Sperlonga, il borgo antico sul mare amato da Tiberio

Da lontano il borgo arroccato sullo sperone roccioso sembra bianco dalle pareti delle case. Qui e là qualche accenno di azzurro accecante del mare e delle rifiniture dei palazzi, mentre il rosso delle bouganville
e dei gerani arricchisce la visuale.

Sperlonga appare come se fosse in un luogo sbagliato: subito fa venire in mente certi villaggi della Grecia, ma è sul litorale laziale.

Un gioco di sfumature e abitudini, con una piccola percentuale di verità: infatti da queste parti sorgeva l’antica Amyclae, fondata dagli Spartani.

Sperlonga, uno dei borghi più belli d’Italia e da sempre bandiera blu, è un po’ come lo sperone dove sorge,
propaggine dei monti Aurunci verso il mar Tirreno, ancorata alla Storia. E anche un po’ come il vicino Circeo, a vederla dal mare sembra un’isola, legata alla terra ferma solo da qualche roccia.

Invece la strada che l’avvicina alla Campania, la mitica via Flacca, che nasce a Terracina da una costola
dell’Appia e porta a Formia, tutta curve, a picco sull’acqua e con panorami mozzafiato, è un percorso che si perde nei secoli e nei commerci.

Sperlonga era già amata dai Romani, soprattutto dall’imperatore Tiberio che qui volle costruire una villa per passare l’estate, un po’ come molti discendenti, i romani di oggi, hanno fatto in questo angolo del Lazio, splendente di natura, colori, cultura e anche gastronomia.

Dall’alto del borgo, affacciato sul Golfo di Gaeta e sulle spiagge di sabbia finissima e bianca, si vedono
i resti antichi. Tiberio amava questa residenza in un luogo incantato, costruito sui resti di un’altra villa patrizia e creata a terrazza degradanti verso il mare. Fece inglobare una grotta naturale, dove aggiunse
un ninfeo e una piscina e dove dava succulenti pranzi a base di vino locale e di pesci allevati nelle apposite
vasche vicine.

Non mancavano giochi d’acqua e soprattutto splendide sculture ispirate alla leggenda di Ulisse (che qui è di zona) come il gruppo di Polifemo, conservato oggi al Museo archeologico nazionale di Sperlonga, insieme ad altri
reperti preziosi.

Nella villa di Tiberio erano presenti molte sale intorno ad un cortile porticato, ambienti di servizio, una fornace e un forno per la cottura del pane.

Nei secoli, è servita a rifugio dalle incursioni di saraceni sia per i monaci che nell’alto Medioevo vivevano nella zona che per gli abitanti di Sperlonga, che nel X secolo era un piccolo borgo di pescatori dotato di un castello e di mura.

Malgrado la costruzione di torri di avvistamento, Sperlonga fu distrutta dai pirati alla guida del famigerato
Barbarossa, Khair Ad-Dìn, nel Cinquecento, e un secolo dopo dagli ottomani: alcuni murales oggi nella cittadina
ricorda questi avvenimenti tragici.

Sperlonga ha continuato ad attraversare i secoli lasciando ai posteri qualche reminiscenza del suo passato:
le insegne della famiglia Caetani sopra le porte rimaste delle antiche mura, i palazzi del centro, come
quello chiamato Sabella che ospitò l’antipapa Clemente VII in fuga da Anagni nel 1379, la chiesa di Santa Maria,
esistente già nel Medioevo, la torre Truglia, costruita nel Cinquecento e poi distrutta dalle invasioni
saracene, riedificata con la funzione di dogana durante l’Ottocento e il Regno delle Due Sicilie, oggi ospita
il Centro Educazione dell’ambiente Marino del Parco Naturale Regionale “Riviera d’Ulisse”.

Sperlonga, poi, divenne un apprezzato borgo turistico, quando l’attore Raf Vallone trasformò, come un Tiberio del XX secolo, la sua villa in un ritrovo di vip e intellettuali, ospitando Arthur Miller, Brigette Bardot e Marlene Dietrich, che amava fare shopping al mercatino settimanale del centro storico.

Ma la bellezza di Sperlonga sta nel perdersi nelle sue viuzze, nei sali e scendi, che si aprono con archi
di pietra verso il mare blu, nelle piazze con i caffè dai tavoli all’aperto e con qualche gatto steso al sole, nelle pareti bianche diventate macchie di colore dai fiori delle bouganville e dei gerani, nei negozietti di souvenir e artigianato, nei ristoranti e gastronomie che propongono le prelibatezze locali: il pesce azzurro, la mozzarella di bufala pontina, le olive e la tiella (torta salata, preparata in tantissime varianti, ma famosa
soprattutto con scarola o con i polipetti) della vicina Gaeta, il vino, le tipiche ciambelline al moscato di Terracina.

Sperlonga sembra una scenografia creata appositamente, perfetta per le foto, mentre lo sguardo dalle varie terrazze panoramiche si perde verso l’orizzonte, il mare costellato di windsurf, sotto le spiagge bianche con le file di ombrelloni, la villa di Tiberio, da una parte giù in fondo Gaeta, dall’altra parte il Circeo, che nelle giornate terse appare come un’isola, come lo vide Ulisse, e poi le isole Pontine, la pianura alle spalle e il monte con il tempio di Giove Anxur a Terracina.

Tutto rende Sperlonga inimitabile, preziosa, e si va via con la certezza di aver capito perfettamente perché Tiberio, uno che se ne intendeva di luoghi magici, l’amasse così tanto.

Info:
www.comune.sperlonga.lt.it/
www.latinamipiace.it/
www.visitlazio.com/web/

Foto di dreamstime.com e pixabay

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