Slow, in Francia elogio della lentezza nel turismo

Vigneti, voli in mongolfiera, fiumi navigabili, percorsi in bici, cittadine storiche, castelli.
Sotto il segno del turismo slow.

La Francia esalta il vivere con lentezza, per assaporare il momento, prendersela con calma, cogliere l’attimo con tutti i sensi. Un andamento lento che ben si addice al periodo che stiamo
superando.

In un anno particolare, dove si cerca di ripartire più forti di prima e l’aiuto dell’immersione nel verde rigenerante, la Francia ha molte frecce al suo arco per attrarre visitatori.

Natura, cultura, benessere, gastronomia, coniugati in ogni modo possibile, dalle montagne
ai parchi, dal mare ai vulcani, passando per i giardini, i monumenti storici, i musei.
Dal nord al sud della Francia, concentrandosi sul respiro, sulla voglia di rinascere, sul
prendere tempo per se stessi e arricchire la propria anima.

In questo senso la Provenza è di grande aiuto. Vicina all’Italia, tra mare e monti, offre molte
esperienze slow. Non solo i campi di lavanda che rasserenano con il loro colore viola, tinta
associata alla spiritualità. Ci sono tante altre novità da esplorare con tranquillità.

Ad esempio nella regione Vauclause sul monte Ventoux, riserva della biosfera, sono presenti molti itinerari da fare in bici o a piedi nei boschi, magari con guide botaniche specializzate. Si può andare a scoprire i piccoli villaggi produttori: ciliegie, fragole, meloni, aglio, asparagi, olive, tartufo. Non mancano i vigneti.

Una delle novità del turismo slow è la possibilità di andare a cogliere le erbe aromatiche, così tipiche della cucina provenziale, dal rosmarino al timo, insieme a due signore del luogo che insegnano i segreti: poi, tutti insieme, si va a lezione di cucina per preparare le ricette con gli aromi appena colti. Tutto a km zero, come anche nei ristoranti del Vauclause, zona ricca di panorami affascinanti e dolci e chiare acque che stregarono anche Petrarca come nel borgo di Fontaine de Vauclause.

Inoltre, innumerevoli attività da praticare, come canoa kayak sulla Sorgues, arrampicate sul Luberon e sulle Dentelles de Montmirail, passeggiate, speleologia, arrampicate sugli alberi, atelier dove poter osservare gli insetti o le stelle, imparare a lavorare la ceramica.

Inevitabile una sosta ad Avignone, centro principale di questo lato della Provenza. La novità, in pieno stile slow, è quella di visitare i giardini all’interno del Palazzo dei Papi e compresi nel biglietto: uno è dedicato alle piante medicinali, alla frutta e all’orto, l’altro, per la prima volta aperto al pubblico, si concentra intorno ad una fontana appena restaurata. (www.provenceguide.com)

Da Avignone è facile raggiungere un’altra capitale del turismo slow, Nimes. La città è
perfetta come base per esplorare la zona: collegata benissimo con i mezzi pubblici, si trova a meno di un’ora da Marsiglia (utile anche come aeroporto), dal litorale mediterraneo, dalle colline e dalla Camargue.

Nimes, con la sua storia legata all’antica Roma, offre le vestigia conservate meglio d’Europa, a cominciare dall’anfiteatro, ancora intatto. Nel cuore della città, poi, il grande giardino pubblico, i Jardins de la Fontaine, creato intorno al Tempio di Diana, con una sorgente e una torre d’osservazione panoramica su una collina: diversi sono i sentieri che permettono di conoscere le 350 specie botaniche presenti, oltre a rilassarsi nel verde, in perfetto mood
slow.

In più, Nimes è una perfetta combinazione di architettura moderna e contemporanea, street art e antichi resti storici: un autentico museo a cielo aperto, mentre al Musee de la Romanité ci sono nuovi allestimenti multimediali per per l’esposizione “L’imperatore romano, un mortale tra gli dei”, dal 13 maggio al 19 settembre 2021. (www.nimes-tourisme.com)

Da Nimes la Camargue dista 30 chilometri, con il suo ambiente unico tra riserva e conservazione
della fauna tipica, oltre alla sua storia e tradizione. Ad esempio Aigues Mortes è il luogo perfetto per apprezzare in modo slow la cultura, la natura e la gastronomia tipiche.

