Urbino, il Duca abita qui

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Cosa c’è da vedere a Urbino? Camminare lentamente per le sue strade a pietra con il naso all’insù, infilarsi nei vicoli, sbirciare oltre i portoni, mescolarsi tra gli studenti. Il primo monumento da scoprire è il Palazzo Ducale. Nel 1465 Federico II diede incarico all’architetto dalmata  Luciano Laurana di adeguare la vecchia dimora alle nuove esigenze di corte e fama. 
Le sale del Palazzo accolgono i quadri della Galleria Nazionale delle Marche, frutto in larga parte del collezionismo del Duca. Una buon  parte della quadreria, tra cui il famoso ritratto del Duca, per ragioni di un matrimonio politico fu destinata come dote di nozze ai Medici  entrando nel patrimonio degli Uffizi. Nonostante questa ingiusta sottrazione la Galleria offre un notevole panorama sulla pittura rinascimentale.  Nel 1789 il terremoto colpì duramente il Duomo che fu ricostruito in stile neoclassico.  Altri monumenti religiosi da visitare sono l’Oratorio di San Giuseppe e la Chiesa di San Giovanni Battista. Nel centro storico il tempo sfugge di mano, è bizzarro, sarà per la sua coerenza architettonica, divagando per le strade dell’Universitaria Urbino, riconosciuta bene UNESCO nel 1998, ci si aspetta di incontrare cavalieri e paggi invece dei tanti giovani che animano la città. 
Urbino rendere omaggio al suo Duca con una grande festa che quest’anno alla sua XXXIII edizione, si svolgerà dal 15 al 17 agosto. Considerare la festa del Duca una rivisitazione è un po’ limitativo, le strade della città vivono quello che sono: sipari rinascimentali. Urbino  si mette il vestito buono e incarna la sua la storia. Appare logico che questo scenario ospiti una tre giorni di Rinascimento.  Per gli appassionati di quel periodo storico è appuntamento essenziale, per chi sia incuriosito uno spettacolo emozionante.  
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La Rievocazione storica aprirà la festa il 15 agosto. Sabato 16 la festa si arricchisce di giochi e intrattenimenti tipi della vita feltresca, come il torneo della cortigiana, la gara di arcieria o il torneo nazionale dei tamburi, domenica 17 presso la Fortezza di Albornoz si  terrà il gioco dell’aita, gioco militaresco di gran moda ai tempi del Duca. 
Durante i tre giorni anche teatro di corte, danze e musiche, laboratori artigiani. Per completare la magia del tempo sarà allestito un mercato storico e l’interno di un abitazione dei tempi. Il Rinascimento, nonostante le battaglie e guerre, vide il fiorire degli scambi internazionali e così l’edizione 2013 ebbe come paese ospite la Spagna, quest’anno sarà di scena la Cina. Nella scenografia di un antico quartiere cinese si potranno incontrare i mercanti di  spezie e sete, la locanda per degustare i sapori orientali, assistere a spettacoli con dragoni, musici e danzatrici.
E per i piccoli nativi digitali? Tanti giochi antichi, una grande esperienza incredibile quella del luna park rinascimentale, oltre  che all’incanto del teatro dei burattini e dello spettacolo di magia. La curiosità di tutti sarà soddisfatta da vedere all’opera gli maestri artigiani dei vecchi mestieri, per noi ormai abituati a comprare al supermercato veder fare le cose ci potrà apparire insolito. Oltre alla meraviglia c’è spazio per i sapori quelli della terra marchigiana, sia in versione dei tempi del Duca e sia quelli comunque indimenticabili dei nostri giorni, osterie e banchetti per rifocillare tutti i visitatori della festa, che per la passata edizione superarono quota 50 mila.  Immancabile spettacolo pirotecnico di chiusura la sera della domenica.
