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Olomouc, spirituale e gaudente tra chiese, arte e formaggi

Olomouc – Il possente re dalla folta barba, con la corona, l’ermellino sulle corpulente spalle, la divisa rossa e gli stivali alti al ginocchio, guarda fisso davanti a sé, mentre tiene con il braccio lo scettro diventato per l’occasione un bastone per il selfie.

E’ uno dei graffiti più simpatici di Olomouc, storica città della Repubblica Ceca. Il sovrano, non identificabile con qualcuno reale, è dipinto su un lato di un palazzo del lungo viale Masarykova, che unisce la stazione al centro, e strappa un sorriso ma rivela anche molte caratteristiche di Olomouc.

In particolare la sua anima godereccia e spiritosa, come la statua del ladro appesa ai cornicioni del vicino Museo d’Arte, e poi il fatto che sia una città giovane, universitaria, piena di artisti che hanno colorato i passaggi e le gallerie con i loro graffiti, mentre le stradine del centro sono piene di botteghe artigiane e curiosi negozi.

Un re ha davvero abitato ad Olomuc: Francesco Giuseppe I fu incoronato imperatore proprio qui nel 1848, a diciotto anni d’età. Ma la città è più legata, ancora oggi, ad una antenata asburgica, Maria Teresa d’Austria. La grande imperatrice amava Olomouc, veniva spesso e le era grata per aver fermato l’avanzata dei prussiani: un amore ricambiato, tuttora una delle porte della città, memoria delle mura che un tempo la circondavano, è intitolata a lei.

Maria Teresa, con il marito Francesco di Lorena, era presente il 9 ottobre 1754, quando fu consacrata la Colonna della Santissima Trinità: la coppia reale viene citata nella targa apposta proprio all’entrata della cappella alla base del monumento.

Su un lato della vasta piazza Superiore, la colonna è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco ed è il simbolo più riconosciuto di Olomouc. Iniziata nel 1715 per volere dell’imprenditore locale Venceslao Render, è un prisma conico esagonale in tre piani in blocchi di pietra arenaria ed assembla diverse curiose strutture: la piattaforma ha la forma di stella di Betlemme, il corpo della colonna è decorato con statue di Santi, apostoli e le personificazioni delle Virtù, in stile barocco, la grande sfera dorata, ultimo elemento decorativo, fu sostituita
dopo il danneggiamento di quella originale a causa dell’assedio prussiano del 1758, in cima ci sono una Santissima
Trinità e l’arcangelo Michele, ricoperti da una lamina dorata.

Anche la cappella in basso rivela altre curiosità, come la lanterna con sei oblò, la targa con la data della consacrazione mischiata alle lettere dell’incisione, mentre l’interno possiede un’acustica invidiabile. Con 33 metri la colonna è l’opera barocca più alta dell’Europa Centrale, un tempo era dipinta di bianco, oro, rosso e blu, ed fu voluta dall’imprenditore quasi come un monumento da donare, lui ricchissimo e senza eredi, alla città: interamente realizzata da artisti locali, celebra sia la fede cristiana che il patriottismo e la magnificenza di Olomuc.

Il mecenate la volle nella piazza proprio in questo punto: per esaudire il suo desiderio fu spostata una delle sei fontane barocche della città, quella di Ercole, con tanto di tubi e strutture, un’impresa maestosa nel Settecento. La fontana c’è ancora, a pochi passi dalla colonna, così come su tutta la piazza si possono ammirare le altre cinque: ognuno diversa, raffigurano la mitologia antica con svariati dei, una è ispirata alla scultura di Bernini con Giulio Cesare (considerato secondo una leggenda il fondatore di Olomouc) a cavallo.

Accanto ad esse un’eccezione: la settima fontana, dedicata ad Arione, è stata innalzata nel 2002 e opera di uno scultore locale, Ivan Theimer. É amatissima dai bambini e dagli adulti, che non mancano mai di giocare o di posare per una foto davanti ad uno dei delfini o cavalcare una delle gigantesche tartarughe (che alludono alla saggezza e all’antichità del luogo), perfettamente calate nel paesaggio urbano.

