Celje millenaria tra epoca romana e Medioevo

Il tiepido sole d’inverno illumina il Castello di Celje, nascondendo il fascino misterioso. Anche se ci si aspetta che da un momento all’altro spunti da una torre o da un ingresso in pietra un cavaliere in armatura.

Come quelli che effettivamente ci hanno abitato. Risalente al Medioevo, il Castello di questa città a un’oretta
da Lubiana, racconta storie di dame, regine, vassalli potenti, conti spregiudicati.

Ma anche una storia d’amore impossibile, un po’ la Giulietta e Romeo della Slovenia, quello tra la bella non nobile Veronika e il conte Frederick II. La leggenda narra che il giovane erede della contea era sposato per questioni dinastiche a Elisabetta Frankopan, ma non era felice. Un giorno la moglie venne trovata morta e Frederick decise di sposare l’amante Veronika: i due erano follemente innamorati, ma il conte, il potente Herman II, il più importante dei governatori di Celje, volle punire il figlio incarcerandolo nella torre del castello, che oggi porta il suo nome, e ordinò l’assassinio della povera Veronika.

Un’altra leggenda riguarda la sopravvivenza di Frederick nella torre, dove fu salvato da morte sicura da uno scudiero che aveva scavato un passaggio sotterraneo e gli portava da mangiare. Il giovane, però, fu scarcerato dallo stesso padre per motivi di successione e la dinastia di Celje continuò fino al 1456 con l’estinzione e il passaggio delle proprietà agli Asburgo.

I conti avevano origine nella vicina Carinzia, in Austria, nel 1341 divennero i signori di Celje e il periodo
di maggior fioritura è stato il governo di Hermann II, il padre senza cuore. A lui è legata anche un’altra
figura importante: la figlia Barbara, che sposando re Sigismondo divenne regina d’Ungheria, del Sacro Romano Impero e di Boemia nel Quattrocento.

Una donna forte, che aveva una fama particolare: si narra di 400 amanti, parlava sei lingue e si interessava di alchimia, per questo venne spesso identificata come strega e come regina nera. Curiosamente oggi figura sulle monete due euro slovene ed è l’antenata di molte dinastie europee, l’ultimo zar Nicola II era suo discendente, così come nella Regina Elisabetta d’Inghilterra scorre qualche goccia del suo sangue.

Una figura carismatica, perfetta per essere ricordata tra le mura del Castello di Celje. Sede d’estate di concerti e spettacoli nel cortile, d’inverno il maniero è ancora più ricco di fascino brumoso, uscito direttamente dal Medioevo.

Perfettamente ristrutturato, dopo l’Indipendenza della Slovenia nel 1991, è diventato un museo dove si custodisce la storia, la memoria, le armature, le stanze delle torture e i segreti dei conti.

Il Castello si affaccia su Celje, terza città più grande di Slovenia, ex polo industriale, centro importante
sulle vie dei commerci, sulla ferrovia tra Trieste-Vienna, immersa nell’oro verde, ovvero le coltivazioni di luppolo.

Oggi è una bella cittadina vivace, piena di manifestazioni e cultura. Tra edifici art deco, chiese e ex monasteri
fondati dai conti, quello che resta delle mura medievali, piazze e strade eleganti dove nel periodo natalizio si svolgono mercatini molto frequentati, una passeggiata lungo il fiume Savinja, Celje rivela la sua anima millenaria.

Fu un borgo importantissimo, voluto dai Romani. Si chiamava Celeia e si ammira tutt’oggi: la città è rimasta sotto quella attuale e si può vedere nel piano sotterraneo dell’interessantissimo museo all’interno del Palazzo dei Principi. Si possono contemplare mosaici provenienti da abitazioni romane, splendide statue quasi intatte, monili, il lapidario e una via lastricata con marciapiede che faceva parte del decumano principale.

Non meno interessanti gli altri piani del palazzo, con esposizioni dedicate alla storia di Celje e dei suoi
nobili: un po’ macabra la stanza buia dove sono conservati i teschi di tutti i conti, Frederick e Hermann II
compresi. (www.pok,muz-ce-si)

Un altro museo curioso è quello sulla scrittrice Alma Karlin, un’altra donna forte, anticonformista, legata a Celje, dove nacque nel 1889: grande viaggiatrice, come è rappresentata in una statua davanti al Municipio, sapeva ben nove lingue e girò il mondo, sposando un cinese, proprio una persona controcorrente come la regina Barbara.

Anche i dintorni di Celje meritano una visita: adattissimi per la famiglia, per gli appassionati di sport
e attività all’aria aperta, comprendono un lago, parchi avventura, sentieri per bici e zip line. Per chi ama il relax, questa è zona di terme e ce n’è anche per gli appassionati di prodotti tipici.

A pochi chilometri da Celje, infatti, sorge il borgo di Lasko, famoso per le sorgenti termali, già dai tempi dei Romani, ma soprattutto per la principale birra slovena. Si possono anche fare visite guidate all’interno del birrificio, ormai industrializzato, e degustazioni. La Lasko si produce qui dal 1825 e viene usata anche
per esperienze wellness, oltre che essere festeggiata in una grande manifestazione che si svolge
ogni anno a luglio e richiama 75 mila estimatori da ogni parte d’Europa. (www.stik-lasko.si www.lasko.info)

Altra meta imperdibile per tutti i golosi, tornando verso Lubiana, è a Trojane: appena usciti dalla strada che porta alla capitale, si trova Trojanski Krafi, la pasticceria-laboratorio che vende i bomboli più grossi e amati di tutta la Slovenia, un vero mito locale. Nessuno che si trovi a passare tra la capitale e Celje rinuncia ad assaggiarne uno. (www.gp-trojane.si).

Info: www.slovenia.info www.celje.si

Foto Sonia Anselmo, Gregor Katic

In collaborazione con www.slovenia.info

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/europa/dicembre-a-lubiana-natale.html

71 Condivisioni

Lascia un messaggio