San Giovanni Rotondo, non solo misticismo

Mai i fondatori di San Giovanni Rotondo avrebbero immaginato, nel 1095, sulle rovine di un antico villaggio del IV secolo a.C., tra piccole tombe ed i resti di un battistero circolare (da qui il nome “rotondo”) che qui un giorno potesse operare un umile frate divenuto poi santo, Padre Pio, attirando milioni di pellegrini da tutto il mondo.

San Giovanni Rotondo è bella, un piccolo gioiello nascosto da un percorso tortuoso che ricorda in versione
ridotta i tornanti che da Cap d’Ail conducono a Montecarlo, oppure i canyon delle colline di Los Angeles. Lasciando la scevra Foggia ed i confini con il Gargano, si arriva in un piccolo centro storico ed immediatamente si resta stupiti ed affascinati da sinfonie di colori nelle vetrine, bianchi angeli marmorei nei cortili, la statua che raffigura il santo ovunque, nelle botteghe di souvenir, persino nei negozi di fiori; la severa ma pulita maestosità di una scuola elementare, la facciata candida del municipio.

La Puglia è nota per siti archeologici ma soprattutto per il mare, spiagge assolate ed anche una infinità di grotte – alcune accessibili solo dall’acqua -, non è raro nei mesi estivi imbattersi in amanti del windsurf, oppure del deltaplano.

Con il fervore religioso che racchiude tutta la città, travalicandola, San Giovanni Rotondo ispira alcune riflessioni su un tema sempre attuale, ultima dimora di Padre Pio: la sua storia dimostra che si è innovatori grazie all’amore per ciò che si fa, non in virtù dell’equipaggiamento storico- intellettuale di cui si dispone.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie unitamente al complesso conventuale ed il nuovo grande Santuario, progettato dall’architetto Renzo Piano, muove centinaia di migliaia di pellegrini all’anno, tutto l’anno e da tutto il mondo.
Non si può ignorare San Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione, 1887 – 1968) dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, la chiesa cattolica ne venera la memoria il 23 settembre, ma ne ha fatto anche oggetto di aspre critiche negli stessi ambienti ecclesiastici, per via delle famose stigmate apparse, si dice, intorno al 1918, la cui comparsa fece il giro del mondo rendendo irrimediabilmente San Giovanni Rotondo famosa e meta di pellegrinaggio.

La stessa chiesa di Santa Maria delle Grazie, voluta fortemente dall’umile frate, un insieme della chiesa cinquecentesca e di quella progettata dall’architetto Giuseppe Gentile e consacrata nel 1959, composta da una navata centrale con un grande mosaico raffigurante la Madonna delle Grazie, con annesso convento e divenuto immenso santuario, raccoglie continuamente aspre critiche e grandi complimenti dal 2010.

Lo stile contemporaneo interpretato da Renzo Piano nell’ultima chiesa la cui pianta ricorda la spirale archimedea, che può contenere sino a 7000 persone divenendo una delle chiese con maggior superficie in italia, ha anche una nota positiva: l’elemento più utilizzato ovvero la pietra di Apricena, poco duttile, il cui utilizzo in una zona ad alto rischi sismico ne assicura la stabilità.

Infine, la salma del santo è permanentemente esposta alla pubblica venerazione nella cripta della nuova chiesa di Padre Pio, sorta successivamente alle altre per contenere la grande affluenza di visitatori.

Ma non è solo la spinta religiosa che attira il visitatore, si può fare un giro nei pressi della piazza principale per ammirare la varietà dei prodotti tipici nei negozi e nelle botteghe, ed i banchetti del mercato con l’arcobaleno della frutta fanno dimenticare il vasto sagrato antistante il nuovo santuario, rinfrescante con i giochi d’acqua e gli ulivi, con i bambini che giocano sotto di essi grati di quell’ombra, torrido in estate e battuto da gelidi venti in inverno.

Recitava un sacerdote del tempo: “E’ un grande maestro colui che varca ogni giorno l’ingresso alla scuola nel retro della chiesetta, chiedendosi cosa imparerà, non solo cosa insegnerà”. Queste semplici ma efficaci parole sembrano aver contagiato gli abitanti di San Giovanni Rotondo, che si sono industriati per sviluppare non solo una mistica attrazione turistica, ma anche una risorsa per la regione, fatta di artigianato, amore per le piccole cose ed
una passione per l’arte culinaria con bellissime panetterie che non sfigurano accanto ad oreficerie, l’angolo dei buongustai, con decine e decine di differenti tipi di biscotti in esposizione, dolci e salati, ed altri prodotti tipici provenienti dalla terra del sud Italia, che si contende lo spazio con singolari cespugli di rose piantate da casalinghe troppo occupate a far crescere verdure e grano e frutta che facessero superare l’inverno alle loro famiglie per stare a perder tempo con esigenti piante ornamentali.

Artigianato, ma non solo: è bello visitare la Puglia per la grande varietà di attrazioni, le colline dove fare sport, il mare per le vacanze, le grotte ed i monumenti storici, soprattutto ci sono i luoghi utili, negozi ed abitazioni residenziali da visitare, ma anche bar, panchine e piccoli giardini e piazze per sostare e sorprendersi. Così è la vita, si commercia e si attende, ci si industria e prega.

C’è, forse, un senso a tutto. Non è facile giudicare le migliaia di pellegrini che affollano San Giovanni Rotondo
in ogni mese dell’anno; non è un problema intuirne la motivazione, ma non è importante presumere di saperlo.

Info: www.conventosantuariopadrepio.it www.puglia-turismo.it
Testo e foto di Maurizio Barbato

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