Sherry, lungo la strada del vino in Andalusia

Vigneti a perdita d’occhio, tori di ferro tra i campi, cittadine suggestive tra mare, castelli e fortezze. Tutto con un filo conduttore, lo sherry. La ruta del vino si srotola tra le strade dell’Andalusia meno conosciuta.

E’ un percorso che permette di scoprire tutti i segreti dello sherry, tra degustazioni, visite guidate e cantine. Non solo, ma anche di ammirare borghi come la capitale di questo vino tipico, Jerez de la Frontera.

Famosa anche per il Gran Premio di Automobilismo, Jerez è stata fondata dai Fenici. Furono loro i primi a produrre ottimo vino: poi arrivarono i Romani e affinarono le tecniche. Durante
il Medioevo, quando faceva parte del regno musulmano di Granada, Jerez fu uno scenario di incursioni di frontiera, che passava proprio da qui.

Il passato arabo della città è visibile nelle mura, nell’Alcázar e nella Moschea, trasformata nella cappella di Santa María la Real. Legata ad antiche tradizioni, come il flamenco e una razza locale di cavalli, la certosina, Jerez divenne famosa per lo sherry durante il Quattrocento.
Anche grazie alla vicinanza con Cadice, il porto da cui partirono gli esploratori, che aiutarono
ad esportare il vino. Non a caso gli spagnoli lo chiamavano Sack, ovvero merce di scambio.
Ad esempio, una delle spese maggiori per l’allestimento della flotta di Magellano fu proprio lo sherry.

Fu poi Shakespeare a renderlo popolare in Inghilterra, dove però dopo qualche secolo venne rimpiazzato nei gusti dal Porto.

Lo sherry in spagnolo è chiamato proprio Jerez ( o meglio Sherish, l’antico nome arabo della città), dalla sua zona di produzione, un triangolo compreso tra la città, Sanlucar de Barrameda e El Puerto de Santa Maria, tre tappe fondamentali sull’itinerario del vino.

Grazie al clima mite, ai venti che arrivano dal mare e al sole che splende durante l’anno, l’Andalusia è una terra fertile per i vigneti e produce alcuni dei vini più conosciuti al mondo, ma anche sapori gastronomici unici, perfetti per gli appassionati dell’enogastronomia.

Anzi, Jerez ha una sua cucina particolare dove viene utilizzato molto il vino locale: zuppa al pomodoro, il gazpacho, le interiora con ceci sono seguite da torrijas (pane fritto al vino) e tocinos de cielo (specie di budino di tuorli), sono tutti realizzati alla jerezana.

Lo sherry è un vino liquoroso, secco, dalla gradazione di almeno 15 gradi ed è usato come vino da aperitivo o da abbinare al pesce. Per gustarlo, si possono visitare le bodegas, le cantine dell’Andalusia, con soffitti molto alti in grado di ospitare diverse botti dove invecchiare il vino attraverso il metodo “Solera“. Esistono diversi metodi di elaborazione, tradizionali e contemporanee, e dieci tipi di vino divisi in tre categorie.

Se lo sherry è leggero, fresco e fruttato viene chiamato Manzanilla: viene prodotto tra Jerez e Sanlucar de Barrameda, borgo costiero noto per le spiagge e le corse dei cavalli. Di fronte al
Parco Nazionale di Doñana, sulla riva sinistra della foce del fiume Guadalquivir, ha preziosi palazzi d’origine araba, strade strette tra mare e fiume, e un castello. Anche se il suo punto di forza restano le cantine dove degustare lo sherry oppure abbinandolo alle mazzancolle locali.

Un’ occasione per degustare vino, magari ascoltando flamenco, sono le numerose Ferias, le feste popolari che ci sono durante l’anno, soprattutto nel periodo della vendemmia ad inizio autunno. In questo modo, in un bicchiere di sherry, si coglie tutta l’essenza, gastronomica, folkloristica, naturalistica, dell’Andalusia.

Info
www.spain.info
www.rutadeljerezybrandy.es/en/

Foto dreamstime.com, Pixabay

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