La piazza principale di un centro abitato ne rappresenta il fulcro, il punto nevralgico. La Piazza Mino da Fiesole, l’antico foro romano, è il cuore della Città. La sua conformazione mi ricorda un po’ il muscolo cardiaco, con le sue vie asimmetriche che invitano ad andare con passo lento, tra il vagabondare e lo scuriosare. Chissà cosa mi attende dietro la curva.
Allora via. Nella parte alta della Piazza si trovano il Palazzo Pretorio, sede del Municipio e la chiesa di Santa Maria Primerana. Al suo interno un’immagine della Vergine attribuita secondo la tradizione a San Luca. Alcune evidenze fanno presumere che l’edificio sorga su un tempio romano.
Uscendo dalla chiesa, sul lato sinistro si affaccia Via Verdi che mi condurrà a una breve passeggiata tra Leonardo e la pietra Serena. È il nesso che mi incuriosisce. In poco più di due chilometri quello che mi sorprende è la diversità del paesaggio, dalle belle facciate, alle alte mura di ricezione, al bosco di Montececeri la vista su Firenze e poi le Cave di Pietra Serena. Quasi mi stavo dimenticando che fu qui che Leonardo da Vinci fece volare per la prima volta la sua Macchina. Il tentativo fu tutt’altro che un successo, ma non smise di progettarle e sognare. Le cave di Montececeri hanno avuto una lunga storia dagli etruschi all’era contemporanea, attraversando il Rinascimento fiorentino, fino al grande cantiere di Firenze capitale d’Italia. L’attività estrattiva creò indotto economico e sociale come le botteghe luogo di competenze e formazione.
Tornata a Piazza Mino, approfittando del favore della discesa salgo verso San Francesco.
A metà della salita si trova il Parco della Rimembranza, sosta con panorama e qualche punto di domanda che ci pongono gli eroi civili.
Il convento di San Francesco con la sua posizione dominate e la sua piazzetta ci accoglie in uno spazio d’intimità, di quelli dove viene spontaneo abbassare la voce.
E questo punto non posso perde la Via vecchia fiesolana, da dove si gode una delle inquadrature più suggestive sulla Cupola del Brunelleschi, percorrendola fino alla fine si arriva alla chiesa di San Domenico. Nel caso, si può approfittare del bus (n.7) per tornare alla Piazza Mino da Fiesole.
Mi lascio attrarre dalla viuzza degli angeli, dove si trova il masso sul quale fu decapitato San Romolo, protettore della città.
Per concludere la serata cosa di meglio di uno spettacolo al Teatro Romano? L’Estate Fiesolana, edizione 78, propone un cartellone: concerti musicali, teatro classico, danza, teatro civile, cinema all’aperto e recital. Fino da giugno a settembre è vietato annoiarsi.
Veramente tanti sono i punti d’interesse, le Ville storiche da visitare. Ottima è la proposta “Fiesole Paesaggi plurali” che riesce a dare una linea da seguire, volendo, con quattro temi: Sguardo, Pensiero, Origine, Armonia. La presenza dei Qr lascia la libertà di muoversi in autonomia.
Fiesole è un museo diffuso, le vie percorsi di connessione che non seguono la logica stringente del tempo. Fiesole è luogo dei paesaggi plurali dove beni culturali e panorama si intrecciano.
Fiesole si candida a essere Capitale della Cultura italiana 2028.
Per informazioni dettagliate Ufficio Informazioni Turistiche 055 5961311/ @: info.turismo@comune.fiesole.it
Info:
www.visittuscany.com
www.toscanapromozione.it
Per la Visite ai Giardini e Ville Fiesolane è obbligatoria la prenotazione al Call Center Comunale 055055
Foto di Maria Luisa Bruschetini, dreamstime.com, Toscana Promozione Turistica che si ringrazia per la gentile concessione
Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/italia/fiesole-etrusca-e-romana-tra-archeologia-cultura-e-arte.html
https://www.latitudinex.com/italia/cupola-di-burnelleschi-a-firenze-un-capolavoro-di-600-anni.html
https://www.latitudinex.com/italia/giardino-degli-iris-passeggiata-multisensoriale-a-firenze.html