Termoli, trabocchi, castelli e riti nel Molise costiero

La costa dei trabocchi si allunga fino al Molise, sul breve tratto regionale del mare Adriatico. A dare il benvenuto ai visitatori a Termoli, uno dei borghi più belli d’Italia, nei pochi chilometri di litorale
che lo separano da Vasto in Abruzzo, è proprio uno degli esili capanni su palafitte che sembrano sospesi sull’acqua, cantati da D’Annunzio che li paragonò a mostri in agguato protesi sugli scogli.

Con le sue reti da pesca e i pali che emergono dalla piattaforma, il trabocco di Termoli sembra un baluardo difensivo che si estende verso l’orizzonte e la vastità del mare, ancorato a terra dalla lunga passerella
di legno. Dietro di esso, si snodano la lunga spiaggia dorata, amata dai vacanzieri, e le mura fortificate del borgo antico con la torre del Castello Svevo che fa da sentinella.

Semplice, quasi spartano, il Castello è il simbolo di Termoli, costruito in epoca normanna, nel XI secolo, in pietra calcarea e arenaria, proprio per scopi difensivi, inglobando una torre longobarda già esistente.

Nel 1240 Federico II di Svevia volle qui una ristrutturazione e fortificazione, per questo il Castello viene chiamato Svevo, dopo gli attacchi della flotta veneziana. Il robusto muro cinge tutto il borgo, con l’ingresso per accedere proprio sotto un’intatta torre: da qui sembra di entrare in un’altra epoca.

Termoli è un piccolo borgo incantato e ha un’origine antica, come centro era già abitato nella preistoria, proprio per la sua posizione geografica, su un promontorio roccioso. Fu il Medioevo il periodo di massimo splendore per il paese, quando era sede vescovile, poi le invasioni turche e i terremoti portarono il declino fino alla fine del Settecento, con il regno borbonico, che piano piano nel tardo Ottocento permise lo sviluppo in quella che è ora la zona moderna della città, fuori dalle antiche mura.

Poi, dagli anni Ottanta del Novecento Termoli è diventato sempre di più porto turistico e meta estiva privilegiata per le spiagge, il mare limpido che vale sempre il riconoscimento di Bandiera Blu, per la possibilità di prendere
un traghetto e arrivare facilmente alle isole Termiti, amate dai subacquei. Il borgo è anche una base ideale per scoprire l’entroterra del Molise, la sua natura, cultura e gastronomia.

Non solo, Termoli è una scoperta continua nei vicoli stretti del Borgo Vecchio, dietro le mura, nei suoi palazzi, nelle piazze vivaci. Il Castello, che domina tutto, ospita la Galleria Comunale d’Arte e viene usato per eventi e manifestazione, mentre la parte più alta è adibita a stazione meteorologica dell’Aereonautica militare.

Attenzione, però, è abitato da un fantasma dispettoso e burlone, chiamato ‘u mazz’marill’, che vaga di notte per tutto il borgo antico facendo dispetti nelle case dei pescatori, per poi la mattina tornare a riposare nel suo castello.

La costruzione è anche al centro dei riti tradizionali di Termoli: ogni 15 agosto si svolge l’incendio del castello, per rievocare l’assalto subito dagli Ottomani. Nella notte ferragostiana tutto il Borgo Vecchio si illumina a giorno con fuochi e colori.

Non è l’unica usanza antica legata a Termoli. Il 3 e il 4 agosto si omaggia uno dei Santi patroni, San Basso, le cui reliquie riposano nella Cattedrale. In realtà, la ricorrenza religiosa è il 5 dicembre, quando si celebra una Messa solenne, ma i festeggiamenti veri e proprio vengono rimandati all’estate con la tipica processione della statua di San Basso per le vicoli del centro fino al porto.

Qui viene caricata su un motopeschereccio addobbato per l’occasione, mentre le altre imbarcazioni lo seguono in mare in un corteo suggestivo. A metà percorso dal battello con il Santo viene gettata in acqua una corona
di fiore: una leggenda narra che furono proprio dei pescatori termolesi a ritrovare a largo il sarcofago con le reliquie del vescovo San Basso.

Dopo il rientro in porto, la statua viene portata a spalla fino al mercato ittico dove viene venerata fino al mattino successivo. Alle 6 del mattino del 4 agosto, dopo la veglia notturna, viene celebrata una Messa nel mercato, mentre la sera alle 19 viene celebrato un altro rito sacro nella piazza della Cattedrale e infine avviene l’ultima processione per le vie cittadine. Poi è il momento di festeggiare con i fuochi d’artificio mentre il Santo torna a riposare nella cattedrale.

In stile romanico pugliese, consacrata ai Santi patroni, Basso e Timoteo, il duomo si trova nel punto più alto del promontorio, dove una prima chiesa piena di mosaici fu costruita nel X secolo, si pensa sui resti di un tempio romano dedicato a Castore e Polluce, i due dioscuri.

La splendida facciata è divisa in due parti in contrasto tra loro: mentre il lato superiore crollò con il terribile terremoto del 1456, che distrusse Termoli, e venne ricostruita, la parte inferiore rivela sette arcate, dove un tempo c’erano statuine, mentre oggi sono rimaste le sculture di due leoni e alcune teste femminili, e un portale
sovrastato da un bassorilievo rappresentante la Purificazione di Maria. All’interno le tre navate celano la cripta con le reliquie e il mosaico del pavimento risalente al XI secolo, alla precedente chiesa.

Dopo aver visitato il borgo vecchio, non resta che riposarsi in spiaggia davanti alle mura, godersi un tramonto spettacolare e il mare azzurro solcato dalle barche a vela e magari poi assaggiare un piatto tipico a base di pesce. Termoli, con la sua posizione, la sua inclinazione, la sua storia e tradizione, è inevitabilmente legata al mare.

Info www.moliseturismo.net/

Foto Al Roberti www.termoli.net/ Pixabay

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