Lubiana, il drago, il topo e la pioggia

Le ali dei draghi sul ponte si scagliano contro il cielo plumbeo, una macchia di verde nel grigiore. Basta poco, appena la pioggia finisce, e Lubiana si trasforma, si accende di luce e bellezza.

Non che con l’inverno piovoso sia brutta, anzi, sembra uscita da una favola del Medioevo, nuvolosa e misteriosa,
intrigante.

I draghi, che sono il simbolo di Lubiana, accentuano questo sapore fiabesco. Sono posti ai quattro angoli di uno dei ponti del centro storico, sicuramente il più fotografato.

Riportano alla mente la leggenda legata alla capitale della Slovenia: si narra che la città sia stata fondata dall’eroe mitologico greco Giasone, quello che rubò il vello d’oro e poi con l’aiuto degli Argonauti scappò attraverso il Mar Nero fino al Danubio. Qui gli Argonauti smontarono la nave, la trasportarono fino all’ Adriatico e fecero ritorno in Grecia. Sulla strada per il mare, alla sorgente del fiume Ljubljanica, si fermarono in un grande lago e in una palude dove viveva un drago, che Giasone affrontò, uccidendolo.

Questa leggenda è raccontata anche nei decori e nei dettagli nel cortile del Municipio di Lubiana, insieme allo stemma della città, ovviamente il drago, che apparse per la prima volta durante il Medioevo.
Da mostro, l’animale si trasformò in protettore di Lubiana, rappresentando il potere, il coraggio e la saggezza.
Oggi viene fotografato ritratto sul ponte dei Draghi, art decò come molti palazzi del centro storico, uno dei luoghi emblematici della capitale.

Nel 1900 venne costruito il Ponte giubilare in onore dell’imperatore asburgico Francesco Giuseppe, in un design moderno per l’epoca, sostituendo un antico collegamento sul fiume in legno, con materiale più solido, in cemento armato e si scelse di mettere quattro draghi al posto dei grifoni previsti, senza sapere che quello sarebbe diventato il luogo must dove farsi i selfie, cent’anni dopo.

Non solo, l’ex mostro è protagonista di souvenir, come il draghetto Ljubo, e di grandi eventi come il tradizionale Carnevale del Drago, oltre a essere presente ovunque.

Inevitabilmente il drago porta alla mente la figura di San Giorgio e Lubiana ha dedicato al Santo l’antica cappella del castello che domina la città e fa da faro di orientamento.

Si sale al castello tramite la comoda funicolare, proprio alle spalle del ponte dei Draghi, oppure con un sentiero: da lassù si gode un panorama speciale su Lubiana, sul fiume e sul verde che la circonda. Anche se la pioggia rende tutto offuscato, la città rimane un piccolo gioiello anche da qui.

Ex fortezza medievale, il castello ospita oggi il museo sulla storia slovena, due ristoranti, caffè, sale per eventi, e un’avventura interattiva in cinque prove che permettere di conoscere il passato di Lubiana e salvare il drago.

Nel castello vive anche Friderik, l’altra mascotte di Lubiana. E’ un piccolo ed educato topolino che ha
cinquecento anni e crede di avere sangue blu, tanto da camminare sulle zampette posteriori. Vive nella Torre di Erasmo, ma si muove velocissimo in ogni angolo, ed è stato il confidente e amico dei nobili che venivano imprigionati qui.

Si chiama così in onore dell’imperatore Federico III d’Asburgo, fondatore della diocesi di Lubiana, ed è uno dei primi abitanti dell’ex fortezza, al punto da conoscerne ogni segreto e pietra. Oggi, insieme al draghetto Ljubo, è il simbolo della città, che piace tanto a grandi e bambini.

Una volta ridiscesi dal castello, Lubiana si apre ai visitatori con la sua bellezza fiabesca. D’origine celtica,
ex borgo romano con il nome di Emona, situata su un crocevia di strade commerciali, sede universitaria, capitale europea più verde, la città ha tanto da offrire.

