Nikolaiviertel, alla scoperta della Berlino nascosta

La torre della tv che si vede da tutta Berlino è pochi metri più in là, fa capolino tra i palazzi e la torre
della chiesa. Così come il Spree, che scorre placidamente quasi accanto. I rumori dei continui cantieri del centro, il passaggio ininterrotto di autobus, tram, metro e treni, il vociare della gente che riempie a qualsiasi ora Alexander Platz sono tutti a pochi passi.

Eppure qui non si sente nulla, basta entrare in una delle viuzze laterali e si è catapultati in un altro mondo dall’aspetto medievale. Un’oasi di pace nella metropoli in continua evoluzione e movimento, un angolo della Berlino che non c’è più, un quartiere nascosto, un segreto da ammirare.

Nikolaiviertel, il quartiere di San Nicola, rivela un aspetto diverso della città, un piccolo labirinto di strade, piazze e edifici immersi in un’atmosfera retrò, silenziosa e tranquilla. Molto amato dagli abitanti, se i visitatori ci si imbattono casualmente trovano un luogo dove tirare il fiato, ammirare le costruzioni e soprattutto prendersi una pausa rigenerante.

Al centro delle stradine, la chiesa di St Nikolai risalente al 1230, uno degli edifici più antichi di Berlino, fatta di pietre grezze in stile tardo gotico, con due guglie. Sconsacrata, oggi è un museo che racconta la sua storia e quella del quartiere e spesso ospita concerti. Tra l’altro, è una delle pochi esempi originali di
Nikolaiviertel che è davvero un posto curioso, perché è finto medievale.

Eh già, risale solo al 1987: in occasione dei 750 anni della fondazione di Berlino, il piccolo intrico di vicoli intorno a San Nicola fu ricostruito sotto la guida dell’architetto Günter Stahn. Sulla base di esempi storici, le case e le strade sono state riprodotte nel modo più esatto possibile, per creare l’illusione di un pezzo della vecchia Berlino. E in qualche maniera ci sono riusciti.

Del resto, l’antica Berlino era una piccola città divisa in due dal Spree: da una parte la chiesa di San Nicola e le case intorno ad essa ad est, dall’altra il secondo nucleo storico, Cölln, direttamente di fronte, sulla riva ovest. Nel Medioevo, quando la chiesa era in costruzione, si stabilirono qui, all’incrocio tra una via commerciale e il fiume, gli artigiani e commercianti, dando vita alla zona, fino al Seicento. Si trasformò in quartiere residenziale, sempre con tanti locali e botteghe, amato dalla borghesia, durante i secoli successivi, quando la città subì una crescita notevole, per diventare la capitale di Prussia e poi di Germania.

Fino alla Seconda Guerra Mondiale, Nikolaiviertel era caratterizzato da locande, botteghe, cortili e aziende di artigiani e in queste stradine abitarono artisti come Kleist, Hauptmann, Ibsen, Casanova, Strindberg e Lessing.
Quest’aria un po’ bohémien si respira tuttora, con la ricostruzione ha recuperato il suo carattere di quartiere pieno di locali e negozi particolari di artigianato.

Purtroppo, a causa dei bombardamenti della guerra divenne un cumulo di macerie abbandonate. Il governo dell’ex Germania Est pensò seriamente di abbattere quello che era rimasto e trasformare tutto con i casermoni orribili amministrativi, un po’ come era circondata la stessa Alexander Platz. Per fortuna, l’idea venne accantonata, così come quella di creare un porto turistico per le barche del fiume Spree.

Soltanto nel 1979 si diede il via alla ricostruzione, in vista dell’anniversario della nascita di Berlino, in finto stile medievale e al restauro della chiesa, rimasta in piedi miracolosamente, nonostante gravi incendi e danni, compreso il crollo dei pilastri della navata. San Nicola fu rimaneggiata parecchie volte nei secoli: dall’originale basilica in pietra con la torretta occidentale fortificata, fino alla struttura attuale, a tre navate con volta a croce, risalente al 1380, mentre nel 1452 fu aggiunta la Marienkapelle. Ai tempi della Riforma, si tenne la prima funzione pubblica protestante del Brandeburgo, dopo che Gioacchino II di Brandeburgo
abbracciò apertamente il protestantesimo. Verso la fine dell’Ottocento fu realizzata una seconda torre sormontata da due guglie, a opera di Hermann Blankenstein.

All’interno della chiesa, nella parte centrale, sono visibili elementi di pregio, come la fonte battesimale
in bronzo del 1398, il pulpito barocco del 1714 e l’altare è di epoca tardo-rinascimentale, con un dipinto che rappresenta l’ultima cena.
Da qui partono le stradine di Nikolaiviertel, da scoprire lentamente ammirando le botteghe artigianali come Schmuck & Kunsthandwerk dove la proprietaria crea bijoux con perle opache, pietre dure, elementi naturali e tante fantasia. Oppure fermarsi a pranzare o a prendere uno snack in uno dei tanti caffè e negli storici ristoranti. Come Zum Nußbaum, che nel Cinquecento si trovava su un’isola del fiume e fu ricostruito, compreso il noce che gli dà il nome, vicino alla Nikolaikirche.

Oppure Zur letzten Instanz, risalente al 1621: qui si trovarono spesso i contendenti del vicino tribunale, per festeggiare la vittoria o dimenticare la sconfitta con litri di birra, pare che anche Napoleone mangiò qui, c’è ancora la panca dove si sedette.

Tra i palazzi, è da ammirare la costruzione barocca della Knoblauchhaus, uno dei pochi edifici originali del
quartiere: era l’abitazione di una ricca famiglia, Knoblauch, produttori di seta nel Settecento, e oggi si può
visitare anche l’interno con mobili preziosi. Anche l’Ephraim-Palais rimane uno degli esempi più riusciti di case residenziali in stile rococò, costruito nel 1766 per un banchiere della corte di re Federico II. Non mancano i musei, come quello dedicato all’artista locale Heinrich Zille, famoso per le sue vignette satiriche, e lo Hanf-Museum, dove si trova tutto sulla canapa, la sua produzione, i suoi utilizzi pratici e i suoi effetti medicinali.

Se poi, una volta usciti dalla tranquillità del Nikolaiviertel si ha voglia di ammirare ancora il passato, magari senza l’effetto finto medievale, a pochi passi si trova il Rotes Rathaus, il municipio rosso, risalente all’Ottocento e ispirato al romanico italiano, con una torre alta 74 metri e un fregio di terracotta che ripercorre la storia di Berlino dalla fondazione all’Impero tedesco.

Ancora più antica la Marienkirche, in gotico e mattoni, con la chiesa del 1270, quasi contemporanea di San Nicola, e il campanile quattrocentesco: all’interno la sobrietà dei muri bianchi e la luminosità delle vetrate si scontrano con La Danza Macabra, l’affresco che si trova all’entrata a ricordare la Morte che accompagna gli uomini. Una volta usciti, la torre della tv svetta sulle teste mentre il frastuono di Alexander Platz è a portata d’orecchi.

Come muoversi: Berlino è servita benissimo da metropolitana, autobus e tram che passano spessissimo e con le indicazioni ben segnalate. Per muoversi l’ideale è la Welcome Card, una carta che permette l’accesso a tutti i mezzi trasporto, oltre a sconti per le più importanti attrazioni cittadine e a convenzioni con ristoranti, hotel e negozi, con durata dalle 48 ore ai sei giorni. (https://www.berlin-welcomecard.de/it)

Info: www.visitberlin.de, www.germany.travel
Foto di Sonia Anselmo
Si ringrazia www.visitberlin.de

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