La piazza rivela altre curiosità e la Storia che è passata da qui: in un angolo c’è una farmacia, che è sempre stata lì sin dal Cinquecento, la scalinata alle spalle del Municipio del Trecento conserva gli stemmi delle città asburgiche, mentre su un lato del palazzo, sotto una loggia della cappella di San Girolamo, c’è un bassorilievo dello scalpellino che la costruì e siccome non venne pagato il giusto, si raffigurò nella posa di chiedere l’elemosina ai rappresentanti della città che si riunivano nelle sale interne, nel cortile del Municipio veniva svolto il mercato cittadino, mentre ora ai suoi piedi si estendono le bancarelle dei mercatini natalizi e l’albero.

La curiosità più grande, però, è l’orologio astronomico dall’altro lato del municipio: alle 12 di ogni giorno, si mettono in moto una serie di figure nel tradizionale carosello segna ore. Ma non sono i consueti santi a muoversi: sono contadini, operai, casalinghe, muratori, i proletari voluti quando la Repubblica Ceca era sotto l’influenza sovietica. Una parte dell’orologio è, poi, dedicata ai segni zodiacali.

Dalla grande piazza partono alcune strade piene di negozi, ristoranti e centri commerciali. A sinistra rispetto al Municipio e alla Colonna si prende il viale che porta alla Piazza Inferiore, dove si trova un’altra colonna, stavolta dedicata allo scampato pericolo della peste, mentre se si prende a destra si arriva alla chiesa di San Maurizio, gotica, con l’organo più grande dell’Europa centrale.

Olomouc ha una grande anima spirituale che si accentua nei tanti edifici religiosi, a cominciare dalla cattedrale
di San Venceslao, con il palazzo Arcivescovile, la chiesa barocca della Vergine Maria della Neve, dove Mozart, che dovette passare qui un lungo periodo di convalescenza dalla varicella, veniva ad esercitarsi con l’organo, la chiesa di San Michele, dotata di tre cupole e di un sotterraneo, da cui si accede nel chiostro, dove si trova il mitologico luogo di fondazione della città.

Olomouc è sempre stata un centro religioso importante, anche grazie al vicino Santuario di Svatý Kopecek, luogo tra i più amati in Repubblica Ceca e frequentato da secoli dai pellegrini. Tutta questa spiritualità non attacca minimamente il lato più gioioso e vivace della città che si materializza nell’arte, nelle feste tradizionali, come quella dedicata alla birra, nei festival musicali sparsi durante l’anno, nei mercatini natalizi dalla calda atmosfera, e anche nella cucina tipica.

O meglio nei prodotti locali più famosi: il Gran Moravia, una sorta di clone ceco del parmigiano, e soprattutto l’Olomoucke tvaruzky, un formaggio che ha un forte odore e un sapore delicato, assolutamente da assaggiare. Viene proposto fritto oppure crudo con pane nero e l’inevitabile birra del luogo. Una golosità che ben si adegua all’anima gaudente di Olomuc.

Come arrivare: Olomouc dista due ore di treno da Praga, collegamenti con Leo Express.

Dove dormire: Clarion Congress Hotel, Jeremenkova 36, 779 00 Olomouc www.clarioncongresshotelolomouc.com/en/
Moderno e funzionale hotel davanti alla stazione, camere comode e spaziose, wifi gratuito, colazione abbondante
con cibi dolci e salati.

Dove mangiare : Moravska Restaurace www.moravskarestaurace.cz/, nella piazza Superiore, a pochi metri dalla
Colonna della Santissima Trinità, il ristorante propone un ambiente rustico e caldo, un servizio efficace con una gentile cameriera che parla italiano e una cucina tipica della Moravia, molta carne, ma anche piatti di pesce e specialità per vegetariani, compreso il formaggio di Olomouc fritto. Deliziosa la torta al cioccolato e amarene.

Riegrovka, Riegrova 381/22, 779 00 Olomouc, Repubblica Ceca, www.riegrovka.eu Birreria, steakhouse e pizzeria,
in un ambiente informale e confortevole, su una traversa della Piazza Superiore, da assaggiare l’hamburger fatto in casa.

Info: tourism.olomouc.eu e www.czechtourism.com
In collaborazione con www.czechtourism.com
Foto di Sonia Anselmo, Czech Tourism e Olomouc Tourism

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