Castel Roncolo, amor cortese e Medioevo a colori a Bolzano

Dame, cavalieri, draghi, unicorni, scimmie, re antichi. Gli affreschi di Castel Roncolo raccontano una storia fatta di quotidianità, tra caccia, tornei, balli e corteggiamenti, di quasi sette secoli fa.

Eppure sono così vividi, come se volessero uscire dal muro e spiegare il loro modo di vivere ai visitatori.

Gli abiti delle dame, a strisce, verdi, rossi, azzurri, dalla linea svasata e
le lunghe maniche, che si potevano cambiare, sembrano attuali, nonostante tutto. Le espressioni, dal disincantato al buffo, altrettanto normali. Così come i giochi di seduzione, l’ironia e quegli scherzi a doppio senso. Eterni.

Le sale dipinte sono il punto di forza di Castel Roncolo, che viene chiamato per questo motivo il maniero illustrato: i suoi affreschi sono il ciclo profano
conservato meglio del Medioevo e sono famosi in tutto il mondo, come una delle attrazioni da non perdere in Alto Adige. Ma non l’unica bellezza della storica residenza di Bolzano, immersa in un panorama di vigneti e castagneti.

Castel Roncolo si trova su uno sperone di roccia alla periferia della città. Ci si arriva comodamente dal centro con un bus, che lascia in uno spiazzo alla base della salita. Una rampa di ciottoli, ripida e scoscesa, porta al maniero: non è certo agevole, ma la vista sui vigneti della zona e su Bolzano e soprattutto il castello meritano la fatica.

Il castello fu costruito nel 1237 dai fratelli Friedrich e Beral von Wangen. Soltanto alcuni anni dopo, la residenza fu danneggiata gravemente durante un assedio del conte del Tirolo, Mainardo II, e dopo passò di mano in mano a protetti del conte e ai loro discendenti, fino al 1385 quando fu acquistato da una ricca famiglia di commercianti di Bolzano, i Vintler.

Sono loro, i fratelli Niklaus e Franz, a ristrutturare l’edificio e soprattutto a commissionare gli affreschi. In particolare Franz, che ambiva a diventare cavaliere, volle far rappresentare il mondo cortese del tardo Medioevo, anche se quel periodo, tra il 1380 e il 1410, stava già per decadere. Oggi resta, grazie alle ambizioni dei fratelli, un esempio unico, quasi un libro di storia del costume, realizzato in dipinti, il Medioevo a colori.

Il primo impatto con Castel Roncolo è la facciata in pietra, sembra un’antica fortezza, con il cortile interno, le merlature e i camminamenti di ronda. Anche all’interno, ci si imbatte subito con questo aspetto difensivo nelle armature medievali conservate e nelle palle di cannone.

Poi però si sale di un piano e subito si apre la meraviglia di Castel Roncolo: le cinque stanze del Palazzo Occidentale sono una più interessante dell’altra e si deve fare molta attenzione ai dettagli delle pitture che rappresentano scene di vita quotidiana di corte: dal torneo e i balli per divertimento, a piccoli rituali di corteggiamento, da scene di caccia e pesca ai cortei, fino alla stanza
da bagno, con tutto intorno personaggi che sembrano guardare da un’ipotetica balconata, alcuni con espressioni buffe o pudiche, altri ritratti di spalle, insieme a una serie di animali reali, come le scimmie o gli stambecchi, o fantastici, come l’unicorno.

Uscendo sul camminamento di ronda, si approda all’altra meraviglia di Castel Roncolo: la Casa d’Estate, voluta dalla famiglia Vintler in stile romanico nel 1390. Mentre il porticato coperto è tutto dipinto con ritratti di re, condottieri, eroi e giganti, incredibilmente vividi, l’interno delle varie
sale rivela soggetti mitologici, affrescati in terra verde: la leggenda di Tristano e Isotta di Gottfried von Straßburg, raccontata in ogni dettaglio, come la scena dell’uccisione del drago, e anche l’intero ciclo di Re Artù e la Tavola Rotonda, che poi è una delle più antiche rappresentazioni della sagra cavalleresca.

Queste sale della Casa d’Estate furono restaurate all’inizio del XVI secolo per il volere dell’imperatore Massimiliano I, che fu ospite di Castel Roncolo. In seguito, nel tardo Ottocento, anche l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe restaurò tutto il maniero per poi donarlo alla città di Bolzano.

Da allora è diventato una delle attrazioni più popolare da visitare mentre gli affreschi di Castel Roncolo sono come un libro illustrato che permette uno sguardo intimo e curioso al Medioevo, alle sue usanze, alla sua vita quotidiana, tra amor cortese e leggende cavalleresche.

Info:
www.runkelstein.info/home-ita
www.bolzano-bozen.it

Foto di Sonia Anselmo

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