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Teplice, terme, eleganza e quieta magia nella Repubblica Ceca

Gli alberi cominciano a colorarsi d’autunno nel parco nel centro di Teplice. Dietro le torri del castello e della chiesa di San Giovanni Battista fanno capolino tra i rami, le aiuole dei fiori sono accecanti di mille tinte, la grande statua di Mozart osserva silenziosa i cani che sguazzano nella fontana, il lago da un lato dei giardini si popola di anatre e cigni.

Proprio qui, al posto della scultura dedicata al musicista, in passato c’era un’enorme voliera per la gioia e il divertimento degli ospiti di Teplice. Al suo posto, ora, una fontana che vorrebbe ricordarla, ma le forme stilizzate sembrano anche mani protese verso l’alto.

Questa città della Boemia settentrionale, famosa per le terme, ha qualcosa di una quieta magia. Sotto il cielo azzurrissimo, Teplice è un incanto. Si capisce subito come il bel mondo di altri secoli si sia innamorato di questo labirinto di strade acciottolate, giardini curatissimi e piscine curative.

Teplice ha qualcosa di aristocratico e retrò, non solo dovuto ai nobili che l’hanno frequenta: tranquilla e vivibile, con ancora un fascino asburgico e mittleuropeo, ma anche vivace e piena di appuntamenti, festival e concerti.

Palazzi art deco e altri più antichi, color pastello, ma anche nuove costruzioni che si sono adeguate agli spazi: come il centro commerciale tutto specchi dove si riflettono il municipio e il palazzo rinascimentale accanto in Náměstí Svobody, Piazza della Libertà, oppure il portico in vetro e acciaio, dedicato alle passeggiate, Lázeňská Kolonáda, che porta al teatro che ha appena compiuto cento anni e ospita innumerevoli appuntamenti culturali.

Un gioco di scambi e luci che ricorda che Teplice è una città dal grande passato combinato alla perfezione al presente e al futuro.

Una di queste commissioni è proprio nel simbolo delle terme: apparentemente sembra un buffo cane San Bernardo stilizzato, in realtà riprende i bocchettoni seicenteschi che, si dice, furono commissionati ad alcuni artisti tedeschi (al tempo Teplice era territorio della Sassonia, che poi è subito al di là dei monti) come leoni e il risultato fu questo strano miscuglio tra grande felino e animale domestico. Due di questi bocchettoni, insieme a vasche dell’epoca, si possono osservare al museo nel castello, ma una moderna effige si trova come fontana all’angolo dell’edificio termale in pieno centro.

Proprio davanti, in questo miscuglio tra tempi remoti e presenti, si trova la statua dedicata a Giuditta di Turingia: figura fondamentale del Medioevo ceco, donna caritatevole, figlia del re Vratislao II di Boemia, moglie del duca di Polonia, è legata alla costruzione del primo ponte
che fu fatto a Praga, precedente al Ponte Carlo, era famosa per essere una persona attenta ai bisognosi e a Teplice fondò un monastero benedettino nel 1160. Si reputa che le suore del convento fossero tra le prime a usare l’acqua termale della zona.

Anche sull’origine della scoperta delle doti curative c’è una leggenda, rappresentata dalla fontana con un’effige di un maialino, proprio all’angolo dell’attuale complesso termale. Si narra che in questi luoghi vagavano alcuni ragazzi che tenevano a bada i maiali: uno di questi era zoppo, si allontanò dal branco, trovando una pozza d’acqua si rotolò in essa e quando i guardiani lo scoprirono era sano, niente più zoppia.

Da allora la fonte minerale è fondamentale per la cura alle articolazioni e tutto ruota a Teplice ruota intorno all’acqua salubre. I primi ospiti erano appunto i Sassoni di al di là
del confine e dei monti, poi arrivarono soprattutto tra il Settecento e l’Ottocento tutti
i vip del periodo, tanto da nominare la città la Piccola Parigi. Si dice pure che fosse il borgo con più sangue blu di Europa, oltre ad ospitare le terme più antiche.

Un muro nel centro ricorda chi è passato da qui: Maria Teresa d’Austria, Massimiliano II d’Asburgo, Pietro il Grande, Carlo X di Francia, Nicola I di Russia, Francesco Giuseppe I d’Austria Richard Wagner, Hans Christian Andersen, Frédéric Chopin, che suonò il pianoforte del castello, Giacomo Casanova che morì nel castello di Duchcov, a poca distanza.

Assidui frequentatori erano anche Ludwing van Beethoven e Johann Wolfgang Goethe, pare che proprio qui abbiano stretto una forte amicizia. Si racconta che una volta, camminando insieme per le strade
di Teplice, incontrarono Maria Ludovica di Modena, lo scrittore si inchinò, l’amico musicista lo rimproverò dicendo che gli imperatori sono tanti ma esiste un solo Beethoven.

Durante le guerre napoleoniche, la città divenne quartier generale e un lazzaretto proprio per le cure, invece la Seconda Guerra Mondiale con la distruzione della vicina Dresda (che dista un’oretta d’auto, proprio come Praga) portò molti operai italiani in zona per la ricostruzione.

Oggi Beethoven presta il suo cognome al complesso delle terme, che occupa gran parte della zona centrale di Teplice. In realtà, sarebbero quattro strutture diverse, ma nel 1980 furono fatti i lavori per unirle e restaurarle dopo che alcune delle 11 sorgenti furono sprofondate. L’acqua esce a 51 gradi, ma poi viene raffreddata fino ai 38 gradi.

