Digione, la civetta, la senape e i duchi di Borgogna

Una piccola civetta sembra fare la sentinella all’angolo della facciata della chiesa di Digione, nel vicolo che prende il suo nome. Le mani di centinaia di visitatori nei secoli l’hanno resa lustra e dalle forme da intuire nella pietra consumata: secondo una tradizione locale, sfiorarla con la mano sinistra, quella del lato del cuore, fa avverare i desideri e porta fortuna.

Per questo, la civetta è diventata il simbolo della città francese nella Borgogna dei vigneti e della storia. Al punto che l’uccellino si trova ovunque, in triangolo sui marciapiedi: sono i segnali del percorso creato per seguire la visita del centro storico, puntando sui luoghi più interessanti alla scoperta della Digione dei Duchi.

Di origini antichissime, Dijon nacque come insediamento romano ma durante il Medioevo divenne un feudo come Ducato di Borgogna, con Enrico I di Francia. Da allora nei secoli la città divenne sempre più importante e florida, entrando nelle successioni dinastiche. Tra i personaggi che la trasformarono Filippo III il Buono, a cui sono dedicati molte statue cittadine, Carlo il Temerario e Maria di Borgogna, che con il suo matrimonio con Massimiliano d’Austria consegnò agli Asburgo una parte del ducato, la Franca Contea, fino al XVIII secolo.

La storia ha lasciato un grande segno a Digione, soprattutto nelle tante chiese e nel palazzo dei duchi, oggi museo, davanti alla vasta Place de la Libération.

Il centro storico, interamente pedonale, è un gioiello di case a graticcio, con archi a mensola, sontuosi edifici in pietra di Borgogna con i tetti dalle tegole smaltate: passeggiare, seguendo le indicazioni delle placche con la civetta, è un tuffo nella storia, nella bellezza e nell’originalità, non a caso è Patrimonio dell’Unesco.

La chiesa di Notre Dame, oltre alla civetta, sfoggia altri animali, come un drago, e gargoyle, è un capolavoro del gotico con il suo orologio con due fantocci che battono le ore dal 1383, e custodisce una statua in legno della Madonna nera tra le più antiche di Francia.

Non è l’unica chiesa di Digione a meritare una visita: tra le immancabili, la cattedrale Saint-Bénigne originaria del VI secolo e più volte ricostruita, con la forma attuale del XIV secolo, con una cripta rotonda, la chiesa di Saint Philibert, unica in stile romanico ed ex cappella dei novizi dell’abbazia di Saint-Bénigne, la chiesa di Saint Michel, tra le più antiche della città, costruita sul luogo di un cappella in legno del 889 vicino alle mura del Castrum romano, e che oggi presenta una facciata rinascimentale. Tante chiese e campanili, anche perché la città si trova lungo uno dei
rami del Cammino di Santiago, quello che per secoli i pellegrini tedeschi hanno affrontato andando verso la Spagna.

Una visita al Palazzo dei Duchi è imperdibile a Digione. Risalente al XIV secolo, oggi ospita il prezioso Museo delle Belle Arti, gratuito come gli altri musei cittadini, con 1500 opere e le tombe di alcuni duchi di Borgogna. Al centro del palazzo emerge la torre di Filippo il Buono: creata
come punto d’avvistamento nel XV secolo, alta 46 metri d’altezza, offre un panorama fantastico.

Nel centro si trova anche lo spazio verde di Digione, il Jardin Darcy, dal nome di un ingegnere ottocentesco che realizzò un bacino idrico: una grande fontana, viali dove passeggiare e stare in relax e una scultura a forma di orso polare, copia di un’opera di Francois Pompon.

Inoltre, esistono vari percorsi verdi, che portano al lago Kir e canale di Borgogna, che si possono fare a piedi o in bici. In tema di sport, Digione offre una curiosità: il campionato mondiale delle bocce, che si svolgerà dal 5 all’8 dicembre 2024.

Poco distante dal centro storico, svetta la Cité de la Gastronomie e du Vin, un vero e proprio quartiere generale con mercato, ristoranti, hotel, scuole alberghiere, cantine e laboratori per
workshop e corsi di cucina. In fondo Digione è una delle principali capitali della gastronomia in Francia e i suoi prodotti principe sono noti in tutto il mondo: il pain d’épices, il pane di spezie, il Kir, l’aperitivo con vino bianco e crema di ribes (il cassis), e la senape.

Un altro simbolo di Digione, la salsa leggermente piccante e delicata, fatta esclusivamente con i
semi bruni della pianta omonima lavorati con il mosto d’uva acerba, risale a un’antica ricetta
del Seicento e nel tempo è rimasta intatta. Viene usata per condire qualsiasi cosa e diventa
un souvenir ideale da comprare nei vari negozi e botteghe del centro, magari insieme al vino.

I vigneti della Borgogna sono a meno di cinque chilometri dalla città: si possono visitare le cantine dei vini più famosi, fare passeggiate e pic nic tra i filari e degustazioni.

Facilmente raggiungibile da Lione oppure da Parigi che dista un’ora e mezza con il treno ad alta velocità, visitabile anche in una giornata dalla capitale, Digione è un piccolo tesoro inestimabile di storia, arte, gastronomia e saper vivere.

Info:
www.destinationdijon.com
www.france.fr/it

Foto dreamstime.com, Pixabay

Articoli correlaiti:
https://www.latitudinex.com/europa/gastronomia-in-francia-viaggio-tra-sapori-e-panorami.html
https://www.latitudinex.com/europa/passeggiando-in-bicicletta-tra-il-verde-e-il-blu-della-francia.html
https://www.latitudinex.com/europa/saint-michel-quartiere-vivace-e-storico-a-bordeaux.html

0 Condivisioni

Lascia un messaggio