Exeter dal cuore gotico e dall’anima giovane

cattedrale gotica

Il foro nel portone laterale d’accesso in legno, proprio sotto l’orologio astronomico, è una sorpresa. Non sono stati i ladri o qualche malintenzionato e risale alla fine del Cinquecento. E’ l’antica gattaiola che fece installare, o meglio bucare, il vescovo del tempo per il suo amato gatto, per farlo entrare e uscire quando voleva e cacciava i topi. E’ una delle tante curiosità della cattedrale di Exeter, un capolavoro gotico.

Tutta la città, capoluogo del Devon, vive intorno al maestoso edificio religioso appoggiato sul largo spiazzo alberato e circondato da palazzi e case di varie epoche, mentre le tea room che propongono il classico cream tea con gli scones, la clotted cream, la marmellata di fragole, i panini con il salmone e i cetrioli sui tavolini all’aperto davanti alla cattedrale sono un assaggio tipico. La leggenda vuole che questa tradizione del pomeriggio, un piccolo pasto accompagnato dal te, sia originaria del Devon, la regione a sud ovest dell’Inghilterra, e che i primi a crearla furono i frati benedettini che nutrivano in questo modo le maestranze che si occupavano della ricostruzione della loro abbazia, dopo la distruzione vichinga. Anche se il cream tea è passato alla storia grazie alla duchessa Anna che nella prima metà dell’Ottocento per spezzare la noia del pomeriggio chiese al cuoco di prepararle un te con dolcetti e sandwiches. Da lì è diventata un’abitudine tutta inglese e assaporare queste delizie ad Exeter ha un valore aggiunto in più.

La cattedrale è imponente, con le tipiche statue, i decori e l’architettura, senza più nessuna traccia delle rovine dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Brilla sotto il sole primaverile che spinge i tanti giovani dell’università  di Exeter a sdraiarsi sui prati a chiacchierare e i bambini a correre, o si scaglia possente contro il cielo nero carico di pioggia.

Appena varcato il grande portone d’accesso, rivela altrettanti splendori all’interno: la successione di volte gotiche, ininterrotte, è la più lunga del mondo, con 96 metri. Le bugne, le pietre rotonde della volta, agiscono come chiavi di volta e tengono in posizione il “soffitto” della cattedrale: sono oltre 400 bugne, tutte scolpite con immagini come piante, animali, teste, figure e stemmi gentilizi. Tra di loro si distingue quella che raffigura l’omicidio di S. Tommaso Becket a Canterbury.

Continuando ad esplorare l’interno si scopre la Galleria dei Menestrelli con 14 angeli che suonano strumenti musicali medievali, il grandioso Trono del Vescovo, alto 18 metri, in quercia del Devon e risalente al Trecento, l’organo a canne, la grande vetrata est del XIV secolo, il Great Screen, un graticcio a protezione del coro dove tra i decori c’è anche un elefante, la Lady Chapel con molte tombe di vescovi, alcune di alabastro e altre con pitture medievali, monumenti ai conti del Devon, l’orologio astronomico del 1484 con il foro alla base della porta per il gatto.

La cattedrale non è un museo, anzi è il simbolo vivido della comunità  religiosa di Exeter e le sue pietre sono state testimoni dei secoli e della storia della città. Dedicata a San Pietro, i lavori iniziarono nel 1050 e fu scelta come sede del vescovo del Devon e dalla vicina Cornovaglia: nel 1107 venne nominato vescovo un nipote di Guglielmo il Conquistatore che diede un impulso in stile normanno alla costruzione, con le torri, ora inglobate nell’edificio. Ma verso la metà  del Duecento la struttura fu considerata antiquata e venne ricostruita in stile gotico decorato, sull’esempio della cattedrale di Salisbury, mantenendo le torri quadrate e le mura perimetrali.

L’epopea dei lavori finì solo verso il Quattrocento, con la sistemazione della sala capitolare, e la cattedrale vide anche cerimonie reali, come il battesimo di Enrichetta Anna Stuart, nata ad Exeter come principessa d’Inghilterra e Scozia e poi moglie di Filippo di Francia, fratello del re Sole Luigi XIV, ma le vicende politiche, le guerre e i bombardamenti misero a dura prova l’edificio: con la ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono stati scoperti alcuni resti delle strutture precedenti e persino rovine di epoca romana.

Exeter, infatti, fu fondata dai Romani intorno al 50 d.C, anche se oggi si pensa che ai tempi
fosse già  un insediamento celtico. Comunque sia era la fortezza romana più occidentale in Inghilterra e quello che resta dell’antiche mura è lì a dimostrarlo, mentre gli scavi archeologici hanno portato alla luce le terme romane, proprio vicino al sito della cattedrale. Nei secoli la città ha subito periodi d’oro, come quando era un centro commerciali di primaria importanza per la lana e per la Marina (fornì molte navi per combattere l’Invincibile Armata nel tardo Cinquecento) e altri meno favorevoli.

Oggi è una bella città, sede di una prestigiosa università, con tantissimo verde che costeggia il fiume, alcuni nuovi quartieri rifatti come Exeter Quay, il vecchio porto fluviale, una via pedonale dello shopping con il Municipio e l’antica chiesetta di St Pancras, l’abbazia di St Nicholas risalente al 1080, purtroppo gravemente danneggiata. Le strade in salita e in discesa di Exeter rivelano gioielli architettonici, come le mura romane, il museo della Marina,l’ottocentesco
Royal Albert Memorial Museum che racconta la storia del Devon, molti cortili affascinanti che si aprono dietro le facciate di pub e hotel. C’è anche un sistema di tunnel sotterranei risalenti al Medioevo, dove si fanno visite guidate, e che furono costruiti per ospitare i tubi per l’acqua.

Tutto, però, ruota intorno al Cathedral Close, lo spazio che ospita la cattedrale. Camminando tra i sentieri di ciottoli e i piccoli rialzi con i prati si possono ammirare abitazioni medievali, dettagli curiosi come lo stemma papale su una facciata, la è Mol’s Coffee House, la piccola chiesa di St. Martin, e la Ship Inn, una locanda storica dove si fermava spesso l’ammiraglio e pirata Francis Drake che era originario di questa zona. Tutto con la cattedrale al centro, il vero cuore della vivace Exeter.

Foto di Sonia Anselmo e Fiorella Corini
Info: www.visitbritain.com
www.exeter.cathedral.org.uk

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2 Comments

  1. Gabriella 28 Febbraio 2019
    • Sonia Anselmo 1 Marzo 2019

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