Marbella, cuore antico tra le spiagge andaluse

La Costa del Sol sembra nascosta dalla fila interminabile di palazzoni e condomini di appartamenti che uniscono l’entroterra al mare in una striscia continua. Il primo impatto con Marbella, da chi arriva dall’Andalusia dell’interno, è questo: il trionfo dell’edilizia, con lontano il luccichio dell’acqua e la spiaggia lunga dagli ombrelloni di paglia.

Per fortuna Marbella mantiene ancora intatto un cuore tipico, fatto di bianche casine, di vicoli stretti contorniati da fiori colorati e pareti abitate da bouganville rosse, di balconi con appesi costumi da flamenco
e ventagli, di piazza ricche di tavolini all’aperto e vivacità.

Il centro storico è il vero segreto di questa località balneare, amata da vip e non, dalle ottime temperature anche in autunno e inverno e dalla posizione privilegiata tra mare e montagne, a metà strada tra Malaga e lo stretto di Gibilterra, sulla Costa del Sol.

Un giro nel labirinto di vicoli, stradine e piazze fa apprezzare Marbella.
Una sosta obbligata è la Plaza de los Naranjos, ossia la piazza degli aranci, con il municipio rinascimentale, voluto nel 1568 da Alfonso d’Aragona e Isabella di Castiglia, che tanto hanno lasciato della loro impronta in Andalusia.

Sulla piazza si trovano anche la Casa del Corregidor, la Casa del Sindaco, e l’Ermida de Santiago, l’Eremo di Santiago, la chiesa più antica di Marbella, tutti in stile rinascimentale costruiti dopo la Reconquista cattolica.

Marbella, come altre località della regione, era stata fondata dagli arabi e sono ancora visibili alcuni resti del dominio islamico, come le mura difensive e il castello. Paradossalmente, gli arabi di oggi, soprattutto quelli degli Emirati, sono i visitatori più assidui, insieme agli inglesi
che hanno acquistato molte residenze per trasferirsi nei mesi invernali.

La città vecchia, Casco Antiguo, con le sue case bianche, i fiori ovunque, le piazze con gli alberi di aranci, è un esempio di architettura andalusa, ci si può addentrare a scoprire angoli nascosti e luoghi più noti.

Come la chiesa de Nuestra Señora de la Encarnación, a cento metri da Plaza de los Naranjos. Il campanile, bianco e giallo, svetta su tutta Marbella e ne fa un punto di orientamento utile. Inoltre, la chiesa, riccamente decorata, con le navate molto alte, risale all’inizio del Seicento ed è al centro di tutti i festeggiamenti religiosi e processioni rituali, a cominciare dalla Semana Santa, che si svolgono a Marbella.

Poco lontano, un altro luogo da visitare è la Cappella San Juan de Dios, noto ai locali come El Hospitalillo, perché venne costruito nel XVI secolo come ospedale per la popolazione. Oggi è un’attrazione per il suo stile architettonico tra il gotico, l’arabo e il rinascimentale.

Sempre nel centro storico di Marbella, un’altra meta è il Museo contemporaneo delle Incisioni, con una piccola collezione dell’arte spagnola con opere di Picasso, Dalì e Mirò. Un’altra curiosità è il Museo del Bonsai, con un’esposizione permanente di piante.

Il contrasto tra quest’oasi del centro che sembra venire dal passato e i moderni e tristi palazzoni degli hotel sulla costa, nati dal boom edilizio degli anni Sessanta, rappresenta la vera essenza di Marbella.

Scoperta come potenziale turistico dal principe Max Egon Langeburg, ha vissuto un vero e proprio periodo fortunato fino agli anni Ottanta come meta per il jet set, con ville di personaggi famosi lungo il Golden Miles, la strada che costeggia il mare e porta a Puerto Banus.

Ancora oggi Marbella vive di turismo, anche grazie ai campi da golf, alla possibilità di praticare tutti gli sport acquatici, a quella di soggiornare
in strutture di ogni tipo e ogni tasca, e alla vicinanza con altre mete importanti, come Malaga o Ronda.

E grazie soprattutto alle spiagge: lungo la costa di 27 chilometri se ne affacciano ben 24, tutte di sabbia dorata e attrezzate. Tra le più amate quella di Artola con le dune, quelle Venus e La Fontanilla, vicine al centro, e quella di Puerto Banus, riconosciuta Bandiera Blu.

Puerto Banus, a circa 6 chilometri da Marbella, è un finto villaggio e porto turistico per gli yacht, costruito nel 1970 in stile mediterraneo con bar, ristoranti, boutique di lusso e locali notturni per accontentare una ricca clientela che ormeggia qui le imbarcazioni. Oggi appare come il retaggio di quella che è stata Marbella negli anni del boom turistico, che ha provocato anche l’edilizia selvaggia sulla Costa del Sol.

Meglio concentrarsi sulla parte antica della cittadina e andare alla ricerca delle origini arabe e delle caratteristiche tipicamente andaluse di Marbella.

Info:
www.spain.info

Foto dreamstime.com

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