 Insomma anche questa XXXIII edizione del Festa del Duca si presenta come un’occasione di vivere del memorabile Rinascimento. Gli studi storici svolti,  la regia degli eventi e l’impareggiabile scenografia urbana fanno si che la manifestazione non sia una specie di “carnevale rinascimentale” ma l’attualizzare quel che fu, come se le tante rappresentazioni pittoriche e letterarie prendessero vita e ci accogliessero nella Città del Duca.{gallery}/urbinoduca/urbinoducagallery3:190:150{/gallery}
Oltre Urbino, le Marche sono una terra che serpeggia con le sue valli tra le montagne e il mare, ogni valle indossa piccole perle di storia e di sapori.  Per rimanere in tema di eredità storiche e curiosità una tappa obbligata è Fabriano e il suo Museo della Carta e della Filigrana. Ci sono più possibili itinerari per raggiungere Fabriano da Urbino, qualunque scegliate sarà un viaggio ricco di soste.  Se amate le passeggiate in montagna la Riserva Naturale Gola del Furlo è una proposta allettante che non deluderà. Singolarità naturalistiche e  storia si intrecciano per creare un luogo raro, se non unico.
Si possono effettuare escursioni di vario grado di difficoltà o durata, o semplicemente ripartire dopo una breve sosta per le foto ricordo. Riprendendo la direzione si arriva ad Acqualagna, cioè tartufo. La grande fiera si svolge tra ottobre e novembre, agosto non è il  periodo più indicato per l’odorosa ghiottoneria, però visto i cambiamenti climatici, insomma per i buon gustai qui si parcheggia. Fabriano è una piccola cittadina con un passato vivace, il suo centro storico ce lo mostra. Un’altra conferma del valore culturale della “provincia” italiana, magari un po’ defilata dai riflettori del grande turismo e forse proprio per questo più godibile. La Piazza del Comune è il centro monumentale, con la Fontana Sturinalto, a cui fa da sfondo il Palazzo del Podestà e bordata da un colonnato seicentesco. Inoltre vari sono gli edifici religiosi da visitare tra cui il Duomo, di origine trecentesca, fu ristrutturato nel 1617, la chiesa  dei SS. Biagio e Romualdo edificio del xv sec che ha subito vari rimaneggiamenti successivi; il complesso di San Domenico, detto anche Chiesa di Santa Lucia, del periodo a cavallo tra il XIV e il XV sec, l’edificio è stato più volte risistemato, anche a causa di un terremoto che lo distrusse in parte, all’interno di questo complesso monumentale si trova il Museo della Carta e della Filigrana. Soprattutto Fabriano è la Carta. Quel materiale talmente quotidiano da consideralo banale e volgare, simbolo di effimero e impermanenza.  L’arte di fabbricare la carta, arrivò nella cittadina marchigiana intorno alla fine del 1200. Gli inventori della lavorazione furono i cinesi che ne custodirono i segreti per secoli, che comunque lentamente si diffusero attraverso Corea e Giappone, per giungere alla mitica Samarcanda  dove l’appresero gli Arabi che furono i primi maestri dei fabrianesi, che apportano delle innovazioni che rese la carta qui prodotta una vera eccellenza. La visita al museo della Carta ha il dono di togliere quelle ragnatele di domande sottili che si sono formati nella nostra mente dal primo momento  che abbiamo avuto coscienza di trovarsi di fronte a un foglio bianco di un album o di un quaderno. La possibilità di fabbricare il proprio foglio di carta è un grande regalo al nostro bambino interiore.  La carta è un materiale nobile, versatile, una pagina che grazie alla creatività si è trasformata. Se uscendo dalla visita si avesse ancora dubbi sul valore del materiale carta, basta osservare le vetrine, i laboratori e alla fine verrà da pensare che anche la Fontana forse sia fatta di carta.{gallery}/urbinoduca/urbinoducagallery4:190:150{/gallery}
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Foto di Maria Luisa Bruschetini, Paolo Mini
Info www.urbino-rievocazionistoriche.it

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