Quedlinburg, borgo fiabesco tra Medioevo e Bauhaus

L’autunno dona a Quedlinburg. La vite americana e i gerani rosa colorano il municipio romanico, l’aria frizzante rende limpido il cielo, i tetti rossi brillano visti dal colle Schlossberg.

Questo borgo medievale della Sassonia sembra trasportare nel mondo delle favole. Poca gente in giro in questa stagione, rispetto alle folle dei turisti d’estate, i banchi sulla piazza del mercato mostrano zucche e funghi, i caffè hanno ancora i tavolini all’aperto, il grande parco si illumina piano con il crepuscolo, la stradina sotto
il castello con le porte con le ghirlande e le statuette di gatti è proprio adatta a girare film fantastici,
come è abituata, le insegne in ferro battuto si sfidano in originalità.

E poi le case a graticcio, ben 1300, rimaste intatte nel corso del tempo o restaurate in maniera egregia,
le chiese con i grandi campanili, le fontane divertenti. Persino un gruppo di finte streghe e befane arreda l’entrata di un negozio, mentre un altro sfoggia di già le decorazioni natalizie. Sospeso tra Halloween e Natale, Quedlinburg rafforza questa sua atmosfera fiabesca.

Non viene neppure intaccata andando a scoprire alcune curiosità nel dettaglio. Nel 2019 Quedlinburg vive un anno speciale, ricco di ricorrenze: sono 1100 anni dalla fondazione, 25 anni da quando è stato dichiarato Patrimonio dell’Unesco, 30 anni dalla Caduta del Muro di Berlino e dalla successiva dissoluzione della Germania Est, di cui faceva parte, e 100 anni dal movimento Bauhaus, che anche qui ha lasciato il suo segno.

Quedlinburg fu un borgo fiorente del Palatinato Imperiale grazie al monastero sulla collina che lo domina, fu un centro economico della Lega Anseatica e si è sempre lasciato segnare dal trascorrere dei secoli, dell’alternanza degli stili artistici e architettonici.

Romanico, gotico, rinascimentale, ma anche art nouveau e Espressionismo: tutto si può trovare nella cittadina, scampata miracolosamente nel corso degli anni ai piccoli incendi, ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e
ai rifacimenti del periodo della ex Germania dell’Est, quest’ultimo per mancanza di fondi.

Persino il Bauhaus ha lasciato il suo zampino a Quedlinburg. Nella cappella del cimitero risalente al 1911, nel teatro cittadino, nella sede della banca in piazza del Municipio e in alcune palazzine costruite fuori la cinta muraria medievale, tutte opere di Herbert Puls, architetto del movimento, e soprattutto per la Lyonel Feininger Gallery, dedicata all’artista americano che insegnò alla scuola Bauhaus e visse per molti anni in Germania.

L’edificio si trova nel centro storico, a due passi da una delle case più antiche di Germania, una piccola
costruzione in mezzo alla piazza, legata a una leggenda che parla di corone e di Enrico I, il fondatore di
Quedlinburg.

L’entrata al museo, poi, è attaccata ad uno dei miti del borgo: una pasticceria specializzata in cheesecake, fa solo quelli e di tutti i tipi.

Dopo aver soddisfatto la gola, gli occhi si beano delle opere di Feininger: in esposizione ci sono
disegni, litografie, acquarelli, dipinti ad olio, schizzi e cartoon datati dal 1906 al 1937. Ma è la storia
dell’artista Bauhaus a solleticare la vera curiosità.

Newyorkese d’origine tedesca, figlio d’arte, violinista mancato, Lyonel Feininger studia arte prima ad Amburgo
e poi a Berlino, dove inizia a collaborare come caricaturista per alcune riviste, compreso il Chicago Tribune.

Nel corso della sua attività subisce varie influenze artistiche che lo portano a cambiare stili e metodi, fino all’incontro con Walter Gropius che lo invita ad insegnare alla sua nascente scuola Bauhaus.

E’ il 1919 e l’artista firma la xilografia che fa da manifesto per il movimento, la famosa Cattedrale del Socialismo, una torre con in cima tre raggi rappresentanti la pittura, la scultura e l’architettura.

Nel Bauhaus, più tardi frequentato anche dal figlio Andreas, futuro fotografo e architetto, Feininger si occupa prevalentemente di tipografia e incisioni e stringe una solida amicizia con altri due insegnanti, Paul Klee e Vassily Kandinsky. Quando la scuola si sposta da Weimer a Dessau, la segue, ma quando iniziano i problemi a causa del regime nazista si dimette e si trasferisce a Berlino.

