Miniere Wieliczka, il sale diventa spettacolo vicino Cracovia

Lampadari di cristallo in saloni da ballo e cattedrali, cappelle con altari, statue ovunque e labirinti
di cunicoli. Tutto fatto di sale. Una sorta di misteriosa città sotterranea, con tre chilometri di corridoi serpeggianti e ottocento scalini, scavata nel ventre della terra.

Le miniere Wieliczka, alle porte di Cracovia, sono una delle destinazioni imperdibili della Polonia, visitate ogni anno da più di 43 milioni di turisti, e soprattutto un’inconsueta meraviglia riuscita dalla combinazione del duro lavoro dell’uomo e della natura.

Con le visite si scende dal Pozzo Danilowicz con le guide che spiegano, svelano e mostrano i segreti dei minatori, compresi gli attrezzi che usavano, storie e leggende. La più importante riguarda Kinga, figlia di Bela IV re d’Ungheria e sposa di Boleslaw, principe di Cracovia.

Il mito narra che nel Duecento la fanciulla in occasione delle nozze avesse ricevuto dal padre un pozzo di salgemma dove, in seguito ad una visione, gettò il suo anello di  fidanzamento. Successivamente passando per Wieliczka, spinta da un presentimento, ordinò alla sua scorta di scavare un buco nel terreno e, a pochi metri dal suolo,
come per magia, ecco affiorare un blocco di salgemma con all’interno il suo anello, più si scavava e più si trovava sale. Si dice anche che il matrimonio tra i due non venne mai consumato, essendo la principessa molto devota, tanto da essere stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1999.

Proprio Papa Wojtyla, legato a doppio filo a Cracovia, è un’altra presenza della miniera: la sua statua,
l’unica al mondo sotterranea, si trova alla profondità di 101 metri, nella Cappella di Santa Edvige, una
vera e propria chiesa, con tanto di ottima acustica, usata per cerimonie e spettacoli.

Le miniere Wielicka sono sempre state una fonte di reddito importante per Cracovia: ai tempi di re Casimiro il Grande, che codificò il regolamento dei diritti dei minatori, con la vendita del sale ricopriva un terzo dei ricavi del Tesoro. Anche il buon re è stato omaggiato da una statua di sale, al pari di altri personaggi.

Nei secoli a Wieliczka si sono aggiunti molti pozzi, incrementate le attività e cambiati i sistemi di estrazione, fino al 1996 quando la miniera fu chiusa, iscritta nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco e trasformata in una sorta di museo.

Scendendo sempre più in giù si scoprono numerosi posti scolpiti dall’uomo nella dura roccia salina e si vedono diverse macchine a attrezzature. E soprattutto si incontra la straordinaria abilità dei minatori trasformatosi in artisti e creando con il sale, unico materiale a loro disposizione, un susseguirsi di cappelle votive con altari e nicchie con santi, martiri ed eroi. Scene raccontano leggende popolari polacche, una forma di preghiera, una sorta di protezione scolpendo nel sale eventi sacri come la Fuga in Egitto, la Natività, l’Ultima Cena.

La Cappella di Kinga, la beata principessa, protettrice dei  minatori polacchi, è sicuramente la sala più impressionante di tutto il percorso con un’estensione di 74×17 metri scolpita dai minatori, tutti  autodidatti, che vi lavorarono dal 1869 al 1963. Interamente scavata nella roccia salina, abbagliano i cinque lampadari in parte realizzati con cristalli di sale. Un’immensa cattedrale con tanto di altare maggiore, bassorilievi, crocifissi, ma anche un’incredibile salone da ballo con il pavimento in sale, reso ancora più romantico dal sottofondo musicale di Chopin e lo spettacolo delle luci presentato in riva ad uno dei laghi.

La visita delle miniere Wieliczka continua con altre grotte come quella di Copernico che fu tra i primi visitatori, con la sua statua rigorosamente di sale, la cappella di Sant’ Antonio, la più antica, in stile barocco che data del Seicento, quella di San Giovanni ad una profondità di 135 metri e molto altro ancora.

Sono tante le zone sacre, ispirate alla religione, che esiste anche un percorso apposito per i pellegrini che a fine visita possono anche assistere alla Messa.Non è il solo itinerario specifico, ne sono stati studiati diversi di ogni genere, difficoltà e tempo necessario.

Il più curioso, anche se più impegnativo, è senz’altro quello dedicato ai misteri della miniera di Wieliczka che porta a scoprire gli angoli più nascosti: i visitatori, muniti di lampade da miniera, caschi e assorbitori del monossido di carbonio, vengono accompagnati da una guida specializzata, iniziando l’escursione nel Pozzo Regis, nel centro di Wieliczka, lontano dal percorso turistico. L’escursione permette di osservare diversi scavi interessanti sia dal punto di vista storico che geologico, ma non passa dalla cappella di Santa Kinga e dalle altre più popolari.

Naturalmente per rendere visitabile un simile città sotterranea sono state aggiunte infrastrutture decisamente straordinarie: dall’interessantissimo museo minerario all’immensa sala Wisla con negozi di souvenir,  dall’ufficio postale che rilascia un timbro speciale ai vari caffè per ristoro ed inoltre una serie di locali dove, dietro  prenotazione, si organizzano pranzi, balli e banchetti nuziali. Numerosi sono i concerti che hanno luogo nella miniera, grazie anche all’ottima acustica,  per Capodanno, per Pasqua ed in autunno quelli di musica jazz.

Non manca l’aspetto terapeutico del sale: in tutte le miniere la temperatura è costante di circa 15° C  costante  durante tutto l’anno, mentre alcune zone sono riservate alle terme allergologiche dove i pazienti possono trascorre diverse ore al giorno. Del resto il microclima, saturo di aerosol salino ed iodico, è ideale per tutte le malattie del sistema respiratorio e anche nelle tre ore di normale visita guidata si sentono subito i benefici.

La risalita verso il cielo e la superficie è comoda, nell’ascensore che usavano i minatori nel passato. Così si conclude in bellezza il viaggio eccezionale nelle viscere della Terra delle miniere di sale di Wieliczka.

Info: www.polonia.travel
Foto www.polonia.travel e dreamstime.com
In collaborazione con www.polonia.travel

Lascia un messaggio