Sulmona, Ovidio e confetti nel cuore d’Abruzzo

Nel cuore dell’Abruzzo, circondata da tre parchi nazionali, Sulmona è una
tappa obbligata per chi ama la cultura, l’arte e la natura.

La città, che si trova in provincia dell’Aquila, sorge a circa 400 metri sul livello del mare all’interno di una conca dell’entroterra abruzzese, al cui orizzonte si delineano le cime montuose più alte della catena appenninica.

Secondo leggende tramandate dal poeta Ovidio, che a Sulmona deve i natali, e da
Silio Italico, la città sarebbe stata fondata da Solimo, compagno di Enea, giunto in Italia dopo la distruzione di Troia.

Per i cinefili è la città che ha fatto da set a diverse opere cinematografiche,
tra cui “Parenti Serpenti” di Mario Monicelli e “The American” con George Clooney.

Una città che si presta sia al viaggiatore di passaggio che ai turisti che
vogliono stare più giorni, anche per raggiungere i parchi nazionali e regionali
che si trovano a pochi chilometri di distanza, Parco nazionale della Majella e
Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in primis.

Per i viaggiatori più curiosi è possibile raggiungere Sulmona anche in treno,
attraverso la linea ferroviaria Roma – Sulmona – Pescara, la cui realizzazione
risale al 1871. Una linea rimasta negli anni immutata, ma il cui percorso risulta
affascinante (tra la stazione di Anversa-Villalago-Scanno e Bugnara, è presente il viadotto più lungo della linea, il Viadotto del Sagittario).

Per conoscere uno dei centri storici più caratteristici dell’Abruzzo, ricco
di testimonianze che dall’epoca romana risalgono lungo l’arco di oltre due millenni fino a oggi, è consigliabile un itinerario che oltre alle vie del centro, dove si trovano tanti esercizi caratteristici e monumenti, anche alcune strade più nascoste, dove è possibile trovare scorci, palazzotti signorili e case più modeste, che nell’insieme conservano un fascino di altri tempi.

Si può partire dalla Cattedrale di San Panfilo, patrono della città, e che si trova nell’estremo limite della parte settentrionale della città, dove si trova anche lo stadio comunale “Pallozzi”.

La Cattedrale, secondo la tradizione, sarebbe stata eretta nell’VIII secolo
sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Apollo. La chiesa era dedicata
originariamente alla Vergine Maria e, in seguito, venne intitolata a San Panfilo.

Dal piazzale della Basilica parte la Villa Comunale. Una passeggiata lungo i viali alberati conduce al centro cittadino. Su Piazza Carlo Tresca, dove si trova
il monumento ai caduti, si affaccia il settecentesco palazzo vescovile. Con una deviazione di circa 200 metri sulla destra si può arrivare a Porta Romana.

Da Corso Ovidio è possibile raggiungere numerose strade e monumenti, e soprattutto entrare nel cuore dei Borghi e dei Sestieri, che da oltre 20 anni animano la Giostra Cavalleresca, manifestazione che si tiene l’ultimo fine settimana di luglio in piazza Garibaldi (cui si aggiunge una versione europea che invece tiene banco nel primo fine settimana di agosto).

Passeggiando lungo corso Ovidio si resta subito colpiti dalla mole imponente della Complesso della SS. Annunziata. La chiesa, con l’annesso ospedale, fu fondata nel 1320. Negli anni ha subito diverse modifiche, anche a causa del terremoto del 1706, che ha restituito un edificio barocco con una grandiosa facciata articolata su due ordini di colonne appaiate. All’interno del complesso si trova il museo civico e un auditorium.

Il campanile, costruito tra il 1565 e 1590, si compone invece di due piani sormontati da una cuspide piramidale su ciascuno dei quali si aprono quattro grandi bifore.

Lasciata piazza dell’Annunziata si passa oltre via De Nino, dove si trova il teatro comunale “Maria Caniglia”, e si incontra Piazza XX Settembre, al centro della quale sorge il monumento al poeta Ovidio, opera dello scultore Paolo Ferrari e inaugurata nel 1925.

Si affacciano sulla piazza il settecentesco palazzo Tabassi, e sul lato opposto
l’ex collegio dei Gesuiti, dove storicamente ha avuto sede il liceo classico “Ovidio”, attualmente sono in corso dei lavori di rifacimento dell’intero edificio. All’angolo invece si trova il palazzetto fatto costruire nel 1484 dal mercante Giovanni dalle Palle.

Procedendo su Corso Ovidio, si delinea sullo sfondo la “scenografia” barocca creata dalla chiesa di Santa Chiara, innestata in lontananza sul primo piano della rinascimentale Fontana del Vecchio e dello scorcio dell’immenso acquedotto medievale.

La Fontana del Vecchio venne fatta costruire nel 1474 dal capitano della città
Polidoro Tiberti da Cesena. Sulla sinistra della fontana, in posizione d’angolo,
c’è Palazzo Corvi con il portale caratterizzato dal pronunciato bugnato, che
si può ritrovare in altre architetture abruzzesi.

