Monte Cassino, misticismo, arte e pace

abbazia di Montecassino

Le colombe si alzano in volo e si posano in massa sul chiostro, sopra la statua del Santo con le braccia protese verso il cielo. Trasmettono un senso di pace, proprio quello di cui sono il simbolo e che qui è un imperativo. Non per niente una scritta “PAX” accoglie i pellegrini e i visitatori, prima ancora di varcare il cancello e fare la salita verso l’abbazia.

Eppure di pace Montecassino non è che ne abbia vista molta: nel corso dei secoli ha subito quattro distruzioni, l’ultima delle quali per la famosa battaglia della Seconda Guerra Mondiale, e qualche scandalo recente. Il sole inonda la valle sottostante, i cortili e le scalinate, le statue dei fratelli San Benedetto e Santa Scolastica, e l’atmosfera è mistica.

In epoca romana, qui sorgeva un tempio dedicato ad Apollo, a 519 metri sul livello del mare, proprio dove ora c’è il pozzo, al centro del chiostro del Bramante. San Benedetto da Norcia arrivò sul monte Cassino nel 529, dopo aver peregrinato in vari luoghi come Subiaco, e aver sfidato le invidie dei confratelli. Si portò due discepoli e la sorella Santa Scolastica, che viveva in un convento nei dintorni ma spesso veniva a trovarlo, partecipò attivamente, proprio seguendo la sua Regola, alla costruzione del monastero, abitava in quella che è la Torre Romana.

A Cassino, secondo la biografia di papa Gregorio Magno, Benedetto visse fino alla morte, il 21 marzo del 547, avvenuta mentre prendeva l’eucarestia: la statua con le braccia alzate, con Benedetto sorretto da alcuni confratelli, si rifà proprio a questo preciso momento. Fu sepolto nell’originario oratorio di San Giovanni Battista: le sue reliquie, insieme a quelle della sorella gemella, furono messe in un’urna d’alabastro, a sua volta contenuta in un recipiente di bronzo, sono sopravvissute a tutte le distruzioni e ai bombardamenti del 1944. Subito dopo la guerra, furono studiate minuziosamente dagli esperti, autenticando i resti e confermando che si tratta ossa maschili e femminili del V secolo. Oggi, la tomba dei Santi si può vedere sotto l’Altare Maggiore della ricostruita cattedrale.

Dell’abbazia originaria è rimasto davvero poco. Nel 577 arrivarono i Longobardi e in una notte distrussero Montecassino: un avvenimento che San Benedetto aveva previsto. I monaci fuggirono a Roma portando con loro l’originale della Regola. La seconda distruzione avvenne verso la fine del IX secolo, questa volta per mano dei Saraceni. Seguì un periodo di rinascita, anche grazie all’abate Desiderio che fece costruire a Gerusalemme tre porte in bronzo, una delle quali è
ancora al suo posto, sviluppò la biblioteca e l’attività amanuense.

Ma la storia travagliata di Montecassino è passata anche attraverso un terremoto nel Trecento e infine con il bombardamento del 1944. La chiesa è stata ricostruita in ogni dettaglio e oggi appare un trionfo del barocco, dorata e ricca di dettagli, con una cripta scavata nella roccia nel
Cinquecento e che uscì indenne dalle bombe, insieme alle persone che si erano rifugiate qui.

Tra le curiosità la tomba di Piero de Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e sepolto qui perché suo fratello Giovanni, il futuro Leone X, era l’abate di Montecassino.
Alla cattedrale vera e propria si accede tramite il chiostro dei Benefattori: costruito nel Cinquecento da Antonio di Sangallo, è un tripudio rinascimentale con 24 sculture di Papi, Santi e Re che hanno avuto a cuore Montecassino. L’enorme scalinata per accedervi domina il chiostro del Bramante e si affaccia sulla valle del Liri.

Appollaiata sulla collina, l’abbazia domina tutta la valle, il paese di Cassino e la Rocca Janula, per secoli base militare di difesa. In epoca romana qui sorgeva un tempio dedicato a Giano, per questo il nome Janula, e la fortezza ha avuto un destino travagliato anche lei, tra terremoti e distruzioni: anche Federico II aveva dato l’ordine di distruggerla, ma ci ripensò. Purtroppo ci ha pensato la Seconda Guerra Mondiale, lasciando in piedi solo la torre pentagonale e parte delle mura.

Dopo un attento restauro, è stata riaperta nel settembre 2015 al pubblico e ora si organizzano visite e giornate con spettacoli in costume medievale. Accanto si può ammirare il monumento alla Pace.

Pochi chilometri più a valle, nella città di Cassino, è rimasto praticamente intatto il teatro romano, dove l’estate si svolge una rassegna artistica. Sopra di tutti, ad un passo dal cielo, l’abbazia sembra proteggere i pellegrini e gli abitanti.

Foto di Sonia Anselmo

Info www.abbaziamontecassino.org

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