Giordania, viaggio nella suggestione della Storia

Pochi Paesi hanno lo spirito evocativo della Giordania. Profumi, colori, sapori, emozioni: ogni senso viene stimolato in questo piccolo regno e basta una foto per riportarlo alla mente come se si stesse vivendo in quel momento.

Non solo Petra con le sue meraviglie eterne o il Wadi Rum dalle sconfinate dune e rocce rosse, ma anche i castelli dei crociati, l’acqua blu blu di Aqaba e il bordo bianco di sale del Mar Morto. Sul Monte Nebo ci si sente novelli Mosè che arrivato qui guardò la terra promessa, Israele dall’altra parte, mentre un moderno visitatore non può fare a meno di contemplare la bellezza del panorama sulla Valle del Giordano e il Mar Morto, con i tetti di Gerusalemme e Betlemme all’orizzonte.

In Giordania non ci si sente sommersi, soffocati, da tanta storia, anzi ci si sente parte. E’ un viaggio nella suggestione della cultura, come ha detto l’ambasciatore Fayiz Khouri a Roma accogliendo i giornalisti per presentare le novità del suo Paese. L’ambasciatore ha aperto le porte della sua residenza in maniche di camicia e con un sorriso per tutti: una calorosa accoglienza e ospitalità tipica della Giordania, dove ci si sente a casa tra i sorrisi della gente.

Il Regno Hasemita è un luogo sicuro, tranquillo, incastonato in una terra piena di attrattive con Paesi confinanti spesso in subbuglio o devastati. In Giordania, però, ci si sente rassicurati, senza paura, anche per il modo di fare di un popolo sempre ospitale: per questo i turisti sono in continuo aumento, soprattutto gli italiani, con cui i giordani sembrano avere un grande feeling reciproco. Sarà che questo Regno è un trionfo di Storia come l’Italia, sarà che gli antichi romani hanno lasciato il segno a luoghi e siti archeologici unici al mondo come Jerash, sarà perché per entrambi il cibo è un piacere essenziale della vita.

La Giordania, poi, offre un ventaglio di attrattive davvero infinite. Per chi ci è stato vedere le immagini è che un tuffo nei ricordi indelebili: i 4×4 che solcano il rosso deserto del Wadi Rum, amato dalle produzioni cinematografiche per girare i film, che porta alla memoria una figura leggendaria come Lawrence d’Arabia, le lucine accese a migliaia di notte davanti al Tesoro di Petra, l’inevitabile meraviglia che coglie chi percorre il siq, i colori accesi e intrecciati tra loro dei tappeti beduini e dell’artigianato, il fumo del
narghilè che esce dai bar, il sapore intenso e avvolgente del caffè locale, quello fresco del tè alla menta offerto ovunque, i cammelli seduti a riposare, il profumo invitante della cucina, tra melanzane, hummus, polpettine e dolci al miele, e le tinte delle spezie al mercato di Amman, le colonne antiche di Jerash, i castelli dei crociati che sembrano apparire nel nulla, le mura di Ajlum, detto anche Qal’at ar Rabad, del generale di Saladino, che intorno al 1100 proteggeva la zona meridionale del Paese e faceva parte di una catena di forti che nel buio si illuminavano di fuochi per trasmettere messaggi dall’Eufrate fino a Il Cairo, la grande croce sul Monte Nebo davanti alla tomba di Mosè dove Giovanni Paolo II disse messa, la sensazione di galleggiare e il sale sulla pelle immersi nel Mar Morto, il diving e lo snorkeling e l’odore del mare di notte ad Aqaba.

Sembrano infinite le istantanee che affiorano alla mente, infinite come le tante possibilità che offre la Giordania. Storia, ecoturismo, avventura, benessere con il Mar Morto, e anche religione, che poi è il focus su cui si punta per il 2018.

In questo Paese dalla maggioranza mussulmana tollerante, ci sono le radici della cristianità. Molti luoghi sono passati dalla Bibbia e la stessa Strada dei Re, che si snoda dall’interno al Golfo di Aqaba, sembra racchiudere tutta la Storia: villaggi preistorici dell’età della pietra, città bibliche rappresentanti i regni di Ammon, Moab ed Edom, castelli crociati, alcuni fra i più bei mosaici bizantini paleocristiani del Medio Oriente, un forte romano-erodiano, vari templi nabatei, due grandi fortezze romane, antiche città islamiche e Petra, capitale nabatea scavata nella roccia.

Menzionata per la prima volta con questo nome nella Bibbia, la Strada dei Re corrisponde al percorso che Mosè intendeva seguire guidando la sua gente verso nord, attraverso la terra di Edom, identificata con l’odierna Giordania meridionale. Qui sorgevano Sodoma e Gomorra, qui a Betania oltre il Giordano Giovanni Battista battezzava, qui ci sono le tombe del Profeta Elia e di Aronne. Persino Amman, moderna città di case tutte bianche e strade larghe, con al centro l’antico teatro romano, è menzionata nella Bibbia con il vecchio nome, Rabbath Ammon.

Per apprezzare meglio le tantissime possibilità, l’ente turistico ha ideato un “Jordan Pass”, una carta che permette la visita a quaranta attrazioni con biglietto prepagato e altre agevolazioni, mentre la compagnia di bandiera Royal Jordan propone offerte speciali per i voli e Ryan Air volerà da Bologna e Milano Bergamo ad Amman e da Roma Ciampino ad Aqaba. Una volta atterrati in Giordania, è impossibile che questo Paese non resti nel cuore di chi lo visita.

Info www.visitjordan.com
Foto www.visitjordan.com Jordan Tourism Board

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