Bressanone, vivacità, natura e cultura in ogni stagione

La natura è stata generosa con Bressanone ma lo è stato anche il destino che le ha fatto avere un ruolo storico
come importante sede vescovile per secoli e l’ha resa una perla architettonica e culturale.

Bella in ogni stagione, piena di vivacità, sempre con qualche evento e manifestazione, tanti luoghi da visitare, Brixen (secondo il suo nome in tedesco) è un gioiello da scoprire a piedi, nelle strade che si intersecano, tra giardini lussureggianti, palazzi eleganti, portici con le boutique e infiniti dettagli da cogliere con un occhio allenato.

Le montagne circostanti sembrano cullare Bressanone, mentre l’Isarco corre placido tra ponti dalle ringhiere cariche di gerani.

D’estate il verde accecante si mischia al cielo azzurro lasciando un panorama da cartolina, in primavera i meleti e i fiori di campo sono carichi di gemme, l’autunno colora tutto di rosso, giallo e arancione e dona grappoli d’uva.

Ma l’inverno, con la neve, rende ancora più magico il centro città con il tradizionale mercatino di Natale, uno dei cinque originali dell’Alto Adige (gli altri sono a Merano, Bolzano, Brunico e Vipiteno).

Le bancarelle sono un susseguirsi di decorazioni, di oggetti artigianali, di sapori e golosità in un clima
incantato e ovattato dove sembra che gli orologi tacciano il loro continuo ticchettio. (dal 29 novembre 2019
al 6 gennaio 2020).

Il mercatino si svolge nel cuore di Bressanone, la piazza del Duomo, sotto gli sguardi severi dei tre santi protettori raffigurati sopra il portico della basilica, mentre le due torri tinte di giallo svettano nel cielo.

In questa piazza ha sede qualsiasi evento si svolga in città, che siano le Giornate del Miele, a fine agosto, o persino l’elezione di Miss Alto Adige, tutto passa di qui a Bressanone.

Inevitabilmente anche i visitatori, attirati dal Duomo e dal suo pregevole chiostro medievale, arricchito da affreschi tra santi e creature mitologiche.

Costruito nel X secolo e consacrato a Santa Maria Assunta, il duomo è legato a doppio filo alla vita religiosa
della città e ha avuto una vita travagliata tra incendi e ricostruzioni, passando dal romanico al barocco di oggi.

Accanto la chiesa parrocchiale di San Michele, anch’essa dotata di un chiostro con cortile, con l’interno
barocco in color carta da zucchero e l’imponente organo, l’esterno tardo gotico, affiancata a sinistra dalla Torre Bianca. Il suo orologio si vede da qualsiasi parte di Bressanone, diventando facilmente un punto di orientamento
tra le strade.

Un tempo Bressanone, sviluppatasi in un luogo già abitato ai tempi del neolitico, era circondata da mura, oggi restano tre porte principali dove entrare a scoprire i segreti e la bellezza della città.

Facendo molta attenzione ai dettagli che si aprono improvvisamente davanti agli occhi: una statua a tre teste
all’angolo di un palazzo, le insegne in ferro battuto come quella dell’antica locanda che si trovava vicino alla porta d’accesso, le installazioni moderne e un po’ buffe sparse tra i vicoli e i negozi.

Piena di conventi, monasteri, cappelle, palazzi che un tempo erano seminari o scuole, Bressanone evoca ancora il forte potere dei principi vescovi che l’hanno governata.

Ricordi di ricchezza, prestigio, influenza e supremazia che si toccano con mano con la visita all’Hofburg, il palazzo vescovile a poca distanza dalla piazza del Duomo e vicino ai relativi giardini.

Costruita inglobando un tratto delle mura, è una residenza regale, diventata museo, dove ammirare molte preziose statue sacre duecentesche e pale d’altari, tutte opere che erano nel Duomo e che nei secoli sono state sostituite secondo le mode e gli stili architettonici.

Nella Hofburg si possono vedere anche le stanze dove lavorava e viveva il vescovo, il cortile e il museo dei Presepi. Ogni giorno nel pomeriggio ci sono visite guidate gratuite con la Brixen Card, la tessera che viene data dagli alberghi convenzionati e che permette di usufruire dei mezzi pubblici regionali e di entrate a musei e attrazioni.

Per capire meglio il potere dei principi vescovi, oltre all’Hofburg, si può visitare Castel Velturno, la residenza estiva appena fuori Bressanone, dove si arriva comodamente con il bus 342, partendo dall’autostazione della città.

Qui non c’è l’ostentazione della ricchezza nei decori opulenti e infiniti d’oro e bianco del barocco, ma il lusso
è più sofisticato, è quello dato dalla lavorazione dei dettagli, anche minimi, degli elaborati soffitti
e pareti in legno realizzati da artigiani e artisti di talento chiamati dal vescovo Johann Thomas von Spaur
nel tardo Cinquecento.

Lo sfarzo della Stanza del Principe è entrato a far parte addirittura del linguaggio popolare: si dice che sette falegnami avrebbero lavorato per sette anni, sette mesi e sette giorni all’arredo della stanza in cui sette legni sarebbero stati impiegati.

Comunque nella residenza furono utilizzati anche legni di pero, frassino comune, abete rosso, ciliegio, tiglio, noce, ulivo e cirmolo, e si possono vedere anche alcuni arredi originali come la stufa di maiolica con gli scudi araldici, sotto la quale dormivano i cani da caccia del vescovo. Castel Velturno è aperto dal 15 marzo al 15 novembre. (https://www.schlossvelthurns.it/it/).

Una volta rientrati a Bressanone c’è ancora altro da scoprire. Come il museo della Farmacia, con strumenti,
pillole, vasi, ingredienti, spezie che raccontano in maniera multimediale quattrocento anni di storia farmaceutica, proprio nei locali della storica bottega Peer in Via Ponte Aquila (https://www.pharmaziemuseum.it/it/), quasi all’angolo con il lungo fiume Isarco.

Interessanti poi sono le visite guidate notturne, organizzate dall’ufficio del turismo, che portano
alla scoperta di aneddoti, leggende, ma anche streghe e misteri di Bressanone, della Valle Isarco e del
Sud Tirolo.

Ovviamente non può mancare lo shopping, magari gastronomico: nei negozi sotto i portici, al mercato del contadino due volte la settimana e nelle bancarelle sistemate vicino alla piazza, si possono acquistare speck prima di tutto, ma anche formaggi, marmellate, liquori, vino, pasta particolare, erbe di montagna, polenta, funghi, fiori commestibili.

Infine, impossibile non fare un salto nello splendore della natura circostante Bressanone. Prendere la cabinovia
(ci si arriva con il bus 321 dalla stazione ferroviaria) e salire sulla Plose è un’esperienza memorabile.

Una volta lì su, si possono affrontare, a seconda della stagione, il facile trekking Woody Walk, con tante soste dedicate ai più piccoli tra giochi in legno e avventure, o le piste da sci nel comprensorio più soleggiato dell’Alto Adige. Davanti il panorama mozza fiato delle Dolomiti. Sotto, sette chilometri più giù, le torri del Duomo di Bressanone si fanno notare in ogni stagione.

Info: www.brixen.org

Foto di Sonia Anselmo e www.brixen.org

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