Triora, il borgo dove abitano le streghe

Sembra che Halloween qui duri tutto l’anno. Sarà anche il paese delle streghe, ma Triora ha un che di misterioso che si respira ogni giorno, tra i carrugi, le piazze e le stradine. Un qualcosa di mistico che ben si addice a questa cittadina medievale dell’entroterra ligure, resa popolare proprio da un’antica superstizione che ha fatto leva nei secoli sulla ignoranza della gente comune.

Oggi le streghe di Triora si sono prese una bella rivincita, rendendo famoso il loro borgo che in autunno
viene preso di mira da centinaia di visitatori. Perché è ormai un rituale passare Halloween qui. Così
nei giorni 31 ottobre e 1 novembre bambini in maschera, famiglie e adulti in vena di divertirsi si danno appuntamento: Triora è in festa, con spettacoli teatrali e musicali, laboratori per i più piccoli e un grande falò nella piazza principale la notte del 31.

Chi visita il borgo fuori dalle festività rituali resta comunque stregato, è il caso di dirlo, da questa atmosfera
misteriosa e dalla bellezza medievale: basta girovagare per le stradine, ammirare i palazzi i dettagli dei palazzi
in pietra, il panorama sulle montagne e sulla valle circostanti. E accarezzare uno dei numerosi e ben pasciuti gatti che si incontrano sul cammino.

Loro sono i pronipoti di quelli delle donne che con il loro processo per stregoneria hanno reso Triora famosa.
Fu nel 1588: gli abitanti, afflitti da una lunga e violenta carestia, se la presero con alcune signore locali.

Le fattucchiere si davano convegno alla Cabotina, tuttora vedibile, ed evocavano il Diavolo: dopo essere state individuate, furono consegnate all’Inquisizione che instaurò subito il processo. Sottoposte alle peggiori torture, furono condannate a morte. Accusate di aver provocato, con i loro riti sacrileghi, l’avvelenamento del bestiame, la distruzione delle culture, pestilenze, piogge acide, morti di bimbi in fasce e addirittura furono additate di cannibalismo. Un episodio degno del più cupo Medioevo, nonostante si fosse svolto in pieno Rinascimento, che contrappose Chiesa e abitanti, che squarciò un velo sull’ignoranza ancora radicata della popolazione. Le povere signore soffrirono le pene dell’inferno in terra, alcune morirono prima di arrivare al processo, altre finirono sul rogo.

Per ironia della sorte, dopo essere state così trucidate, oggi continuano a vivere e a dare popolarità a questo paese, considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Anzi, le streghe sono il vero emblema del posto.

Accolgono il visitatore su un colorato cartello all’entrata del centro, la statua di una di loro domina il piazzale
che si affaccia su una vallata e un panorama lussureggiante, un museo ripercorre la loro vicenda, i negozi sono carichi di souvenir a tema, dalle bambolette ai cappelli a cono, un sentiero da trekking fa scoprire i lati più oscuri del borgo che mantiene intatto il suo fascino medievale.

Come nell’imperdibile sosta della Cabotina, il ritrovo delle fattucchiere, come nel castello diroccato, nel cimitero in cima alla rocca che domina il paese e che ha un’atmosfera misteriosa anche con il bel tempo, nelle stradine spartane di pietra, linde e deserte.

Ad ogni angolo una sorpresa: gli antichi serbatoi idraulici, i carrugi che cambiano secondo la luce del giorno,
la piazza con la chiesa dell’Assunta con la facciata ottocentesca che stride con il resto e sorta su un tempio pagano.

Triora, infatti, era già abitata nel Neolitico e ha subito tutte le trasformazioni della Storia fino a giorni nostri. E’ stato un borgo prospero e ricco, ha subito pestilenze, terremoti e opposte influenze politiche.

Ora vive principalmente di turismo, grazie proprio alle sue streghe. A loro è dedicata anche una festa: Strigora, la domenica dopo Ferragosto che richiama gente da tutta la Liguria, oltre alle grandi celebrazioni annuali per Halloween.

Triora è facilmente raggiungibile in auto da Sanremo o da Arma di Taggia, anche se la strada per salire fino
in cima è tortuosa e si apre su monti che sfoggiano la cima ancora innevata in primavera. Ed è proprio questo panorama rilassante, capace di far dimenticare la cognizione del tempo, una delle caratteristiche più magiche del paese, oltre ai tanti prodotti gastronomici tipici, come il famoso pane di Triora, spolverato di crusca, il formaggio Bruzzo, ottenuto dalla fermentazione della ricotta, le creme da spalmare di olive taggiasche e altre specialità che si trovano solo qui. Ghiottonerie adatte anche alle streghe moderne.

Info: www.comune.triora.im.it/Default.aspx
Foto www.comune.triora.im.it e Sonia Anselmo

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