Si costeggia la teoria delle arcate dell’acquedotto duecentesco, attraverso le quali si spazia sulla grande piazza Garibaldi (già Piazza Maggiore), con sullo sfondo lo scenario delle montagne del Morrone e della Maiella a chiudere l’orizzonte.

Piazza Garibaldi, con il fontanone centrale, è uno spettacolo a cielo aperto. In questa piazza si tengono le manifestazioni più importanti, come la “Madonna che Scappa” la domenica di Pasqua e la Giostra Cavalleresca, oltre appunto a essere sede di un mercato che si tiene ogni mercoledì e sabato.

Inoltre, nel vicino complesso di Santa Chiara ha sede il Polo museale civico diocesano, dove è presenta una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea del sud Italia, il cui nucleo è costituito delle opere vincitrici del Premio Sulmona di arte contemporanea (prossimo alla 50° edizione), e che vanta nomi del calibro di Calabria, Attardi, Guccione e Turchiaro.

Sulla destra, in posizione sovra elevata rispetto al piano stradale, sorge il complesso formato da quello che in origine era l’ingresso laterale della chiesa di San Francesco della Scarpa.

Si continua lungo Corso Ovidio, e si sorpassa la chiesa della Madonna del Carmine, tra le più antiche della città, si devia poco più avanti sulla destra per Piazza Plebiscito, dove si trova la chiesa di Santa Maria della Tomba.

Tornando su Corso Ovidio, si prosegue e si raggiunge Porta Napoli. Eretto all’inizio del XIV secolo, il monumentale ingresso alla città ha conservato intatta la sua originaria struttura a pianta rettangolare anche quando, a fine ‘800, per esigenze di viabilità, furono sventrate le cortine murarie adiacenti.

Nell’area antistante porta Napoli ci sono quartieri residenziali, che si estendono lungo viale Mazzini, fino ad arrivare all’ospedale della città.

Lungo Corso Ovidio è facile imbattersi in numerosi esercizi dedicati alla vendita dei prelibati confetti. Il confetto è una specialità dolciaria tipica della città
di Sulmona e ha una storia antica; la sua fabbricazione intesa come moderna
risale al XV secolo, mentre si è evoluta come lavorazione artistica già a
cominciare dallo stesso secolo.

Non a caso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha
inserito il confetto prodotto a Sulmona nella lista dei Prodotti agroalimentari
tradizionali italiani.

Per chi vuole approfondire è possibile visitare il Museo dell’arte e della tecnologia confettiera, che si trova nella Fabbrica di confetti Pelino, in viale Stazione Introdacqua, dove sono esposti macchinari e strumenti per la produzione confettiera, i diplomi al merito e i brevetti di fabbrica, antiche e preziose bomboniere.

Diverse sale presentano l’evoluzione degli strumenti di lavorazione, in particolare è stato ricostruito un laboratorio settecentesco. Attraverso stampe e disegni il visitatore ha una panoramica completa dell’industria dei confetti dal Medioevo a oggi.

La città offre anche manifestazioni di cinema, musica e teatro. Di recente, il piccolo teatro di Via Quatrario, è stato dedicato a Tony Del Monaco, cantante di Sulmona che ottenne un grande successo tra gli anni ’50 e ’60 con brani come “La voce del silenzio” e “L’ultima occasione”, partecipando anche al Festival di Sanremo.

Per chi vuole fare attività all’aria aperta, jogging o passeggiare, può andare al
parco fluviale “Augusto Daolio”, intitolato al noto cantante dei Nomadi, dove c’è
anche un’area attrezzata per bambini, e che d’estate ospita anche concerti.

In ultimo, dalla stazione di Sulmona è possibile prendere il famoso treno storico e fare la “Transiberiana d’Italia”, la storica e suggestiva tratta Sulmona-Carpinone-Isernia che unisce Abruzzo e Molise, dagli altopiani abruzzesi alle montagne.

Lunga 128,7 km, venne inaugurata nel 1897 per mettere in collegamento Sulmona
con la capitale meridionale, Napoli. Considerata la tratta ferroviaria più panoramica dello stivale, la Transiberiana d’Italia o Ferrovia dei Parchi conduce i visitatori tra borghi medievali, natura incontaminata e incantevoli paesaggi in movimento.

La ferrovia arriva a toccare pendenze del 28% in alcuni tratti del suo percorso, è considerata un capolavoro di ingegneria ferroviaria. Lungo il tragitto le carrozze superano panoramici ponti e viadotti e attraversano 58 gallerie, la più lunga delle quali, sotto il Monte Pagano, misura 3109 metri. Il treno parte da Sulmona e raggiunge Campo di Giove, Palena, Rivisondoli-Pescocostanzo, Castel di Sangro e Roccaraso.

Info:
www.comune.sulmona.aq.it/
www.abruzzoturismo.it/it/home

Testo di Antonio Ranalli
Foto Oneshootlive Angelo D’Aloisio Photo, che si ringrazia per la gentile concessione, e dreamstime.com

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