Potsdam, il palazzo Sans Souci tra vigneti e giardini

Le terrazze con le viti sono ancora lì, accanto alla scalinata, proprio dove le volle sistemare Federico II Hohenzollern. La reggia Sans-Souci a Potsdam è legata inesorabilmente a colui che la fece costruire: in stile tardo rococò, ispirata a Versailles, la residenza del re di Prussia brilla ancora di ori e stucchi, con gli ampi giardini tra fontane e vitigni, ma anche aranceti e altri frutti.

In fondo il sovrano era un uomo pratico, ricordato per sempre per le sue guerre, per il militarismo che rasentava la mania, ma anche un re che passava ore a controllare i bilanci, così come le sue armate, a cui non sfuggiva nulla, nemmeno le coltivazioni.

Federico detto il Grande ha lasciato il segno a Potsdam, un piccolo villaggio a pochi
chilometri da Berlino, ai tempi, nel Settecento, la città principale della Prussia, uno dei
tanti stati della Germania. Fu proprio il sovrano a gettare le basi, con la sua voglia di
allargare i territori e la sua capacità bellica, per quella che sarà nei secoli successivi la Grande Germania.

Federico era un personaggio atipico, curioso: al contrario del padre, era esterofilo e
amava tutto quello che arrivava dalla Francia, dai filosofi allo champagne, con cui pasteggiava sempre.

Per questo diede un nome francese, Sans-Souci, ovvero senza pensieri, alla sua reggia a Potsdam. Un grande palazzo voluto anche per dare da lavorare al suo popolo, artigiani e manovali, e per ritirarsi in pace con i suoi adorati cani a scrivere i versi, che componeva in francese e in continuazione, e a suonare il flato.

Sans Souci è piuttosto una grande villa dove ospitare amici e familiari in un’atmosfera intima e in totale relax e dove dare più importanza al giardino imponente. A Potsdam venivano soprattutto uomini: il re era misogino e la sorella Guglielmina, probabilmente l’unica donna che a cui era affezionato, ha lasciato scritto che il palazzo le sembrava un monastero, tanto c’erano solo uomini.

Oggi la residenza di Federico II è diventata la meta d’attrazione principale di Potsdam, dove si visita il capolavoro architettonico del Settecento, risparmiato dalle bombe della Seconda guerra
mondiale.

Potsdam è entrata nei libri di storia anche per la conferenza del 17 luglio 1945 che decise la
suddivisione di Berlino in quattro zone di occupazione.

Inoltre, il famoso muro, simbolo della guerra fredda, lambì Potsdam che possiede il “ponte delle spie”, usato per scambi di agenti prigionieri tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Caduto il muro, anche la cittadina è tornata all’antico splendore e il Palazzo ha ripreso vita.

Probabilmente ne sarebbe contento proprio Federico II che amava talmente tanto questo posto da
trasformarlo da residenza estiva in corte stabile.

Lo fece progettare dall’architetto Georg Wenzeslaus Von Knobelsdorff tra il 1745 e il 1747,
come luogo di riposo e ozio, ma il disegno e ogni piccolo dettaglio portano lo zampino del re di Prussia, come tutto nel suo regno, tanto che lo stile viene chiamato Rococò fedriciano.

Federico II voleva un palazzo intimo dove vivere e soprattutto dove fosse possibile uscire in giardino da qualsiasi punto. Le porta finestre si aprono tutte sull’immenso spazio verde a gradoni, che è, appunto, la caratteristica di Potsdam.

Era proprio il parco la passione del re, dove volle un frutteto tropicale, terrazze, serre e agrumeti. Volle anche un piccolo cimitero dove seppellire i suoi adorati levrieri.

Federico II tessere rapporti con i filosofi illuministi: fu sempre in contatto con Voltaire, lo ospitò proprio a Sans Souci, gli mandava i suoi versi da correggere. Era anche un appassionato musicista e fece venire a Potsdam Johann Sebastian Bach, al quale suggerì anche composizioni.

Nonostante Federico II sia passato alla storia come re soldato e fosse sempre in guerra con l’acerrima nemica Maria Teresa d’Asburgo, arciduchessa regnante d’Austria, o come padre della patria per la ristrutturazione politica e sociale della Prussia del tempo, il sovrano preferiva occuparsi di musica, letteratura, arte, sostare nella reggia e occuparsi del suo amato parco, dove passeggiava con i suoi cani.