Alcune parti del complesso ospitano solo la parte dedicata alle cure vere e proprie per chi ha problemi di articolazioni, per chi ha subito operazioni e deve fare riabilitazione, per i bambini nati con particolari problemi. Per loro si sviluppa un intero percorso con medici, fisioterapisti e quant’altro anche per periodi lunghi. Le terme sono aperte tutto l’anno, anche se da maggio a settembre vengono organizzati anche eventi e concerti per distrarre e divertire gli ospiti.

Il cuore delle terme Beethoven, un grande palazzo giallo immerso nei giardini, ha anche una parte destinata al wellness aperta a tutti con spa, sauna, percorso Kneipp, e due piscine, una più calda, l’altra fresca, dove poter anche nuotare, e affacciata sulla Lázeňská, una delle strade pedonali centrali di Teplice: dalle vetrate si vede la torre del castello. (https://www.lazneteplice.cz/)

Sul viale, poi, proprio sotto la piscina, si trovano il ristorante Beethoven, con un ambiente elegantissimo, adatto al passato aristocratico di Teplice, e con ottimi piatti raffinati, (http://www.restauracebeethoven.cz/) e la pasticceria che sforna a getto continuo le oplatky, una sorta di cialde tonde e sottili ripiene di crema a qualsiasi gusto, dalle classiche vaniglia e cioccolato a quelle più originali, come pere, riempite espresse, tipiche di ogni città termale ceca, perché venivano date agli ospiti dopo il trattamento con l’acqua.

Dopo essersi rifocillati e aver provate le terme, inevitabile andare a scoprire altre unicità. La Zámecké náměstí, la piazza del Castello, è un altro cuore cittadino dove si trovano palazzi eleganti, ricchi di dettagli, la chiesa di San Giovanni Battista, la Colonna della Peste votiva, la seconda più alta di tutta la Repubblica Ceca. E’ anche quella che ha un autore importante, il famoso scultore ceco Matyáš Bernard Braun, che ne fece un capolavoro barocco. Eretta nel 1713 per ringraziare della fine di un’epidemia, è legata a una leggenda: si dice che la peste non osò entrare a Teplice perché la trovò troppo salubre e bella.

In piazza, si possono salire i 93 gradini della scala a chiocciola della torre della chiesa per avere un panorama unico sulla città e i dintorni: i tetti, i palazzi color pastello, i Monti Metalliferi delle miniere di un tempo, il verde delle cime, gli spazi aperti e i percorsi di trekking e bici.

Una volta ridiscesi, si può visitare il castello: l’edificio neoclassico sorge dove un tempo c’era il convento fondato dalla regina Giuditta, distrutto durante le guerre ussite e abbandonato nel 1435. Venne ricostruito come fortezza nel XV secolo, nel Seicento divenne una proprietà della nobile casata Clary und Aldringen: molto influente in questa zona della Boemia, la famiglia decise di ricostruirlo in stile barocco inserendo anche i giardini, un teatro, un grande salone che oggi accoglie eventi e anche matrimoni.

Il castello di Teplice ora è un bellissimo museo, ricco di preziosi reperti medievali, soprattutto a tema religioso, come l’altare gotico dell’Assunzione della Vergine, una sezione relativa alle terme, le vasche e i bocchettoni del Seicento, e poi esposizione zoologica, una collezione di orologi antichi, biblioteca con volumi cinquecenteschi.

Inoltre, si svolgono spesso mostre temporanee, ad esempio fino al 12 ottobre 2025 ce n’è una sulle ceramiche locali, oltre a spettacoli nel cortile. Da vedere la cripta romanica ristrutturata in un compendio di antico passato, con addirittura ritrovamenti del convento voluto dalla regina Giuditta, che si trovava proprio qui, e di presente, con le luci soffuse e la disposizione degli ambienti. (www.museum-teplice.cz) Una vera caratteristica di Teplice, città elegante deliziosamente retro ma anche contemporanea.

Dove dormire:
Pension U Kozičky, Rooseveltova 262 415 01 Teplice, www.ukozicky.cz/. In posizione privilegiata, proprio davanti ai giardini del castello e a pochi metri dal complesso termale, l’hotel offre camere spaziose con terrazza, ristorante con piatti internazionali, anche vegetariani, bar panoramico, colazione con molteplici scelte tra salato e dolce, parcheggio, wifi.

Dove mangiare:
Šestidomí, Křičkova 1305/16, Teplice www.sestidomi.cz/ Nella zona residenziale di Šanov, circondato da palazzi liberty, questo ristorante tradizionale è qui da oltre cento anni, offre piatti gustosi, ma soprattutto la birra artigianale qui prodotta, il pane in tre scelte, lievito madre, patate e semi, e i dolci fatti in casa, come il tradizionale Kolac con fragole, prugne o mirtilli, molto goloso.

Monopol, Masarykova 433/42, Teplice, www.pivovarmonopol.cz/ In un edificio art nouveau
del 1850, un tempo negozio di salumi e poi centro commerciale durante il regime sovietico, è una birreria-ristorante con annesso micro birrificio artigianale dove si producono 4 tipi
di birre a secondo della stagione, alle quali se ne aggiungono due per le occasioni speciali, che si vendono solo nei loro spazi, oltre a questo ristrutturato e portato alla bellezza originaria, ci sono un ristorante con giardino e un piccolo hotel spa. Nella birreria anche degustazioni e piatti tradizionali e internazionali abbondanti.

Info:
www.visitczechia.com/it

Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.visitczechia.com
www.branadocech.cz/en/
www.krusnehory.cz/en/

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