi in parecchi ambienti tipici, come i Boschi dal Mondo, con conifere provenienti dal Nord America e dall’Asia orientale, i Giardini del Sole dedicati al Mediterraneo con agrumi, piante aromatiche e ulivi, tra cui un esemplare di settecento anni, i Paesaggi dell’Alto Adige con corsi d’acqua tra ontani e salici, i Giardini Acquatici e Terrazzati al laghetto dei fiori di loto e ninfee.

Ricchi di suggestione sono poi il settore delle piante grasse, il giardino giapponese, con i ciliegi in fiore in primavera e gli aceri e ginkgo biloba tinti d’autunno, lungo un ruscello, disegnato da un monaco buddista venuto espressamente da Kyoto e rimasto egli stesso affascinato dal Trauttmansdorff, e la serra dedicata alle piante tropicali, dalle papaye alle banane, passando per gli ananas e le meravigliose orchidee dove svolazzano indisturbate le farfalle.

Infatti, i giardini botanici di Sissi a Merano sono nati sotto il segno della biodiversità, curata e coltivata dai giardinieri che lavorano ogni giorno alle aiuole, mischiando fiori diversi in modo
da attirare insetti differenti: secondo gli esperti qui si trovano 335 tipi di insetti, di cui
30 estinti in Alto Adige, tutti attratti dal nettare delle varie piante.

Per apprezzare meglio tutte le meraviglie dei giardini è consigliabile una visita guidata degli esperti come la signora Olga, botanica, che trasmette grande passione quando racconta delle varietà
di insetti e di fiori, della loro unione indispensabile, della spettacolarità della natura.

Ovviamente non manca nei giardini qualcosa di dedicato all’Imperatrice Elisabetta, come la passeggiata che sale sulla collina fino la statua contorniata dai tulipani, cartelloni con la sua effige o la terrazza dove si trova un’altra scultura appoggiata ad una panca di marmo, omaggio dell’ultimo proprietario del maniero alla sovrana, e da dove si gode il panorama sui tutti i giardini fino al lago dove in estate si svolgono parecchi concerti ed eventi. È possibile prenotare delle visite guidate, tra l’altro all’insegna dell’Imperatrice, con il titolo “Confidenze su Sissi” oppure “Udienza con Sissi”.

Il castello è il vero punto focale per seguire le orme di Sissi a Merano. Risalente al 1200, costruito su una collinetta tra due valli, Venosta e Passiria, era chiamato Neuberg ed era una residenza estiva dei conti di Tirolo. Venne acquistato dal conte Trauttmansdorff nel Cinquecento, l’erede ottocentesco della famiglia lo trasformò in neogotico, cominciò a impiantare la vite per produrre vino e soprattutto ad affittare la residenza per implementare i suoi fondi. L’affittuario più famoso fu proprio l’Imperatrice, che alloggiò al secondo piano del castello durante i mesi
invernali in due occasioni, nel 1870 e nel 1889.

All’epoca Merano non era ancora un centro termale, ma era famosa per il clima dagli inverni secchi e soprattutto per l’aria pura che aiutavano i tanti malati ai polmoni che si trasferivano nei suoi sanatori. Inoltre, era celebre per la cura dell’uva per disintossicarsi. Tutte queste informazioni fecero si che Sissi a Merano approdò per far stare meglio la figlia più piccola, Maria Valeria, dalla salute cagionevole.

La prima volta che venne ospitata arrivò in incognito, su una carrozza biposto, senza tanti fronzoli, così passò inosservata lungo il percorso lasciando delusa la gente che si era raccolta per festeggiarla e la scambiò per una dama di compagnia. Passò sotto l’arco che si vede ancora per entrare nel cortile e all’ingresso del castello, dove oggi sul ballatoio c’è una sua statua: vestita di nero, in lutto per la morte del figlio Rodolfo, lo sguardo sempre triste, sembra osservare dall’alto tutti i visitatori e chiedere come sfuggire di nuovo alla curiosità.

