Fantasmi di Genova, brividi tra i caruggi del centro

Una processione di spettri nella cattedrale, una dama bianca a palazzo, lo spirito del vento e il Diavolo. Sono solo alcuni dei molteplici fantasmi di Genova, città ricca di misteri, curiosità
e stranezze.

Gli antichi caruggi del centro, con la luce che filtra poco nel dedalo di vie e vicoli, e con le illuminazioni soffuse della notte, sono un palcoscenico ideale per andare a caccia di brividi
e scoprire storie perse nelle pieghe del tempo, in un mix di credenza popolare, leggende
e reali avvenimenti, spesso cruenti. Si potrebbe fare un itinerario cercando di scovare
un’ombra o un riflesso nella notte, ma i fantasmi di Genova sono talmente tanti che è difficile
elencarli tutti.

Tra i più antichi ci sono le anime vaganti di Piazza San Lorenzo, nello spazio che occupa la Cattedrale, che in epoca pre romana era una necropoli: pare che i poveri defunti siano ancora in cerca del riposo eterno.

Inoltre, la cattedrale è la protagonista di un’altra storia dei fantasmi di Genova: si dice che alla mezzanotte della vigilia della festa di San Giovanni Battista, patrono della città, una statua della splendida facciata romanica, detta l’arrotino, si animi e apra il portale della navata centrale, a quel punto entrano tutti gli artisti, i capomastri, gli artigiani e le maestranze che costruirono la chiesa verso il 1098. Il lungo corteo sale silenziosamente sulla cupola fino alla croce in cima: ognuno di loro controlla se il lavoro che fece è ancora al suo posto e poi sparisce
nel nulla. Una storia da brividi, ma anche poetica.

Proseguendo alle spalle del Palazzo Ducale, verso la piazza San Matteo, c’è la salita all’arcivescovado e qui c’è uno dei misteri più noti di Genova: lo spirito del Vento e il Diavolo. Si racconta che una notte lo spirito del vento passeggiasse nei vicoli insieme al Diavolo: arrivati davanti al palazzo dell’Arcivescovado il secondo chiese al primo di attendere che sarebbe andato a parlare con alcuni alti prelati. Alcune storie narrano che il Diavolo non uscì più da quelle sale e che il vento continuò a correre durante la notte su e giù per la salita in attesa del suo amico. Altre, invece, chiudono la leggendo sostenendo che il Diavolo fu scacciato dal Palazzo, che scappò talmente veloce lontano che non avvertì il vento, che ancora lo aspetta.

Sempre in zona piazza San Matteo si potrebbe incontrare un altro dei fantasmi di Genova. E’ Branca Doria, che abitava in un palazzo proprio vicino alla chiesa di San Matteo. Il nobile ex governatore, a cavallo tra il Duecento e il Trecento, era considerato un traditore, tanto che Dante lo inserisce all’Inferno: è proprio questo che avrebbe infastidito il Doria. Secondo una leggenda,
in alcune notti si potrebbe incontrare il suo spettro che vaga in piazza con le mani insanguinate e sparire dentro la chiesa, lasciando una traccia rossa su una colonna di marmo. Una leggenda macabra che alimenta la voglia di mistero nella città.

Una delle vie che più si circonda di fascino alternativo è via della Maddalena, una strada parallela a via Garibaldi. Costruita sul tracciato della strada romana che collegava levante con ponente, fin dai tempi più antichi si trova in una zona al centro dell’attività artigiane e nel XII secolo divenne un quartiere popolare dove però molte famiglie ricche scelsero di realizzare le proprie residenze. Essendo tra le più antiche vie genovesi, ha visto passare molti fatti di cronaca, anche nera.

Da qui, è facile raggiungere via Garibaldi, con i suoi eleganti edifici, soprattutto Palazzo Doria Tursi, oggi municipio, ma è sede di uno dei fantasmi di Genova più noti: la dama bianca. Sarebbe una dama del Seicento, che frequentava le splendide sale e i giardini pensili, vestita elegantemente di bianco: vaga tra le fontane e i vialetti e alla fine svanisce nel loggiato del palazzo. Un vero e proprio mistero che si tramanda da secoli.