Cittadina con le mura, fondata da Luigi IX come porto per la partenza delle crociate, è un incanto
perdersi tra le sue stradine, i palazzi medievali e i ristoranti dove gustare le specialità, dalla carne di toro al polpo e alle patate cresciute nei terreni sabbiosi della zona, così come i vigneti.

Non solo, questa è terra di riso e sale, e proprio nelle saline, appena fuori le mura, si possono fare escursioni specifiche. Tra le altre attività slow: in barca sui canali, birdwatching con i fenicotteri e le altre specie di migratori, gite a cavallo o in bici elettriche, visite alle cantine e agli allevamenti.

Inoltre ad Aigues Mortes si respira il folklore locale con le feste tradizionali, in particolare ad agosto dove tutto il borgo torna al Medioevo con la rievocazione storica in onore di re Luigi, e ad ottobre con la fiera che festeggia la chiusura della raccolta
del sale. (https://ot-aiguesmortes.com/it/home)

Tornando verso il confine italiano e in Costa Azzurra, Antibes si conferma meta preferenziale
per il turismo slow. Passeggiate, sport acquatici, degustazioni gastronomiche, festival di musica,
escursioni per scoprire gli ultimi uliveti selvaggi di Francia, la città vecchia e il suo promontorio sono una boccata d’aria fresca nella natura e nel mare.

Intorno alla punta, al Cap d’Antibes, c’è la riserva naturale subacquea che si può esplorare a bordo di barche a vela alimentate anche da energia solare. Tutto sotto il segno del verde e dello slow. (www.antibesjuanlespins.com)

Un po’ come in Alvernia Rodano Alpi, spettacolare regione nel centro sud della Francia, dove la natura la fa da padrona, ma dove c’è tanto da scoprire riguardo ai piccoli borghi storici, le antiche abbazie, la gastronomia tra formaggi e vino.

E’ terra di vulcani, una curiosità del Paese, dove poter far trekking, sport estremi, passeggiate a cavallo, indugiare nel benessere nelle sorgenti termali come Royat, Châtel-Guyon, Le Mont-Dore che simboleggiano l’età dell’oro della Belle Epoque oppure andare a scoprire i produttori locali tra cantine e allevamenti.

Il Puy de Dome, il picco della regione, vulcano spento, poi offre un panorama straordinario. Lungo la strada un nuovo museo dedicato a Cesare e alle sue battaglie con i Galli, avvenute qui, e un centro benessere specializzato sulla prevenzione con le acque che arrivano direttamente dal vulcano. (www.puy-de-dome.fr)

In Auvergne si può anche fare un volo in mongolfiera, una delle attrazioni slow perfette per
ammirare la meraviglia della natura. (www.auvergnerhonealpes-tourisme.com/en/)

Si può andare in mongolfiera anche nella Valle della Loira: qui ammirare dall’altro il fiume,
i castelli rinascimentali, i loro giardini, la dolcezza del panorama è una delle esperienze emozionanti da fare.

Una visione da un’altra prospettiva di una zona perfetta per vivere in maniera slow. Si può
raggiungere i vari castelli a bordo delle barche, navigando sulla Loira, oppure in bici, dove
sono previsti una serie di servizi utili, come parcheggi riservati, nei 5000 chilometri di percorsi.

Molti sono i castelli, come Chambord o Rivau, dove si possono degustare vini e pietanze fatte con i prodotti coltivati nei loro giardini, davvero a km zero, oppure fare picnic al tramonto nel verde dei parchi.

Tra le novità, al castello di Amboise è possibile fare una visita specifica sui luoghi dove viveva la servitù dei re, cucine e altro, mentre a Clois Lucé, residenza di Leonardo quando era a corte di Francesco I, è stato inaugurato un allestimento multimediale che porta direttamente lo spettatore dentro i quadri e le opere del genio rinascimentale. (www.valledellaloria-francia.it e www.enrouel-centrevaldeloire.com)

In Francia, dunque, c’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere momenti slow immersi
nella natura rigenerante.

Info: https://it.france.fr/it

Foto: Pixabay

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