Sulle orme di Lutero e della Riforma Protestante in Germania

Sotto il segno di Lutero. Sono passati cinquecento anni dalla Riforma Protestante e la Germania celebra l’anniversario e il suo artefice in una serie di manifestazioni e appuntamenti sparsi per tutto il Paese. Da Berlino a Norimberga, molti sono gli eventi per celebrare il giubileo. Inoltre sono stati predisposti alcuni itinerari tematici che portano proprio sulle orme del teologo, dove visse e lavorò: un viaggio nel viaggio alla scoperta di splendidi borghi, castelli e città, spesso appartenenti all’ex Germania Est.

Tutto cominciò il 31 ottobre 1517 alla Schlosskirche del castello di Witteberg, dove avvenne la famosa affissione delle 95 tesi al portale da parte del monaco Martin Lutero. Fu il momento che cambiò la storia, la religione e la vita di quella che era al tempo la Germania, un insieme di piccoli stati elettori parlanti
ognuno il loro dialetto. Si dice che l’affissione sia una leggenda, una delle tante che ruotano intorno
al padre della Riforma: quello che è certo è che esistono alcune lettere datate 31 ottobre 1517 indirizzate ai
suoi superiori, dove stigmatizzò il commercio delle indulgenze.

Per andare alla scoperta di Lutero e della Riforma, Wittenberg è quasi una meta obbligata: qui il teologo insegnò
nella locale Università, iniziò ad elaborare il suo pensiero, dopo una visita sconvolgente a Roma, e sposò la moglie Katharina von Bora, nel 1525. E proprio questo avvenimento viene celebrato ogni anno in primavera: nel 2017 sarà dal 9 all’11 giugno. Una grande festa, una rievocazione rinascimentale con tanto di sposalizio, banchetto, musici e sfilate. Un appuntamento tra il folklore e la cultura, apprezzato dai turisti, che quest’anno si arricchirà di significati ed eventi.

A Wittemberg si respira l’atmosfera di quei tempi lontani nel suo splendido centro storico: tappa principale la chiesa del castello e il suo portone, ma anche le tombe e le abitazioni di Lutero e del suo collaboratore Melantone, le corti del pittore Lucas Cranach (amico di Martin), la chiesa cittadina con l’imponente altare. Nel borgo, ora Patrimonio Mondiale dell’Unesco, il predicatore visse nel convento agostiniano, anche con la sua famiglia, e dal 1883 è aperto al pubblico come museo, forse il più grande del mondo dedicato a Lutero. Dal 13 maggio al 5 novembre, c’è la mostra dedicata alla sua persona e al mondo nel quale viveva, “Lutero! 95 tesori, 95 persone”. Sempre a maggio, i 20, si inaugura la mostra mondiale sulla Riforma, arricchita da molti eventi collaterali e dibattiti a tema, in varie location della città.

Dopo Wittemberg, è inevitabile scoprire gli altri borghi importanti per Lutero. Come Eisleben, dove Luther nacque nel novembre del 1483 e morì nel 1546. Due date che contengono quasi un riassunto degli avvenimenti della fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento: il massimo artefice della Riforma, ex monaco agostiniano sconvolto dall’atmosfera dissoluta alla corte del Papa, che ebbe scontri con i maggiori protagonisti dell’epoca, dall’Imperatore Carlo V al pontefice Leone X Medici, per uscirne con la sua determinazione “vincitore” e fondare le basi per un’unica nazione.

Ovviamente a Eisleben c’è la casa dove nacque ed è trasformata in memoriale già nel 1693, diventando il primo museo tedesco e uno degli spazi espositivi europei più antichi. In Sassonia, Eisleben era famosa già prima dell’anno Mille come mercato, oggi è legata indissolubilmente al cittadino più noto: nell’abitazione tardo gotica di Lutero si può vedere il letto dove morì e il calco della maschera funeraria, ma ci sono anche la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove il riformatore fu battezzato, con la fonte tuttora esistente, la chiesa di Sant’Andrea, con il pulpito originale dove tenne i suoi ultimi sermoni e la chiesa di Sant’Anna, con l’unica bibbia illustra in pietra in Europa.

