Parco d’Abruzzo, monti, orsi e borghi da scoprire

Ripartiamo dalla natura e dall’Italia. In queste nuove esigenze, una meta perfetta diventa il Parco d’Abruzzo con le sue meraviglie, tra monti, boschi, flora e fauna uniche.

Oggi più che mai che è avvenuto un evento eccezionale: l’avvistamento di una mamma orsa con ben quattro cuccioli. I fantastici quattro, li chiama il direttore del Parco Luciano Sammarone, che vuole proteggerli dall’eccessiva curiosità umana.

Racconta il direttore: “L’ecosistema si è giovato dell’assenza dei visitatori nei mesi del lockdown dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che in certi ambienti l’uomo deve fare un passo indietro. È vero che gli animali selvatici sono estremante sensibili a captare i segnali. Se noi essere umani siamo sorpresi dal silenzio che
si è creato per effetto del blocco delle attività, gli animali lo hanno avvertito come segnale di
cessato pericolo e si sono fatti avanti”.

Per le prossime stagioni, il Parco d’Abruzzo ha in programma molte iniziative a contatto con la natura, dal dormire
in tenda sotto le stelle al trekking, dalle passeggiate a cavallo alle escursioni sulle tracce dei lupi e al bearwatching, l’osservazione degli orsi.

Nel 1917 iniziò il grande sogno del Parco d’Abruzzo che venne realtà legalmente costituita per legge nazionale l’11 gennaio 1923. Da quel momento il territorio del Parco si è ampliato e oggi si estende attraverso Abruzzo, Lazio e Molise.

Lo sviluppo ha rafforzato e integrato molte unicità. La somma delle singolarità crea ricchezza, quel che in termini “green” è la biodiversità. L’aria è un parco naturale e umano, tanta storia legata alle origini sannite e alla transumanza, che fu economia, cultura e, da questi aspetti non si può prescindere, neppure a tavola.

Parco d’Abruzzo Lazio e Molise uguale Orso, fosse così sarebbe facile, forse, raccontarlo.

Un passo indietro, questa è terra safina, o sannita per i Romani, terra italica abitata da popoli, che come si legge nel libro di storia, non si volevano arrendere ai conquistatori. Fu un vero eccidio, quella dignità sembra che germogli ancora oggi. Paesaggio culturale segnato da quattro secoli di transumanza, la pastorizia migrante praticata sotto i re spagnoli.

Un sistema economico che ha modellato il paesaggio naturale e sociale con l’ascesa degli armentari, le famiglie proprietarie delle greggi. Quello che oggi sembrano tranquilli paesi sono stati per lungo tempo vivaci centri di affari come testimonia l’eleganza di alcuni palazzi.

Il Parco d’Abruzzo è il prezioso cofanetto colmo di sorprendenti risorse, valorizzate proprio dall’esistenza di questa istituzione.

Sette sono i Comuni laziali della Val Comino che fanno parte del Parco. Un dettaglio curioso su Picinisco, piccolo paese svuotato da decenni di emigrazione che affaccia sulla valle con una visuale dominante. I piciniscani sono stati ambasciatori nel mondo di una dolce eccellenza italiana: il gelato.

Pescasseroli, siamo in Abruzzo, è la capitale storica del Parco che qui ha sede, ospita il centro di recupero degli animali, orsi, lupi, cervi, cerbiatti. Purtroppo questi animali vengo curati, difficilmente possono essere rimessi in libertà.

Al momento, lo staff del Parco d’Abruzzo è concentrato su trovare nuove strade di convivenza tra animali e umani, dopo che con l’emergenza sanitaria gli animali selvatici si sono un po’ disabituati ai bipedi molesti.

In questo periodo si sta seguendo con affettuosa attenzione una lupa anzianotta, trovata debilitata e senza denti,
e portata al centro per essere curata, mentre mamma orsa e i suoi quattro cuccioli è sorvegliata da lontano dai guardaparchi.

