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Amman e la Giordania, il respiro del tempo

La Giordania è meta di turismo veloce, facilitato da fattori logistici. Certo che ti stampa la memoria Petra, la liquidità metallica del Mar Morto o l’imponenza di Wadi Rum. Se non si ha tempo si può fare.

La Giordania è una seduttrice lenta, inesorabile, rallentare significa rimanere con il cuore pieno di emozioni. Subito colpisce la gentilezza delle persone. Forse qualcosa è rimasto dell’antica Filadelfia, città dell’amicizia, nome che identificava l’attuale Amman.

La capitale del Regno Giordano è una città moderna tutta sali e scendi e traffico. Così si presenta. In mezzo al ritmico risuonare dei clacson ti spunta un ninfeo, colonne, un teatro romano esagerato e un odeon imperdibile.

La cittadella è un parco archeologico situato sul colle al centro della parte più antica di Amman, quando ancora era su sette colli. Oltre la passeggiata tra la moschea, il tempio di Ercole, il Palazzo Omayyadi, dedica un po’ di tempo al piccolo museo, anche se l’installazione museale lascia a desiderare comunque aiuta a capire la lunga storia della Giordania.

La Jordan National Gallery of Fine Arts é uno sguardo contemporaneo sulla direzione artistica non solo della Giordania, accoglie opere di artisti del medio ed estremo oriente.
Il museo che ospita anche mostre temporanee si divide in due palazzine poste una di fronte all’altra. Nel mezzo un giardino pubblico che è una galleria di arte contemporanea. Merita una sosta.

E se per caso vieni trascinato dai profumi della cannella e anice. Segui. In una delle strade che convergono sulla piazza si trova una buona pasticceria dal nome italiano ma dai sapori speziati.

Il down town è così vivace dalla tarda mattinata fino a sera da far sembrare tranquilla Rainbow street, la via dei locali.

Quindi perdersi nei suq per riempiersi di profumi colori. Se ti trovi ad Amman il venerdì mattina, il mercato degli uccelli è un’immersione totale. Si trova in una traversa di Quraysh Street, vicino al Ninfeo.

Con due avvertenze. La prima riguarda gli uccelli. È un mercato di compravendita. Gli uccelli hanno le zampe legate e nella maggior parte dei casi sono messi in scatole di cartone.
Se pensi che ti possa creare disagio, evita di andarci.
La seconda. Il mercato è una prerogativa maschile. Non ho avuto problemi di alcun genere, anzi meno di quelli consueti del pigia pigia della folla. 

Amman chiama Jerash, i due centri erano collegati da una rotta commerciale. Gerasa riluce di una raffinatezza ellenistica straordinaria coniugata all’imponenza romana.
Il tempio dedicato ad  Artemide, protettrice della città è magnificente. Mostra la sua forza centro religioso. E gli infiniti propilei? E giocare a fare “prova microfono sa sa” all’interno dell’Odeon sud? Un gioiello di architettura e acustica. Tutto è grandioso. Come ben illustra l’arco di Adriano, da dove si accede al sito.

Seguire l’antico tracciato della Strada dei Re è una buona rotta per scoprire la Giordania. Così a circa un’ora di auto da Amman si trova Madaba, città tranquilla e punto base per visitare il sud della Giordania. Madaba è nota per i suoi mosaici. Non potrebbe essere diversamente.

Nella Chiesa Ortodossa di San Giorgio un grande mosaico del VI sec illustra la più antica rappresentazione della Palestina. Purtroppo quello che possiamo vedere oggi è ben poco rispetto all’originale capolavoro, tuttavia è un documento storico straordinario.
La Chiesa di San Giovanni è una sorte di museo di città.  Tutto sommato la meno significativa da visitare.
Se non soffri né di claustrofobia né di vertigini è divertente perdersi tra scavi bizantini e salire sul campanile.

Purtroppo la fruizione dei mosaici non è ovunque ottimale, come nella Chiesa dei Martiri. Le declinazioni tematiche affrontate con il mosaico sono infinite. Ad esempio nel Parco archeologico I si possono ammirare gli intricati temi geometrici nella Chiesa della Vergine Maria e la narrazione di una tragedia ispirata all’Ippolito di Euripide.
Il Parco archeologico II sono narrate scene di caccia, animali, con tensione e dinamismo.

Ogni negozio che venda mosaici ti fa provare a mettere qualche frammento e ti offre spiegazioni. Un mini laboratorio estemporaneo.
Monte Nebo è a pochi minuti di auto. Qui, si dice, che Mosè vide per la prima volta la Terra Promessa e dove morì a 120 anni. Chiesa del memoriale di Mosè è un tesoro per i suoi mosaici del VI d.C. con scene campestri e tanti animali tipici dell’Africa.