Nel 1936, grazie al passaporto americano, riesce a tornare negli Stati Uniti, insieme alla moglie Julia, ebrea. Continua a dipingere e a disegnare, spesso con molta nostalgia dei panorami tedeschi.

Prima della fuga affidò all’amico Hermann Klumpp molte sue opere impossibili da trasportare: il collezionista, anche egli architetto del Bauhaus, le nascose in una lavanderia nella sua città, Quedlinburg. Ecco perché si sono salvate, invece di andare distrutte o vendute come altre, e sono quelle esposte oggi alla Galleria dedicata a Feininger, insieme a foto, oggetti e ricordi. Oggi, per il centenario del Bauhaus, sono complementi perfetti su un itinerario ad hoc sulle orme degli artisti del Novecento.

Quedlinburg, invece, fa parte della Strada Romanica della Germania ed è un perfetto borgo medievale, ampliato da Ottone I nel tardo 900, quando divenne sede di un’importante Dieta.

Il borgo è dominato da una collina dove si trova il monastero voluto da Santa Matilde, vedova del re Enrico I: anzi, entrambi i sovrani sono sepolti nella Collegiata St. Servatius, la basilica costruita tra il 1070 e il 1127. Nel monastero per secoli ci hanno vissuto le figlie della nobiltà costrette a farsi monache e molte di loro furono badesse.

Oggi l’edificio sacro ospita spesso e volentieri i concerti che durante l’estate si svolgono a Quedlinburg, mentre la sua terrazza offre una visuale quasi fiabesca sul borgo, sui tetti rossi, sulle stradine e sul giardino carico di fiori.

L’atmosfera da favola continua a Quedlinburg girando tra le vie strette, ammirando le facciate delle case a graticcio, alcune delle quali con disegni in bianco e nero tipici del borgo, e le insegne in ferro battuto.

Inevitabilmente si finisce nella vasta piazza del mercato, dove i banchi vendono frutta e verdura oggi come nel Medioevo.

Il municipio, ricoperto dalla vite americana, con una curiosa statua del prode Rolando, protettore della libertà con la spada svettante, risale al 1289. All’interno un modellino della città medievale e soprattutto l’aula dove un tempo si tenevano le riunioni cittadine: da un lato una vetrata con raffigurata l’incoronazione di Enrico I, mentre le altre pareti sono affrescate con scene della storia di Quedlinburg, che vanno dalla fondazione fino al XX secolo, quando il borgo era circondato dalle coltivazioni di fiori.
Secondo le guide locali i dipinti sono pieni di errori, ma riescono comunque a fare un breve e colorato riassunto
dei secoli passati.

Una volta fuori dal Municipio, si viene di nuovo catturati da quest’atmosfera da favola che durante l’Avvento viene
raddoppiata per il consueto Mercatino di Natale, uno dei più pittoreschi della Germania. Del resto, le luci, le
ghirlande e le decorazioni non potrebbero che arricchire l’effetto fiabesco di Queldinburg.

Dove mangiare: Brauhaus Ludde, Blasistr 14 06484 Quedlinburg, www.hotel-brauhaus-luedde.de Birrificio e locanda
storica, in un bel palazzo decorato, il ristorante offre piatti della tradizione dalle porzioni generose, ovviamente innaffiate dalla birra prodotta in loco.

Kaffeehaus Zum Roland, Breite Strasse 2, 06484 Quedlinburg, www.cafe-roland.de Dietro il municipio, dotato di un’insegna tradizionale e decori creativi, disposto in sale su più piani e in ben sette case a graticcio attaccate una all’altra, il ristorante propone pietanze tipiche, anche per vegetariani, è anche caffè e pasticceria, ottime e imperdibili le torte, tra cui quella locale ai semi di papavero.

Dove dormire: Best Western Hotel Schlossmuhle, Kaiser Otto Str.28, 06484 Quedlinburg www.schlossmuehle.de
Una parte dell’edificio in mattoni rossi è un mulino medievale che faceva parte del castello di Quedlinburg, a pochi passi dalla collina e dal centro, l’hotel dispone di camere moderne e confortevoli, ottima colazione con prodotti locali, terrazza panoramica, zona wellness con sauna e bagno turco, parcheggio, wi-fi gratuito, pet friendly.

Info www.germany.travel
www.quedlinburg.de

Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.germany.travel
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