Architettura d’avanguardia a Berlino tra Est e Ovest

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I palazzi di Karl Marx Alle brillano bianchi sotto il sole autunnale, la Torre della Tv appare dietro l’angolo. L’architettura d’avanguardia che ha sempre animato Berlino domina questa larga arteria.

Un tempo c’era l’asfalto a prova di carro armato, perché qui sfilavano i mezzi dell’esercito andando alle parate fino ad Alexander Platz, oggi ci passano i bus che portano alla Porta Frankfurter e all’East Gallery, quello che rimane del Muro trasformato in un’opera d’arte, mentre gli edifici, una volta simbolo dell’architettura
socialista, abitati dalla nomenclatura, ora ospitano appartamenti di tendenza, con i prezzi sempre più alti per gli affitti.

Berlino è così, sempre in movimento, sempre in rinnovazione, sempre d’avanguardia. Non si fa in tempo a starle dietro, che c’è già qualcosa da scoprire, studiare, afferrare al volo.

Sulla Karl Max Alle i sovietici avrebbero voluto una mega scultura dedicata a Stalin (così come lo era la strada, chiamata Stalinalee), bocciata poco dopo da Kruciov, al suo posto furono costruiti palazzi ispirati all’architettura classica, alle colonne dell’Atles Museum, accanto al Duomo.

Ci furono due momenti di rielaborazione, uno negli anni 50 e l’altro negli 60, e ancora ne portano i segni, con influenze art deco e persino dei grattacieli americani, e moduli prefabbricati.

All’inizio venne chiamato l’architetto  Hans Scharoun a creare un progetto uniforme, ma presto i suoi lavori non piacquero ai committenti, che li consideravano troppo sofisticati e non per il popolo. Lo licenziarono e al suo posto crearono un team di architetti, con esperienze già a Mosca e in altre città dell’est, e impiegarono gli operai costretti a lavorare giorno e notte a ritmo delle canzoni di propaganda, finché non scoppiò una rivolta dei muratori, proprio sulla Karl Marx Alle.

Nel frattempo Scharoun andò nella parte Ovest, dove costruì il palazzo della Filarmonica.

Iniziò così una sfida tra Est e Ovest a chi avesse la miglior architettura d’avanguardia e lasciando ai posteri molti esempi che hanno fatto la storia.

Friedrichshain e Hansaviertel sono due quartieri degli stessi anni, uno all’Est e uno all’Ovest che rispecchiano proprio questa tendenza berlinese.

Il primo, dominato appunto da Karl Marx Alle, è tuttora una zona rinomata per i locali alternativi, mentre Hansaviertel mostra al mondo un aspetto moderno.

Appena superato il Tiegarten, immersi ancora nel verde emergono una serie di edifici uno diverso dall’altro che sono una sorta di riassunto dell’architettura del Novecento.

Infatti, qui vennero chiamati a costruire un palazzo a testa 53 architetti da tutto il mondo su una zona di alloggi dell’Ottocento rasa al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Creativi come il fondatore di Bauhaus Walter Gropius, Oscar Niemeyer, Pierre Vago, Alvar Aalto, Luciano Baldessari e Max Taut, si misero all’opera realizzando edifici residenziali sociali, tuttora abitati e moderni nei
dettagli. Uno ha l’ascensore posto in una sorta di edificio accanto, collegato da un ponte, un altro
ha un intero piano dedicato spazi comuni dei condomini, un altro i balconi colorati di rosso.

Al centro l’Akademie der Künste, l’Accademia delle Arti, che ospita concerti e spettacoli, è un esempio perfetto di architettura d’avanguardia a Berlino. Risalente al 1960, ha un auditorium con l’innovativo palco in mezzo alle file di poltrone e un cortile ispirato ai chiostri delle chiese medievali, che ha influenzato generazioni di
architetti. Fu ideato da Werner Düttmann, uno dei rappresentanti più importanti del modernismo.

Ovviamente a Berlino, così effervescente e aperta alle novità, non poteva mancare il segno del Bauhaus, il movimento nato nel 1919. Dopo le sedi di Weimar e Dessau e per le vicissitudini politiche, la scuola si dovette spostare nel 1933 a Berlino: durò poco, ma ancora oggi si notano le sue influenze.

Per i cento anni del Bauhaus, fino a gennaio 2020, la Berlinsche Galerie ospita una mostra alquanto esaustiva, con opere, disegni, materiale, fotografie, modellismo, oggetti e quant’altro, sul movimento artistico, mentre il Bauhaus Archiv, costruito su un progetto di Gropius, custodisce tutta la storia.

Senza contare che molti architetti, ex studenti Bauhaus o influenzati da questi, hanno poi eretto loro opere a Berlino.
Dovunque si giri, tra ricostruzioni di vecchi edifici e musei e nuovi progetti, Berlino è un cantiere in continuo divenire, sempre sotto il segno dell’architettura d’avanguardia.

Info: www.germany.travel
www.visitberlin.de
Foto di Sonia Anselmo, dreamstime.com
In collaborazione con www.germany.travel

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