Ma il Parco d’Abruzzo non è solo natura. Ci sono anche borghi antichi da scoprire. Come Pescasseroli, le cui origini sono così antiche che confinano con la leggenda.

Nella scenografica cittadina c’è un discreto intenso via vai, in inverno è stazione sciistica con circa 20 km di piste, è metà di escursionisti per il parco, molti sono gli itinerari proposti, ed è un bel borgo con un centro storico piacevole.

Palazzi con portali e stemmi, case a pietra, un aspetto confortevole, la prima impressione è quella che Pescasseroli sia un luogo dove si può dormire tranquilli, perché incute serenità.

A pochi chilometri da Pescasseroli in direzione Villetta Barrea c’è il Centro Visite Di Val Fondillo, comune
di Opi (Aq), che accoglie i visitatori del Parco d’Abruzzo con ampio parcheggio bordato da un ruscello limpido, area picnic attrezzata anche per grigliate, un piccolo e delizioso museo dedicato alla foresta e all’uomo, con alcune interessanti curiosità come la riproduzione di un’antica moneta sannita che portava incisa la parola “Italia”.

Per resistere alla tentazione a fare delle passeggiate, bisogno avere delle valide ragioni. Se dovessi personificare Scanno (Aq) lo rappresenterei come una persona anziana che abbia intensamente vissuto, con lo sguardo ancora lucente e la posa composta di chi vive consapevolmente le proprie virtù. Le visuali che intrecciano tra scale, archi, vicoli, pazze sghembe, dei maestri dell’immagine hanno indagato la città con i loro scatti.

Famosa per i suoi vestiti tradizionali, dove ogni piccolo particolare era un messaggio ben preciso che hanno sollecitato lo sviluppo di una raffinata arte orafa e che oggi rivisita i temi storici con stili e tecniche nuove.

Un Città dove ci si ferma a parlare, con intrecciarsi di piccoli segreti, proprio come la sua fontana, che dietro una curiosa apparenza cela un sistema idraulico complesso.

Arrivare di sera a Barrea (Aq) e concedersi una passeggiata notturna è come una ninna nanna che ti introduce al sogno. Dai chiassi e dagli angoli aspetto che arrivi all’improvviso una musica o una voce sognante. Poi la mattina ti trovi affacciato sul lago e appeso a una montagna.

Nel comune di Castel San Vincenzo (Is) si trova la millenaria Abbazia di S. Vincenzo al Volturno. Un manoscritto “Chronicon Vulturnense” riportava le cronache di un’abbazia che non coincideva per le vicende note di quella visibile, per secoli si è ritenuto che fossero fantasiose narrazioni.

Nel 1832 un agricoltore mentre lavorava le terre sprofondò in un qualcosa con immagini e colori: la cripta di Sant’Epifanio, piccolo suggestivo gioiello d’impressionante valore artistico e religioso, la superficie pittorica è dominata dalla prima rappresentazione della Madonna Assunta in Cielo.

Grazie a secoli di oblio e interramento i colori degli affreschi sono intensi, ancora sconosciuti gli autori di questo affascinate narrazione pittorica.

La cripta si trova dove tra i resti di quella che fu l’originale abbazia di San Vicenzo al Volturno, gli scavi hanno fornito prova archeologica che i fatti narrati nel manoscritto non erano leggende medievali. È bene informarsi prima, perché una volta arrivati in luogo ci sono ben poche indicazioni e appare una distesa più meno allineata di pietre, basamenti di colonne, rovine sparse. La visita della cripta è solo su appuntamento, rivolgendosi al Comune di Castel San Vincenzo.

A Castello di Macchia (Is) il Castello medievale, quello vero con la corte, le torri è abitato dalla fine del 1700 dalla famiglia De Iorio Frisari, nei turbolenti anni precedenti l’unità d’Italia fu sede di una rivendita carbonara, luogo di incontro dei Carbonari, attualmente il Castello è aperto per eventi culturali o per visite su richiesta.

Info: www.parcoabruzzo.it/

Foto: www.parcoabruzzo.it, Maria Luisa Bruschetini

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