Sissi a Merano arrivò con un seguito di più di cento persone, la maggior parte, come la figlia Gisella, soggiornavano nelle dimore dei dintorni, si portò dietro mobili e suppellettili, venne istituita una linea telegrafica diretta con Vienna, una stazione fissa di pompieri e una ronda che teneva lontani i curiosi dal castello, mentre un altro centinaio di persone furono assunte per vari
lavori quotidiani.

Elisabetta d’Austria trascorreva le giornate andando a cavallo o camminando lungo i sentieri
e le valli, a volte passeggiava da sola con i suoi amati cani per le viuzze di Maia Alta e altre si spingeva con le figlie fino in città, sul lungofiume. Vennero a trovarla anche Francesco Giuseppe
e le sorelle Sofia Carlotta e Maria Sofia, ex regina di Napoli, mentre il fratello preferito,
Carlo Teodoro, medico oculista, acquistò una residenza a Maia Alta, Villa Bavaria (oggi trasformata in hotel) e ne fece una casa di cura: viene ancora oggi ricordato dagli abitanti di Merano per la sua opera filantropica, perché curava gratuitamente i meno abbienti.

Oggi le sale che ospitarono Sissi a Merano sono visitabili: nel giro, si vede la camera d’angolo con il soffitto a cassettoni in legno e gli affreschi del XVI secolo dove dormiva, la stanza destinata
all’Imperatore e quella della figlia Maria Valeria, oltre ad alcuni oggetti appartenuti alla sovrana, come un accappatoio, un ombrellino e un ventaglio, uno scrittoio e altre memorabilia, mentre in una sala un grande pannello interattivo riproduce la mappa dei molteplici viaggi che fece la principessa in tutta Europa.

Per la seconda visita, quella del 1889, Sissi trovò la città cambiata: nel frattempo si era trasformata con nuovi hotel, case di cura, residenze eleganti e la ferrovia. Fu un periodo più triste per lei, distrutta dalla morte del figlio Rodolfo, da allora si vestì sempre in lutto.

Dopo la partenza a conclusione del suo secondo lungo soggiorno, Sissi a Merano non tornò più, continuando però a fuggire dalla vita di corte e probabilmente anche da se stessa.

Ora Castel Trauttmansdorff ospita al primo piano il Touriseum, il museo interattivo dove si racconta il turismo in Alto Adige dal 1700 ad oggi, a cui molto deve la presenza di Elisabetta: dopo che la figlia Maria Valeria migliorò grazie all’aria salubre, Merano divenne una meta famosa per le cure.

Tornando verso città un’altra meta legata alla Strada di Sissi è l’hotel Adria. Costruito nel 1885 in stile Liberty e attivo negli anni dell’ultimo soggiorno di Sissi a Merano, si trova vicino a villa Bavaria del fratello della sovrana.

E’ un luogo incantevole dove si sente vibrante l’anima della Storia, quella fatta da tante piccole storie legate tra loro, dai primi proprietari agli attuali che lo hanno trasformato in un albergo che mantiene inalterato il fascino e l’eleganza di un’altra epoca, compreso l’ascensore originale del 1914, uniti ai confort moderni e a una attenzione ai dettagli maniacale, dalla piscina coperta fino alla colazione con prodotti bio e locali, all’angolo dei dessert sempre a disposizione, alle orchidee vere sui tavoli. Tutto in modo che l’ospite si senta coccolato e avvolto nel calore. Non
manca la suite dedicata all’Imperatrice, con oggetti che la ricordano, quadri, libri,
dvd e persino tazzine con la sua effige.

Inoltre, a pochi passi dall’hotel inizia il sentiero lungo il fiume che porta al centro cittadino, dedicato a Elisabetta. Una delle tappe irresistibili per ricordare le orme di Sissi a Merano.

Info:
www.sisi-strasse.info/it/
www.merano.eu
www.trauttmansdorff.it
www.touriseum.it
www.hotel-adria.com/it/

Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.sisi-strasse.info

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