Le luci della sera creano un’atmosfera suggestiva, ovattata. Pisek ha un aspetto romantico e fiabesco, con un’illuminazione soffusa e non invadente, sembra portare alla mente antiche storie di cavalieri e avventurieri, di re e figure mitiche. Il silenzio della sera freddina fa da perfetta colonna sonora in questa città storica della Boemia del sud.
Sul ponte in pietra più vecchio della Repubblica Ceca, le statue rimaste appaiono, grazie all’illuminazione, con un’aurea mistica intorno, quasi a sottolineare i soggetti ritratti: la Madonna, Gesù in Croce, San Giovanni Nepomuceno, il patrono ceco, gli angeli.
Sotto il fiume Otava scorre tranquillo nell’autunno che colora le rive. Il ponte, che risale al XII secolo, in granito, lungo 110 metri e largo 6 metri e mezzo, costruito su sette pilastri, ricorda in modo palese il ponte Carlo di Praga, che però è successivo, in fondo l’Otava è un affluente importante della Moldova.
Anche se a Pisek le sculture sono rimaste poche e sono copie delle originali: molte sono state distrutte e finite nel fiume con l’ultima terribile inondazione, quella dell’agosto del 2002, che sommerse pure il ponte Carlo. Alcune statue furono recuperate dall’acqua e si trovano ora
per in un museo, insieme a quelle superstiti.
Il fiume nei secoli ha visto parecchie alluvioni, ma questa piuttosto recente fu veramente devastante: le case lungo la Čechova, il lungofiume, furono allagate fino al primo piano, gli argini non ressero e il ponte fu inghiottito, salvo ricomparire alcuni giorni dopo malconcio ma non distrutto.
Da allora a Pisek per protezione sono state create alcune specie di zattere in legno a puntello del ponte e a far da barriera all’impetuosità delle acque. Quella delle zattere è una lunga tradizione locale: da secoli si fa rafting sul fiume con esse.
Non solo, queste protezioni servono anche d’inverno quando il fiume gela e diventa una lunga lingua di ghiaccio. A Pisek ne approfittano per fare un mercatino di Natale tra i più importanti e famosi della Boemia, dove arrivano centinaia di visitatori da tutta la Repubblica Ceca. Di sicuro, l’acqua ghiacciata rende ancora più insolita l’atmosfera cittadina.
In autunno, però, sulla banchina resistono alcune sculture in sabbia fatte mesi prima per il tradizionale festival: ancora la pioggia non le ha rovinate e raccontano storie di lavori duri,
di uomini e donne. C’è anche lo spazio per ritrarre un cagnolino. Sono perfette nei dettagli e nella realizzazione da parte di artisti locali. Tra poco cederanno il passo e la prossima estate ne verranno fatte altre.
Intanto sottolineano che Pisek è una città di sabbia. Questo vuol dire il suo nome. Ma non solo: l’arena è quella del fiume, che nei secoli ha portato alla città fama, denaro e attività. Infatti
qui sono arrivati cercatori d’oro e avventurieri da tutto il mondo, da secoli, già dal 1243: la sabbia del letto è il contenitore di minerali utili. I depositi d’oro hanno reso florida Pisek nel
passato, così come la sua posizione geografica sulle rotte commerciali verso Praga.
Tutto qui ruota intorno al fiume e al suo ponte di pietra, Kamenný Most. Esiste pure una leggenda legata al nome con cui gli abitanti lo chiamano affettuosamente: ponte del cervo, Jelení most. Perché fu proprio uno di questi animali ad attraversarlo per primo, quando intorno c’erano solo boschi e foreste.
Intorno si è sviluppata una città dove il tempo pare essersi fermato, con le sue strade acciottolate, i palazzi decorati con insegne curiose (come un elefante, un cigno, persino un’aragosta), un’altra caratteristica che accomuna Pisek a Praga.
La piazza Velké náměstí è il cuore del centro storico, con il municipio settecentesco, che sostituì il palazzo dei re boemi. Intorno altri edifici eleganti e la rinascimentale chiesa dell’Assunzione della Sacra Croce. Subito dietro, si trova l’altra importante piazza di Pisek, Alšovo náměstí, con la tipica colonna della Peste di quasi tutte le città ceche, in memoria dell’epidemia del 1713 e del voto alla Madonna, con uno spettacolare palazzo neorinascimentale all’angolo, oggi policlinico, e la biblioteca municipale con richiami scientifici sulla facciata.
Poco lontano, la chiesa della Natività della Vergine Maria, con una torre più alta dell’altra, anche se al momento della costruzione nel XIII secolo fino all’inizio del Cinquecento erano uguali. Sul campanile si gode un panorama suggestivo su Pisek, i boschi dei dintorni e ovviamente sul ponte.
Accanto nel parco intorno alla chiesa e sulla piazza sono stati effettuati alcuni scavi archeologici che hanno portato alla luce un pozzo medievale ma anche i resti di una necropoli del XV secolo, segno che Pisek era abitata già da molto tempo.
Nel Medioevo la città era circondata da mura e aveva tre porte, i sovrani boemi vollero metterla in sicurezza per proteggere le attività legate all’oro e alle rotte commerciali. Ma essendo di passaggio anche per gli eserciti della Guerra dei Trent’anni, venne devastata nel Seicento.
Pisek ci impiegò molto ad ottenere l’aspetto attuale, un mix di antico, nella parte storica all’interno delle vecchie mura, e moderno nella periferia. Quello che resta del castello costruito da re Přemysl Otakar II nel Duecento sulla riva del fiume è solo un’ala, trasformata in museo della regione storica e culturale di Prácheň.
Vicino si trova Sladovna, un edificio che un tempo serviva per la produzione del malto per la birra: oggi è un museo interattivo per le famiglie, che racconta la produzione della bevanda e non solo, con laboratori artistici, mostre ed eventi, spesso a misura di bambino.
Pisek, con l’università che la rende una città giovane, in particolare con le facoltà dedicate alla cinematografia e alle scienze forestali, è diventata un palcoscenico vivace per la cultura ceca, insieme ai suoi musei. Uno, dentro la vecchia centrale elettrica, ricorda che è stata la prima città boema ad avere l’illuminazione pubblica nel 1887. Sarà per questo che le luci della sera rendono Pisek così romantica e senza tempo.
Dove mangiare: Kozlovna Uplechandy, Svatotrojická 164, 397 01 Pisek, sul lungofiume, proprio di fronte al ponte di pietra, questo ristorante propone piatti della tradizione ceca, burger, zuppe, pesce, insalate, vegetariani, carne alla griglia, il tutto innaffiato dalla birra di produzione propria. www.kozlovnauplechandy.cz/en/
Dove dormire: Hotel U Kaplicky, Budějovická 2440, 397 01 Písek 1, Czechia, alla periferia
cittadina, un albergo dal design moderno, nei toni del bianco e del legno, molto accogliente e luminoso, camere spaziose con balcone e tutti i confort, colazione abbondante, ristorante, sala benessere, wifi. www.hotelukaplicky.cz/en/
Info:
https://www.pisek.eu/en/uvod/www.pisek.eu/en/uvod/
www.visitczechia.com/it-it
Foto Sonia Anselmo, dreamstime.com, pixaby
In collaborazione con Czech Tourism
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