Diversa invece la sorte di Anna Schiaffino Giustiniani, morta a 33 anni. E’ uno dei fantasmi di Genova più tristi: la sua anima vaga in via Garibaldi dal 24 aprile 1841, quando durante una serata di gala, si lanciò da una finestra di Palazzo Lercari, l’edificio dove abitava con il marito
marchese. Di idee filo repubblicane, Anna aveva partecipato attivamente ai salotti politici per raccogliere fondi, così conobbe un giovane Camillo Conte di Cavour, con il quale nacque un’intima amicizia e secondo alcuni qualcosa di più, almeno per lei. Dopo alcuni incontri, Cavour troncò
i rapporti e Anna affondò nella depressione che la porterà al suicidio, gettandosi da una finestra del palazzo. Si dice che ogni anno il 24 aprile, dove la sfortunata si lasciò cadere apparirebbe la macchia del suo corpo sul selciato.

Andando verso la Basilica di San Siro, tra la Genova dei palazzi nobiliari, sono tanti gli eventi inquietanti vissuti dalla città. Uno riguarda proprio la basilica: costruita nel IV secolo in stile romanico, inizialmente dedicata agli apostoli, fu la prima cattedrale, nel tardo Cinquecento venne distrutta da un incendio e riedificata con la cupola e la facciata neoclassica.

Il mistero riguarda San Siro e il Basilisco: si racconta che il Santo riuscì ad ammansire un terribile animale, con il corpo di serpente e la testa e le zampe di gallo, dall’alito
pestilenziale e che viveva in un pozzo. San Siro liberò gli abitanti della zona dalla mostruosa presenza, mentre il pozzo venne murato con una lapide a ricordo del miracolo. Non basta però, la tranquillità del luogo viene spesso meno a causa della leggenda che vuole che qui ci sia uno dei varchi degli Inferi, da dove passerebbero le anime che riescono a tornare nel mondo dei vivi.

Un’altra zona ricca dei fantasmi di Genova è presso Porta di Vacca. Un tempo si trovava fuori le mura medievali: il primo spettro che si incontra è quello di un cocchiere incappucciato che conduce un carro condotto da un cavallo. Apparirebbe nelle notti tra il Venerdì Santo e l’alba di
Pasqua e risalirebbe lungo via delle Fontane per poi avviarsi verso la valle di Carbonara: si dice
trasporti le anime di coloro che sono morti violentemente.

Qualcuno crede che tra loro ci sia anche lo spirito di Giulio Cesare Vacchero, uno dei fantasmi di Genova, che vagherebbe senza pace nella vicina via del Campo. Vacchero fu protagonista di una congiura contro il governo, a sostegno del duca di Savoia Carlo Emanuele I. Tradito dai compagni, venne condannato a morte e il suo palazzo fu distrutto: al suo posto venne eretta una colonna a memoria del gesto. Pare che lo spettro si aggiri nella piazza e vicino alla fontana voluta dai suoi eredi per nascondere la colonna infame. La fontana stessa fa venire i brividi: si dice che nelle notte di luna, i raggi illuminino nell’acqua visioni terrorizzanti.

Un altro luogo iconico per i fantasmi di Genova è Campo Pisano: questa zona si sviluppò nel XV secolo e ricorda la vittoria dei genovesi sui pisani nel 1284. Novemila prigionieri vennero rinchiusi qui e morirono quasi tutti, a causa delle precarie condizioni e del rigido inverno. Si dice che le loro anime senza pace risalgano in catene la scalinata che dalla Marina porta in Campo Pisano, durante nelle notti in tempesta.

Un’altra storia di condannati viene raccontata dalla Casa del Boia, già un mistero a sé. A piazza Cavour, proprio davanti all’ex mercato del pesce, c’è un’antica casa: casa di Agrippa, chiamata così perché venne ritrovata vicino un’iscrizione riferita al genero di Augusto, ma l’edificio è medievale e per tutti è quello dove viveva il boia e probabilmente faceva parte di un complesso che inglobava tutta la piazza, tra il camminamento delle mura delle Grazie e il duecentesco carcere della Malapaga, in cui erano rinchiusi i debitori insolventi.

Erano i tempi della Repubblica di Genova ele esecuzioni avvenivano al vicino Molo Vecchio. Su un angolo della casa si trova una misteriosa e inquietante testa murata. Da qui, nascono molte storie avvincenti: secondo alcuni sarebbe l’immagine di Giano il fondatore della città, per altri,
sarebbe il boia stesso, infine la versione più macabra vuole che sia un ricordo delle teste dei condannati che tagliate dalla scure schizzavano in alto fin lassù. Quello che è certo, a parte i brividi, è che qui vivono altri fantasmi di Genova: sarebbero quelli che subirono l’esecuzione capitale a lamentarsi davanti al boia la notte chiedendo giustizia.

Info:
www.visitgenoa.it/

Foto di Marco Castelli, dreamstime.com

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