Cascate Vittoria e il rumore del tuono

Il rumore dell’acqua che si getta in una profonda gola ha il fragore di un tuono continuo. Non per niente gli indigeni hanno sempre chiamato le cascate Vittoria Mosi-oa- Tunya, ovvero fumo che tuona, nome azzeccato, decisamente evocativo e un pizzico romantico.

Per tutti, però, questo spettacolo della natura tra lo Zambia e lo Zimbawe viene apostrofato come cascate Vittoria, con l’appellativo dato da David Livingstone in onore della regina inglese dell’epoca.

L’esploratore britannico fu il primo europeo a vedere questo imponente salto d’acqua: era il 17 novembre 1855 e Livingstone stava percorrendo la parte superiore del fiume Zambesi fino alla foce, un viaggio che durò alcuni anni e che l’aveva già visto imbattersi nelle cascate Ngonye, più a monte.

Arrivando al poderoso salto rimase molto impressionato e lo battezzò cascate Vittoria, mentre la piccola isola che si trova nel mezzo del fiume, poco prima della caduta e che divide due delle cateratte, prese poi il nome dall’esploratore.

In realtà, le cascate Vittoria erano conosciute da tempo immemore dagli indigeni: il primo popolo
ad abitare in zona fu quello dei cacciatori raccoglitori Khoisa. Poi arrivarono i Makololo che,
sopresi dal rumore dell’acqua, le chiamarono Mosi-oa-Tunya.

I nativi però avevano un sacro terrore delle cascate, proprio per il fragore assordante che producono: il rumore si può sentire fino a 40 chilometri di distanza, così come la nebbiolina provocata dall’acqua che cade e gli spruzzi si possono vedere da una distanza di ben cinquanta chilometri.

Fu solo Livingstone ad avere il coraggio di avvicinarsi e poi comunicare al mondo intero la sua “scoperta”. Nonostante fosse contrariato di averle trovate, perché rallentarono il suo viaggio, l’esploratore fu affascinato da tanta meraviglia: in una lettera spedita in Inghilterra scrisse che non si poteva immaginare la bellezza di questa scena.

Livingstone, che era molto religioso, commentò anche che sicuramente gli angeli volavano intorno a questo spettacolo. Di certo, anche oggi le cascate Vittoria è la più imponente al mondo, con una lunghezza di oltre un chilometro, un’altezza di oltre cento metri e il salto più alto, hanno qualcosa di mistico legato al potere della natura.

Un’altra particolarità molto amata è la possibilità di ammirare gli arcobaleni che si formano
facilmente all’apice, così come le nuvole di nebbia che si levano dalle rocce.

Le cascate Vittoria si sono formate in una zona di faglie crostali. Sulla cresta del salto numerose isole dividono il muro d’acqua in più rami. Il livello dipende dalla portata del fiume Zambesi, negli ultimi anni ci sono stati problemi di siccità, ma per questa primavera sembra essere tornato il grande flusso.

L’apice della portata è in aprile, alla fine della stagione delle piogge quando in media arrivano 500.000.000 di litri d’acqua, e il periodo migliore per ammirare l’impatto dell’acqua va dalla primavera all’inizio dell’estate.

Al contrario, verso ottobre e novembre il livello del fiume scende bruscamente al punto che è possibile attraversare alcune parti della cascata e vedere le profondità della gola, che generalmente viene coperta dagli spruzzi: un impressionante baratro dove le acque precipitano.

Alla fine della gola il fiume ha formato una laguna profonda chiamata Boiling Pot (Pentola bollente), proprio per i vortici che si formano nella sua parte alta che ricordano, appunto, una pentola in ebollizione.

Gli europei cominciarono a visitare le cascate Vittoria agli inizi del Novecento del secolo scorso, quando venne costruita una ferrovia. Oggi sono una delle attrazioni naturali più visitate
dell’Africa e sorgono tra due parchi nazionali, il Mosi-oa-Tunya in Zambia e il Parco nazionale delle Cascate Vittoria in Zimbabwe.

Entrambi i parchi ospitano la fauna africana, tra elefanti, bufali, giraffe e scimmie, e anche alcune colonie di ippopotami, al Mosi-oa-Tunya si possono ammirare i rinoceronti bianchi.

Le scimmiette sono presenti anche sui percorsi per ammirare da vicino le cascate Vittoria: una passeggiata di circa un chilometro e mezzo, all’interno del parco nazionale, permette infatti di avvicinarsi in vari punti, compreso un ponte, Knife Edge, dove i più temerari possono anche fare bungee jumping. I percorsi partono dalla statua di Livingstone, eretta a memoria dello scopritore,
vicino alle cascate.

Ormai i nativi, sia dello Zambia che dello Zimbawe, non hanno più paura di questa meraviglia della natura e si sono dedicati al turismo, in particolare tra le attività da fare, trekking, passeggiate, rafting, e si può sorvolare le cascate con un elicottero, mentre nella stagione secca si può fare il bagno nella la Devil’s Pool, sul lato dello Zambia, una piscina naturale panoramica.

Quello che però rimane più impresso, proprio come ai popoli indigeni di altri tempi, è il rumore
delle cascate Vittoria, unito alle nebbiolina che si solleva dall’acqua, il famoso fumo di tuono.

Info
https://victoriafallstourism.org/

Foto Pixabay

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