Partendo da Madaba  un’escursione giornaliera si è rivelata densa per la variabilità del paesaggio.
Percorrendo la Desert Hayway si raggiunge Il Castello di Al Karak, dove tutto si aggroviglia.
Dopo chilometri di strada lineare tra spazi indefiniti e desertici salire al castello di Al Karak è un capovolgimento di prospettiva.

Considerato che Al Karak si trovava lungo la rotta che andava dall’Egitto alla Siria e data la posizione è facile capire perché Baldovino I di Gerusalemme fece costruire il castello nel 1142 che ben presto divenne un punto strategico per il controllo dei Crociati sul territorio.

Il Saladino conquistò il castello nel 1183 con estenuante assedio.
Dopo l’ultimo periodo di splendore legato al Sultano Mamelucco, sul finire del XIII secolo un terremoto causò il crollo di alcune torre. Forse anche per questo il castello cadde nell’oblio. Nonostante secoli di abbandono nel 1812 appare ancora imponente.

È il luogo perfetto per farsi prendere dalla fantasia e memorie di racconti epici. Portati pure il pranzo.

Poi giù per il Wadi Al Karak. Discese e curve da percorrere con la massima attenzione e con un occhio al panorama. Tenere a bada l’adrenalina è difficile.

Ed ecco il Mare Morto. Qui ti puoi rilassare nelle acque dense. Per questo è meglio andare presso un resort che ti mette a disposizione tutto il necessario.
Oppure se hai poco tempo scendi giù per la riva fino al mare. In pochi metri il sale cambia il paesaggio.  Da leggero velo lucido sui sassi man mano lo senti scricchiolare per poi diventare una roccia che solidifica tutto.

Quando il tramonto incendia la lucente superficie del Mar Morto goditi lo spettacolo al Dead Sea Panoramic Complex.  La strada che riporta a Madaba sale ripida e sinuosa.
I bagliori del sole si riverberano a lungo tra le rocce chiare.

Da Amman si raggiunge facilmente il Mar Morto, ma ti consiglio una deviazione che porterà a Iraq Al Amir. Una destinazione fuori dal classico giro, ma ricca di sorprese. Iniziando dal paesaggio, con zone coperte da olivi e vegetazione.

A Iraq Al Amir è attiva una vivace cooperativa sociale di donne impegnata a sostenere lo sviluppo locale. Si possono svolgere vari laboratori di carta, ceramica e cucina locale.
La carta viene realizzata con fibre vegetali come banano, bambù, ocra e colorata usando pigmenti naturali. Il negozio è ideale per acquistare souvenir originali e artigianali e puoi anche fermarti per il pranzo.

Proprio lungo la strada che conduce alla Cooperativa si trova il cartello che indica le Tubya Caves. Da grotte naturali la mano dell’uomo le ha adattate ai più disparati usi nel corso dei secoli. Sono disposte su due livelli lungo il fianco della collina. Per visitare il sito basta seguire il lastricato che sale dalla strada.

Decisamente insolito è Qasr Al Abad. La sua costruzione risale al periodo ellenistico. Non è chiaro cosa dovesse essere la sua funzione, anche perché non fu completato. Il terremoto del 363 ne determinò la distruzione.

Qasr Al Abad si può tradurre come il castello dello schiavo o colui che serve, ma tutti quei leoni di pietra che adornano le pareti danno idea di regalità senza tempo.

Dove dormire
Khan Khediwe Hotel, Quraysh St. 100،, Amman.
A pochi metri dal Ninfeo e vicino alla Moschea Al Husseiny in pieno down town, si colloca in una posizione strategica sia per visitare la città che per uscire
Dal ristorante si può vedere la Cittadella e il suq che inizia proprio dall’hotel.
Camere ben curate. Personale amichevole e disponibile.

Madaba
Mariam Hotel
Hay Bayt Al-Maqdis
Te la puoi immaginare la mitica pensione Maria in versione giordana e con tanto di piscina? Ecco.
C’è un senso di familiarità nella delle stanze.
Posizione ottima, facile da raggiungere. I monumenti da visitare sono tutti a breve raggio di camminata.

Dove mangiare.
Hashem
King Faisal Street, Amman
Menu brevissimo, pochi piatti ma indimenticabili. Falafel e humus possono creare dipendenza.
Una super trattoria frequentata da locali e turisti. Prezzi ottimi 

Sea Gate Resort
Ma’in Mar Morto
Possibilità di alloggio e di ingresso giornaliero per accedere al relax benefico nel Mar Morto, se ti sei dimenticato asciugamano, costume, potrai trovare il necessario.
Per il pranzo è disponibile un abbondante e gustoso buffet.

Info:
https://it.visitjordan.com/

Foto Maria Luisa Bruschetini, Pixaby

In collaborazione con
https://www.adonistravel.com/it

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