Federico morì qui il 17 agosto 1786, dopo 46 anni di regno e all’età di 74 anni: le ultime sue parole furono per il levriero che si trovava al momento accucciato ai suoi piedi. Volle essere sepolto vicino alle tombe degli adorati cani, in un terreno comune vicino alla loggia del castello.

Ma il suo erede, Federico Guglielmo II, ordinò diversamente: la salma finì nella chiesa della Guarigione di Potsdam. Una cappella che divenne una meta per i successivi comandanti d’Europa, come Napoleone e Hitler, che vennero quasi in pellegrinaggio davanti alla sua tomba.

La chiesa venne distrutta per i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma le spoglie del re erano state messe in salvo da Potsdam e non andarono disperse. Anzi, nel 1991, è riuscito a essere riportato a casa dai suoi levrieri che giacciono ancora all’ombra dello splendido gazebo del parco.

È il giardino l’attrazione principale di Sans-Souci. L’ingresso è molto scenografico: dal palazzo si arriva subito ad un primo gradone e da qui comincia una serie di terrazze, larghe e comode,
che portano alla tenuta vera e propria. Un impressionante colpo d’occhio su quello che volle il re: i vigneti con piante provenienti da Portogallo, Italia e Francia, oltre che dalla Renania.

Non solo uva per Federico, ma anche tantissimi fichi, banane, peschi, oltre a serre di meloni e agrumi di ogni tipo, per un totale di tremila alberi da frutto. Al centro del parco una lunga e dritta strada di due chilometri e mezzo che collega tutte le fontane, le costruzioni per gli ospiti, il gazebo, le serre e quant’altro. Federico fece erigere numerosi templi ed edifici stravaganti nello stesso stile rococò del palazzo di Potsdam.

Come la Casa cinese del te, un padiglione che mischia elementi rococò con influenze orientali. O come la grande fontana con allegorie e statue di marmo rappresentanti Venere, Mercurio, Giove, Marte e Minerva e i quattro elementi della natura.

I successori di Federico II ampliarono ulteriormente il parco al punto che oggi ricopre circa 500 ettari di terreno, comprende altri castelli, tra cui quello di Cecilienhof dove si svolse la Conferenza di Potsdam con il presidente Usa Harry Truman, il leader sovietico Stalin e il premier inglese Clement Attlee per decidere il futuro dell’Europa dopo la Seconda guerra mondiale.

Ovviamente il clou del parco è Sans Souci, dipinto di giallo, lungo 97 metri e alto 12, ornato da 88 cariatidi, dominato da una cupola verde dove è impresso a lettere dorate il nome della reggia: quasi a ricordare che questo è un luogo di svago, senza pensieri.

L’interno è costituito solo da una dozzina di stanze, e nemmeno tanto sontuose, ma rispecchiano
il carattere del sovrano e la sua idea di una villa comoda e pratica. Si respira un’aria familiare, molto intima, passando per sale, tutte con pavimenti e soffitti decorati.

Si può facilmente immaginare il re immerso nelle sue appassionate conversazioni di letteratura e filosofia con gli ospiti, come lo stesso Voltaire, nella biblioteca circolare. Questa è illuminata da finestre alte fino al soffitto, ha un imponente camino e il pavimento a raggiera in legno.

Le librerie che costeggiano le pareti sono in legno di cedro e bronzo dorato, ornate da cartigli con stemmi. Interessante è anche la “sala del re” con la scrivania dove Federico passava molto del suo tempo e il letto dove morì. Il clou della reggia tuttavia è la sala dei ricevimenti ispirata al Pantheon di Roma, arricchita da molti quadri del pittore preferito dal re, il francese Antoine Watteau, e decorata con marmi di Carrara.

Federico II era un mecenate e un collezionista, ma parecchi dei suoi oggetti d’arte sono finiti in vari musei tedeschi. Restano i quadri e statue collocate nella lunga e imponente galleria, forse la zona più lussuosa del palazzo.

Ma sicuramente quello che rimane più impresso di Sans Souci sono le alte vetrate che si aprono sul giardino in un panorama mozzafiato: esattamente quello che voleva sua Maestà per il suo rifugio a Potsdam.

Info: www.visitberlin.de
www.germany.travel

Foto Pixabay

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/pensieri-in-viaggio/cultura-berlino-fermenti-artistici.html
https://www.latitudinex.com/europa/berlino-le-tracce-del-muro.html
https://www.latitudinex.com/europa/nikolaiviertel-berlino-nascosta.html

0 Condivisioni

Lascia un messaggio