Una giornata su La Via Lattea

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19 Ottobre: giornata di sole e di temperatura mite che favorisce l’escursione. Partenza nel primo pomeriggio da Como con il battello;  ci si porta in direzione Torno (sponda est del Lago di Como) davanti a Villa Pliniana ( http://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-como/3.3/)  dove il natante si ferma per ascoltare  “Io, la Pliniana – Monologo di una villa” curiosa parte teatrale scritta da Marino Cattaneo e recitata  da Adele Pellegatta. Momento molto suggestivo : cullati dalle onde del lago la villa, attraverso la voce dell’attrice,  ci racconta la sua storia e l’architettura e dello scorrere dell’acqua della cascata che l’attraversa. Poesia ed emozione.
La nave riparte ed attraversa il placido lago, spostandosi sulla riva opposta a Moltrasio dove si scende dal battello e a piedi ci si reca in pochi minuti a Villa Passalacqua (http://www.thevillapassalacqua.com/) dove Bellini compose due delle sue opere La Norma e La Sonnambula e Rossini, secondo la leggenda, scrisse in soli tre giorni  il Tancredi. Qui, in questa lussuosa location, ci aspetta un trio violino, violoncello e pianoforte per un breve concerto (sulle scale interne della dimora) con musiche di De Meglio e Donizetti. A seguire una visita  a degli insospettabili sotterranei che scendono verso la strada passando attraverso i giardini e gli orti della villa.
Il numeroso gruppo in questa “Stazione” ha creato qualche piccolo problema di affollamento in villa e nei sotterranei.
Si risale in nave e la rotta è a sud sulla sponda opposta diretti a Blevio (http://www.comuni-italiani.it/013/026/ ), piccolo paese dove ci attende una breve celebrazione vocale con un coro femminile per Giuditta Pasta presso la sua  tomba nel locale cimitero. Giuditta Pasta (1797/1865) fu una cantante lirica e eroina del Risorgimento e per lei scrissero sia Bellini che Donizetti. Momento intimo che sul calare del sole ha riempito il cimitero del grazioso  borgo lacustre.
Pochi minuti ed è il momento di ripartire sul tramonto che infuoca il cielo e la palla rossa del sole che scende dietro i monti.
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Durante la navigazione, un lungo giro sul lago in direzione Como, è anche il momento dello spuntino.  Un gustoso cestino che chiude il buco nello stomaco di metà pomeriggio accompagnato da un bicchiere di vino. È buio quando si scende a Como ed è il momento della celebrazione, dell’ufficialità con le istituzioni per scoprire  in Piazza Cavour (quella che si affaccia sul lago) una targa dedicata a Cosima Wagner. Targa posizionata  sulla facciata della casa dove ha visto la luce la figlia di Franz List e futura moglie di Wagner. 
Purtroppo una grande lacuna tecnica dell’impianto audio ha impedito di sentire le parole dei vari presenti  (tra cui la loro pronipote Eva Wagner), mentre il pianoforte non amplificato nella grande ed affollata piazza  ha impedito anche di godere della musica. Unica pecca in un’organizzazione nel complesso buona.
Finita la “celebrazione” è tempo di trasferirsi al vicino Teatro Sociale attraversando il centro di Como. Lì ci  attende l’ultima e quinta “stazione” (in cui sono suddivisi i “movimenti”). Nel teatro affollato  (aperto anche ai non partecipanti a tutta la giornata) l’Orchestra della Svizzera Italiana presenta un  repertorio di musiche di autori che il lago di Como o i “vicini” Ceresio e Verbano lo hanno frequentato: Rossini, Bellini, Mendelssohn, Wagner, Faurè e Ranzato sono i compositori prescelti. Ogni brano è stato introdotto da una storia relativa all’autore ed al suo legame con il lago, a raccontarla l’attore Claudio Moneta. “La presenza di Giacomo Rossini sul Lago di Como è attestata da un famoso aneddoto.
Interrogato da un ammiratore, stupito per il suo costante buon umore e curioso di sapere se avesse mai pianto, Rossini rispose: “Sì, una sera in barca, sul lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo  tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il tacchino mi è sfuggito di mano ed è caduto nel lago!”
È ormai sera quando la “compagnia” si scoglie e termina il “Movimento” e l’intera edizione de “La via Lattea”.
Questa in estrema sintesi la cronaca di una giornata tra lago, natura, storia architettura, arte e musica. Una giornata intensa come quelle che l’hanno preceduta. Gli impegni previsti per ogni “movimento” sono parecchi, in tempi relativamente serrati dove gli spostamenti (quest’anno in nave nelle scorse edizioni molti a piedi) fanno a tutti gli effetti parte del progetto. Rapporto con la natura e le arti sono strumenti essenziali di La  Via Lattea. Stupisce favorevolmente la nutrita partecipazione del pubblico italiano, la risposta è stata eccellente e superiore anche a quanto fatto dai ticinesi.
Complimenti dunque all’organizzazione e a Mario Pagliarani, compositore ticinese, l’ideatore che da sempre si occupa della direzione artistica della manifestazione.
Da considerare nella propria agenda anche nella prossima stagione (probabilmente sarà anticipata per sfruttare il volano Expo). L’edizione 2015 avrà organizzazione e dinamica completamente diversa come successo in queste undici edizioni.  Da seguire.
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Info: wwww.lavialattea11.ch

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