Sovana, borgo incantato tra Etruschi e Medioevo

Sovana rocca Aldebrandesca

Le bandiere araldiche rosse e gialle sventolano ai lati della strada principale. I gatti si stendono al sole sulle pietre centenarie, un bambino gioca davanti alla chiesa, i profumi dei biscotti appena sfornati invadono gli
antichi vicoli. Sovana è un incanto, uscita direttamente dal passato ed emersa nel presente senza tante trasformazioni.

Un piccolo borgo, uno dei più belli d’Italia, ricco di Storia e bellezze naturali. In terra etrusca, con sviluppo nel Medioevo, quando ci nacque Papa Gregorio VII, fu un importante sede vescovile, divenne un feudo degli Aldorandeschi e poi degli Orsini, subì la conquista da parte della Repubblica di Siena e infine nel Cinquecento fu dominata dalla famiglia Medici, a cui non interessava particolarmente e cadde in declino. Ora sono i turisti i veri protagonisti, mentre i pochi abitanti li accolgono con calore in ogni stagione.

Sovana è una delle città di terra calcarea che ha regalato panorami unici, monumenti incredibili e percorsi inconsueti, a volte magici. Sospesa tra Toscana e Lazio, tra Tuscia e Maremma, è circondata da altri borghi fantastici, come il vicino Pitigliano, e parchi archeologici come quello di Vulci.

Pochi chilometri, da una parte subito Tarquinia, e poi il lago di Bolsena, dall’altra il mare, Orbetello e l’Argentario. Una posizione favorevole che ha permesso a Sovana di essere nei secoli un luogo importante, incrocio
di commerci, popoli e tradizioni.

Il primo approccio con Sovana, subito dopo la curva in salita, è con quello che rimane del Castello
Aldobrandeschi, o meglio la Rocca della potente famiglia di origini longobarde. Fu costruita nel XI secolo sopra un altro edificio etrusco, venne fortificata nel Cinquecento ma poco dopo cadde tutto in rovina. Restano in piedi un tratto di mura e la torre, singolare memento della Storia, posta sulla sommità di uno sperone di tufo.

Da qui le bandiere poste ai lati della via del Pretorio, per secoli unica strada di accesso e oggi ricca di botteghe artigianali dove si lavora il legno e i metalli, si arriva al cuore di Sovana: la piazza del Pretorio.

Qui basta girarsi attorno per ammirare le tante meraviglie nascoste del borgo: i piccoli vicoli con le case di pietra che arrivano direttamente dal Medioevo, il Palazzo dell’Archivio risalente al XII secolo e un tempo usato come sede del Comune, a cui nei secoli furono aggiunti l’orologio e il campanile a vela, il Palazzo Pretorio, trecentesco, con gli stemmi dei capitani del popolo e commissari senesi che governarono Sovana tra il Quattrocento ed il Seicento.

Proprio di fronte, la preziosa chiesa tardo romanica di Santa Maria Maggiore. All’interno della chiesa è custodito uno ciborio pre- romanico, uno dei più antichi di tutta la Toscana, oltre ad affreschi pregevoli di epoche successive.

L’ ingresso originario e la facciata della chiesa sono nascosti perché nel Cinquecento vennero inglobati dal Palazzo dei marchesi Bourbon Del Monte, insieme alla chiesa paleocristiana di San Mamiliano e al suo campanile. Oggi ospitano il Museo di San Mamiliano con il tesoro di Sovana, una serie di preziosissime monete d’oro del V secolo, rinvenute durante il restauro della struttura.

Prendendo la via di Mezzo, a destra del Palazzo dell’Archivio, si trova una casa molto particolare: qui nacque (nel 1010 o nel 1020, non è certo) Ildebrando Aldobrandeschi, il futuro papa e santo Gregorio VII, colui che approntò una riforma della Chiesa, il protagonista della lotta alle investiture che scomunicò l’imperatore Enrico IV e poi lo incontrò, umiliandolo, a Canossa.

Proseguendo lungo la strada si trova un po’ in disparte il Duomo di Sovana dedicato ai SS Pietro e Paolo, uno degli
edifici in stile romanico gotico più importanti della Toscana. E’ uno scrigno di tesori architettonici e storici inestimabili, ricco di dettagli da notare.

Ad esempio sul portale si riconoscono un cavaliere armato, una sirena, pavoni, l’albero della vita,
rose e figure varie, mentre uno dei capitelli delle colonne interne raffigura scene dell’Antico Testamento.

Non solo, all’interno si trova una cripta paleocristiana a sei colonne, una fonte battesimale del Quattrocento, un sarcofago in travertino del XV secolo, che un tempo ospitava le reliquie di San Mamiliano, molti affreschi pregiati.

Il Duomo di Sovana venne costruito tra il VIII e il IX secolo su un sperone di tufo nel luogo dove sorgeva un’acropoli etrusca e nei secoli divise la piazza antistante con il palazzo Vescovile che ormai non c’è più.
Oggi da qui si affaccia sul panorama dei dintorni di Sovana, tra uliveti e boschi.

Proprio sotto alla collinetta dominata dal Duomo, a pochi chilometri da Sovana, c’è il Parco archeologico Città del Tufo, che raccoglie l’antica necropoli etrusca. Un percorso ben segnalato tra alberi, discese e salite nel verde, porta ad ammirare tombe scavate nel tufo, dal valore archeologico inestimabile.

Come quella dei Demoni Alati, spettacolare nelle decorazioni, la tomba Pola, quella del Tifone, quasi
sommersa dalla vegetazione, e la maestosa tomba Ildebranda, dedicata proprio al principale protagonista di Sovana, Gregorio VII.

Non solo, passeggiando per il Parco si scoprono altre meraviglie tra la natura, come la straordinaria via Cava o Cavone, una sorta di canyon scavato nella roccia calcarea dagli etruschi come strada principale per la necropoli. Una meraviglia unica del territorio di Sovana.

Info: http://leviecave.it/
http://sovana.info/

Foto di Sonia Anselmo

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