D’obbligo una passeggiata nel centro storico: anche perché è tutto pedonale e gli unici mezzi che circolano sono i
“cavalieri”, piccole auto elettriche che fungono da taxi gratuiti.

Lubiana lascia stupiti per la quantità di dettagli artistici e storici da scoprire. Come la piazza Preseren, dedicata al più famoso poeta sloveno dalla vita travagliata e da un amore non corrisposto per Julia, una ragazza non proprio bellissima che gli preferì un altro, più anziano, e che da allora guarda da una finestra di un palazzo la statua del suo spasimante, in un angolo della piazza.

Il cuore nevralgico di Lubiana si allarga sui tre ponti contigui, sicuramente la struttura più originale, composta
da un ponte in pietra e da due del 1931, opera dell’architetto Joze Plecnik, che ha cambiato nelle prime decadi del Novecento il volto della sua città.

Allievo di Otto Wagner a Vienna, Plecnik ha lavorato anche a Praga e a Belgrado, ma è Lubiana che risente di più
della sua creatività. Tra gli esempi il Mercato Centrale, tra due piazze con i banchi all’esterno, e un lungo edificio coperto, dove in prevalenza si vende carne e pesce, affacciato sul fiume.

O la Biblioteca Nazionale dalla curiosa facciata, ispirata al Rinascimento italiano, e dai tanti simbolismi interni per illustrane un viaggio dalle tenebre dell’ignoranza alla luce della conoscenza: custodisce ben più di un milione di libri e si possono fare visite guidate all’interno.

Su piazza Preseren svetta la facciata rosa della chiesa francescana dell’Annunciazione. Da qui a seconda della
strada presa si arriva nella piazza del Congresso, usata per eventi e manifestazioni, con il parco al centro
e gli ex palazzi nobiliari, il teatro e l’Università, che a dicembre 2019 ha compiuto cento anni.

Oppure traversando il fiume, ci si trova nella Città Vecchia e nell’antico quartiere delle botteghe, che oggi ospita gallerie d’arte, negozi di gastronomia, moda e di design, fino al Municipio, con la replica della fontana dei fiumi di Francesco Robba, ispirata a quella del Bernini in piazza Navona a Roma, mentre l’originale, protetto dalla pioggia e dal freddo, si trova al Museo Civico.

Poco oltre la Cattedrale di San Nicola del Settecento, che all’interno rivela tesori di artisti italiani, e all’esterno il portale particolare in bronzo: creato nel 1996 in occasione dei 1250 anni della cristianesimo in Slovenia e per la visita di Giovanni Paolo II, ha un ritratto del Santo Padre proprio in cima.

Alle spalle della Cattedrale, si apre la piazza del Mercato, con le bancarelle di fiori, frutta e verdura presenti tutte le mattine, e da qui si ritrova la strada per il Castello e per il Ponte dei Draghi.

Piccola, pratica, ed elegante, Lubiana è facile da visitare. Quando la sera tutta la città si illumina oppure se nevica e ogni cosa è ammantata dal bianco ovattato, la sensazione di vivere in una favola si intensifica. Anche se tra draghi e topolini, e nonostante la pioggia, l’atmosfera di Lubiana è sempre fiabesca.

Dove dormire: Grand Hotel Union, Miklošiceva cesta 1, 1000 Ljubljana, Slovenia https://grand-hotel-union-ljubljana.hotel-ds.com/it/ a 50 metri dalla piazza Preseren, questo albergo è amato dai vip sloveni e non,
offre camere di diverse tipologie, tutte moderne e spaziose, una colazione ricchissima di ogni tipo di prodotto e di genere, piscina, centro benessere termale, zona fitness, parrucchiere, negozio di souvenir ed edicola, wifi gratuito, parcheggio su richiesta, pet friendly.

Info: www.slovenia.info
www.visitljubljana.com

Foto: www.slovenia.info
www.visitljubljana.com
Sonia Anselmo

In collaborazione con www.slovenia.info

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/europa/dicembre-a-lubiana-natale.html
https://www.latitudinex.com/europa/celje-millenaria-romana-e-medioevo.html

74 Condivisioni

Lascia un messaggio