Maschere in legno e tanta allegria in un borgo suggestivo affacciato su panoramici unici
sul lago di Como nel cuore della Val d’Intelvi. Il carnevale di Schignano è una tradizione
antica che mischia autenticità, artigianato, arte, divertimento, musica, teatro, folklore e rituali
popolari.
Ogni anno dal sabato al martedì grasso, vanno in scena in questo piccolo paese immerso nel verde sfilate di personaggi mascherati con simbologie e ruoli contrapposti e richiamano molti visitatori da tutta la Lombardia.
Non si sa per certo quando sia nato il carnevale di Schignano, probabilmente è dovuto ad un insieme di influenze delle varie dominazioni che si sono succedute nella zona durante i secoli, anche se si ritiene che abbia origini medievali. Di sicuro è una delle festività più sentite e uno dei carnevali più seguiti della Regione.
In realtà, i festeggiamenti tra le strade del centro storico con le case di pietra iniziano alla mezzanotte della notte tra il 5 e il 6 gennaio: da quel momento è un susseguirsi di preparativi che sfoceranno nelle sfilate e nei cortei di febbraio che da anni richiamano migliaia di turisti nella verde Val d’Intelvi, a pochi minuti dalle sponde del Lago di Como.
Tutto il carnevale di Schignano è caratterizzato da maschere lignee, fatte a mano, un
vero e proprio capolavoro d’artigianato. I personaggi vivono in una sorta di contrapposizione, i belli e i brutti, i Bej e i Brut, ma ci sono anche altre figure.
I belli indossano vestiti colorati, pieni di pizzi e merletti, con i cappelli con fiori e animali in tessuto, fiocchi e penne di fagiano, campane armoniose. Al contrario i brutti sono inquietanti, sporchi di fuliggine, vestiti di stracci, con campane stonate e altri oggetti rotti, si muovono in modo goffo: tra corse, soste e scherzi irriverenti coinvolgono il pubblico.
I Brut rappresentano gli umili lavoratori dei campi, i muratori, gli allevatori, e soprattutto gli emigranti partiti alla ricerca di fortuna che portano con sé una valigia vecchia e logora contenente gli attrezzi del mestiere. Hanno il viso coperto da una maschera dura nei tratti e triste: tutto in loro vuole esprimere fatica, dolore e a volte disperazione.
Al contrario i belli del carnevale di Schignano sono quelli che nella vita ce l’hanno fatta
a perseguire i loro intenti: così i loro costumi sono sfarzosi, simboleggiano potere e arroganza, vanità e benessere. Si muovono con distacco, come esseri superiori, come quello che vorrebbero rappresentare: i ricchi tornati al paese a fare sfoggio del loro successo. Sono capitanati dal Mascarun, la maschera del ricco signorotto locale, che è accompagnato dalla Cioca, la moglie petulante e polemica: si lamenta in continuazione del marito in dialetto, ma è soprattutto l’unico personaggio che parla durante la sfilata, diventando una divertente caricatura. Interpretata tassativamente da un uomo con il volto sporco, con abiti tradizionali e zoccoli di legno, si aggira tra il pubblico raccontando le angherie subite dal marito e denunciando la condizione servile delle donne di altri tempi.
Tra gli altri protagonisti del carnevale di Schignano gli zappatori, i “sapör”, che
rappresentano i primi abitanti della valle e indossano pelli di pecora e una folta barba bianca, mentre i Sigurtà sono a guida del corteo, a dimostrazione delle autorità contadine.
Sono proprio loro a condurre la sfilata fuori al paese fino alla località di Cima dove, legato a una slitta si trova il “Carlisepp”, un uomo mascherato di cui nessuno conosce l’identità. E’ l’incarnazione del Carnevale di Schignano, il fantoccio simbolo della festa: viene trainato fino a piazza San Giovanni, centro della manifestazione, e qui rimane fino al pomeriggio del martedì grasso. Alla sera, viene collocato su un rogo e fatto ardere: il Carnevale muore e ci si avvia verso la Quaresima. Un ultimo atto teatrale in cui i Bej piangono per la fine e i Brut esultano, in un’altra rappresentazione di figure contrapposte.
E’ finita così un’altra edizione del carnevale di Schignano, che con le sue maschere scolpite
a mano, la tradizione antica, il folklore locale, offre uno spaccato autentico e genuino del borgo
immerso nello scenario della Valle Intelvi e vicino al lago di Como.
Info:
https://carnevaledischignano.it/programma/
www.lavalleintelvi.info
Foto dreamstime.com
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