Nei primi anni del Cinquecento, il giovane Martin andò a studiare filosofia nella prestigiosa università di Erfurt: colpito durante un temporale rischiò di rimanere fulminato e fece voto a Sant’Anna di farsi monaco se si fosse salvato. Così fu, entrò nell’ordine degli agostiniani come frate e fino al 1511 predicò a Erfurt. Oggi, nella città ricostruita dopo l’unione delle due Germanie, si può visitare proprio il convento dove Lutero visse, oltre al maestoso Duomo e rendere omaggio alla grande statua dedicata al Riformatore.

Anche a Lipsia c’è la sua impronta: qui nel 1519 si svolse la disputa con il teologo cattolico Johannes Eck, durante la quale Lutero contestò la supremazia pontificia e riconoscendo come unica autorità la Scrittura.

Qualche anno dopo, nel 1521, Lutero si rifugiò nella fortezza Wartburg presso Eisenach, dove tradusse il Nuovo Testamento dal latino al tedesco, scrivendo la prima opera in “lingua volgare” e facendo capire alla gente comune le Sacre Scritture. La fortezza, tra le migliori per conservazione del medioevo tedesco, fondata nel 1067, ampliata nei secoli fino a diventare un ampio castello con edifici romanici, gotici e del XIX secolo, si può visitare la stanza dove il teologo visse e lavorò per due anni e altri tesori artistici, arazzi medievali, il “Dürerschrank” (un armadio con una intricata lavorazione ad intaglio realizzatoda Albrecht Dürer), quadri di Lucas Cranach il Vecchio, una straordinaria collezione di posate e di artigianato artistico dall’XI al XIX secolo,
Inoltre, il paesaggio circostante è molto suggestivo.

Da Wartburg si può fare un salto a Torgau, detta la “levatrice” della Riforma. Qui Lutero visitò la residenza degli Elettori di Sassonia più di quaranta volte e fu lì che con Melantone pose le basi delle Confessioni di Augusta. A Torgau, poi, morì e fu sepolta nella chiesta di Santa Maria Katharina Von Bora, la moglie dal forte carattere del teologo. Inoltre nella città, ricca di edifici rinascimentali e di tardo gotico, fu la culla del primo libro di canti protestanti.

Il viaggio alle radici della Riforma Protestante si sposta dalla Sassonia in Baviera, ad Augusta. Qui si ebbe la prima esposizione ufficiale di uno dei testi base della Chiesa, le Confessioni di Augusta appunto,
redatta nel 1530 da Filippo Melantone per essere presentata alla dieta di August, allora città del Sacro Romano Impero, alla presenza di Carlo V.

Tra le altre città in festa per la Riforma, Norimberga, definita dal teologo “l’occhio e l’orecchio della Germania”, con la mostra “Lutero, Colombo e le conseguenze” al Museo Nazionale Germanico, dal 13 luglio al 12 novembre, che punta i rifelttori sui cambiamenti del XVI secolo avvenuti con la scoperta del Nuovo Mondo, con la Riforma Protestante e con la nuova visione dell’universo di Copernico. Con circa 250 reperti i visitatori vengono calati nella realtà dell’epoca e possono toccarne con mano i mutamenti.

Anche Berlino, da capitale del Paese, non si sottrae alle manifestazioni del giubileo: dal 12 aprile al 5 novembre 2017 la mostra “Effetto Lutero- 5000 anni di Protestantesimo nel mondo” illustra in un contesto più globale le conseguenze e le ripercussioni della Riforma.

Info: www.germany.travel, www.luther2017.de, www.r2017.org, www.sassoniaturismo.it
foto ENGT/Christof Herdt ENGT

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