Seborga, il principato ligure tra Templari e leggende

L’autunno colora le foglie e scalda le antiche pietre della cappella di San Bernardo e dei
palazzi di Seborga. La riviera, con i suoi fiori, le sue città più famose come Sanremo e
Bordighera, il suo mare, è poco lontana. Le montagne e le dolci colline ricche di ulivi e boschi sembrano proteggere da tutto e tutti questo borgo alquanto speciale.

Un piccolo mondo a se stante, un Principato in terra italiana, un angolo curioso della Liguria dell’entroterra, ammantato di leggende e miti. A cominciare dai Cavalieri Templari, che secondo una tradizione locale si riunirono qui per la prima volta nel 1127.

Le bandiere del principato di Seborga azzurre e bianche sventolano ovunque e ricordano la presenza
dell’Ordine cavalleresco. Il borgo ha origini antiche: in un documento dell’alto Medioevo viene chiamato Castrum de Sepulchro, da qui il nome attuale Seborga, anche se non si sa a quale sepolcro si riferisse la denominazione dell’epoca.

Proprio da questo atto ufficiale iniziano le leggende di Seborga: si dice che qui venivano sepolti
i sacerdoti visigoti e personaggi gnostici. Tutto però si perde nelle brume del tempo e nella tradizione orale del luogo.

La prima certezza arriva con un altro documento del 954 d.C, dove il conte Guido di Ventimiglia, di cui il borgo era feudo, donò il possedimento agli abati benedettini delle isole Saint Honorat di Lérins, davanti a Cannes.

Questi religiosi avevano un’origine particolare, si ispiravano ai riti celtici e ospitarono durante i suoi pellegrinaggi in Europa San Patrizio. Il patrono d’Irlanda fu seguito dai suoi discepoli, i Santi Vincenzo e Cassiano, che, secondo alcuni studi, già nel 400 arrivarono a Seborga. In pratica il borgo divenne un centro mistico dei Culdei, i monaci ed eremiti diffusi in Irlanda, Scozia e Inghilterra nel Medioevo.

Non solo, questa fu una zona dove attecchì la dottrina dei catari. Così Seborga si trasformò
rapidamente in una vivace zona di fermenti religiosi minori del Cristianesimo, attirando pellegrini e visitatori.

Uno dei più famosi, nel 1117, fu Bernardo di Chiaravalle, lo ieratico fondatore dei Cistercensi,
spesso impelagato con le vicende politiche dell’epoca, consigliere di re e regine, organizzatore di crociate, dettando legge sui quesiti di fede.

E legato ai Templari, che vennero fondati nel 1119 da Ugo di Payns, feudatario dello Champagne e parente di Bernardo, che fu appunto ispiratore della disciplina religiosa da parte dei cavalieri.

Comunque sia, la leggenda vuole che i primi nove cavalieri, compreso Ugo di Payns, si riunissero durante l’avvento proprio nella piazza principale di Seborga nel 1127. Non mancò nemmeno Bernardo: si dice anche che in quell’occasione propose un’alleanza segreta tra catari e cistercensi, ancora non confermata da nessuna prova, sarebbero solo voci condite di mistero. Bernardo fece anche costruire un convento e una cappella nel borgo.

Oggi resta la chiesetta di San Bernardo, proprio all’inizio di Seborga: semplice, risale al XIV secolo ed è dedicata proprio al monaco di Chiaravalle. Sul suo sagrato vengono consacrati i principi di Seborga: attualmente è la principessa Nina, la prima donna, a detenere la carica, eletta dai cittadini.

Il Principato di Seborga affonda le radici nella sua indipendenza, legata ai possedimenti dei monaci di Lénis: nel 1729 il feudo venne venduto al Re di Sardegna, Vittorio Amedeo II di Savoia, ma una serie di cavilli contrattuali, tra cui la mancata registrazione e il non pagamento della somma pattuita, rendono il contratto, secondo i sudditi principeschi, non valido. Da qui non riconoscerebbero nemmeno la cessione al Regno d’Italia e di conseguenza alla Repubblica.

Nel 1995 decisero di continuare con l’indipendenza, con un loro principe, una nuova costituzione, l’emissione di monete, i Luigini che derivano da quelli creati dai monaci nel Seicento, e i francobolli stampati in loco, più che altro ricercati dai collezionisti.

Il centro medievale di Seborga rivela altri edifici di valore storico, come il Palazzo dei Monaci, sede della zecca seicentesca, e la chiesa parrocchiale di San Martino di Tours, dalla facciata barocca, che all’interno costudisce una preziosa Madonna lignea del Quattrocento.

Per il resto, si può girare nelle viuzze del borgo, ammirando le case e le fontane in pietre, le piazze con i rampicanti e i tavoli all’aperto, le antiche porte d’accesso rimaste e le bandiere sventolanti che ricordano i misteri, le leggende e le curiosità di Seborga, angolo anomalo della Liguria.

Info: www.principatodiseborga.com
www.lamialiguria.it

Foto di Claudia Perlo e dreamstime.com

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