Aigues Mortes, tra Storia e natura, acqua e terra

Le mura si riflettono sul corso d’acqua nella luce soffusa del crepuscolo. Fuori dal borgo, esplode la natura in uno spettacolo stupefacente e unico. Aigues Mortes è un luogo magico, dove si respira la Storia, dove le tradizioni sono immutate da secoli, dove la biodiversità incanta i visitatori e viene tutelata.

Già la Camargue è un universo parallelo rispetto alla classica Provenza, di cui fa parte, un angolo del sud della Francia, differente da tutto, sospeso tra acqua, delta del Rodano, laguna, canali, stagni e paludi, e terra, tra usanze tipiche, antichi rituali, fascino gitano.

Cavalli, tori, fenicotteri, aironi, saline, risaie e molto altro ancora. Una magia senza tempo che scorre mentre si naviga sui canali su lenti barconi per essere immersi da questa natura incontaminata.

Una terra selvaggia come i cavalli e i tori, i veri protagonisti del luogo, che pascolano
sulle rive delle paludi con i guardian ( i butteri locali) che li osservano, ma allo stesso tempo rilassante, nel seguire i ritmi delle stagioni e della natura.

Quella sensazione di essere catapultati in un altro mondo si fa ancora più chiaro visitando
Aigues Mortes, uno dei borghi più interessanti della zona, base ideale per scoprire tutta la Camargue.

Oltrepassare le Porte de La Gardette, con a destra la Tour de Costance, per entrare nella cittadina è come viaggiare nel passato, nei secoli.

Le mura abbracciano calde e protettive tutta Aigues Mortes, le stradine e i vicoli lastricati sono un labirinto tra fiori, insegne, botteghe artigianali, e si aprono nella grande piazza dedicata a Luigi IX, fondatore della cittadina, dove poter prendere un caffè o meglio ancora
assaggiare la cucina tipica nei ristoranti all’aperto.

Carne di toro, pesce, patate e carote cresciute sulla sabbia, asparagi bianchi della Camargue, Vin des Sable, fougasse di Aigues-Mortes, una focaccia dolce profumata ai fiori d’arancio. Il tutto insieme ai due prodotti tipici, il Fiore di Sale, e il riso: nero, rosso, integrale, in ben 50 tipi diversi.

Il riso e il sale si possono acquistare nei negozi dei produttori sparsi tra le vie di Aigues Mortes e sono un perfetto souvenir gastronomico da portare a casa in ricordo di questa meravigliosa terra.

Fu il re Luigi IX a volere costruire qui un borgo: prima ci abitavano solo contadini, pescatori
e i benedettini della vicina abbazia di Psalmodie. Il sovrano voleva uno sbocco sul mare Mediterraneo, senza dover usare per forza Marsiglia, all’epoca sotto il controllo del Sacro Romano Impero, così decise che Aigues Mortes (acque morte) sarebbe stato il punto perfetto per un porto fluviale. Da qui il cattolicissimo re partì per due crociate, nel 1248 e nel 1270.

San Luigi concesse molti privilegi al borgo, a cominciare dal commercio per il sale, fece realizzare una strada di accesso tra le paludi e una torre, Tour Carbonniere, con funzione di controllo e di pagamento di pedaggi. In seguito venne costruita anche la Tour Constance e un castello fortificato, oggi scomparso, per proteggere Aigues Mortes e il suo porto.

Non per niente tuttora il re viene celebrato con grandi feste tradizionali, in particolare ad agosto dove tutta Aigues Mortes torna al Medioevo con la rievocazione storica in onore di Luigi IX, e ad ottobre con la fiera per la chiusura della raccolta del sale, che attira gli abitanti di tutta la Camargue.

Questo tuffo nel Medioevo è subito tangibile ad Aigues Mortes, appena superato l’accesso dalla Porte de La Gardette e aver incontrato la Tour Carbonniere, usata in passato anche come forno per il pane, oratorio e carcere.

Nella parte superiore era destinata ai prigionieri politici, ai templari e in particolare agli ugonotti: in particolare si ricorda Marie Durand, che venne tenuta qui per 30 anni per non aver rinnegato la sua fede, e si dice sia stata lei a incidere la parola “resistere” sul pozzo centrale.

Da sopra la torre si ammira uno splendido panorama, dove l’occhio si perde tra i vicoli in basso del borgo e tra la vastità dell’esterno delle mura, verso le saline che si tingono di rosa durante il tramonto, e sulle paludi ricche di uccelli. Anche le mura permettono un giro sui bastioni e regalano emozioni uniche.

Ad Aigues Morte è da vedere anche l’antica chiesa Notre Dame des Sablons, Nostra Signora delle Sabbie, su piazza Louis IX, che il figlio e successore Filippo fece costruire sulla cappella
dove il santo re pregò prima di partire per le crociate.

Ovviamente non può mancare una visita alle saline, motore dell’economia locale. Quelle di Aigues Mortes sono le più antiche del Mediterraneo e le più importanti di Francia: tuttora forniscono il sale a buona parte del Paese. Si possono fare tour in trenino, o con un’auto 4×4 o in bicicletta e si può ammirare anche il Museo del Sale.

La bici è uno strumento perfetto per scoprire la lentezza dei ritmi locali e la natura lungo i canali, tra cavalli, tori e fenicotteri rosa. Una fitta rete di piste ciclabili e di sentieri escursionistici, oltre alle passeggiate a cavallo, permette di vivere appieno il fascino unico
della Camargue e di Aigues Mortes.

Info https://ot-aiguesmortes.com/
https://it.france.fr/it

Foto: Office de Tourisme de Aigues Mortes, Sonia Anselmo

Si ringrazia l’ufficio del Turismo di Aigues Mortes per le foto

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