Johannesburg patria dell’oro e di Mandela

{gallery}SpecialeSudafrica/Joannesburg{/gallery}

È una piccola abitazione in Orlando West diventata un museo per raccontare la vita di Mandela e attraverso di essa l’epopea per la causa razziale: ci sono tantissime memorabilia, fotografie, oggetti personali come i vecchi stivali del leader, e persino una cintura di Sugar Ray Leonard, che il campione di boxe donò a Mandela. Sempre ricordando il dramma del razzismo, così legato a Johannesburg, una tappa importante è il Museo dell’Apartheid che ricostruisce con precisione quel periodo. Per mezzo di film, testi, registrazioni e resoconti dal vivo, il museo offre una visuale esauriente della vita dei sudafricani in quel periodo. Non a caso la visita finisce in un giardino, quasi a simboleggiare la libertà e l’uscita dal tunnel buio della separazione razziale. Soweto, ovvero South Western Townships, è la più grande “townships” (in gergo locale una sorta di baraccopoli) del Sudafrica, oltre che un’estesa aerea urbana di Johannesburg, e ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del Paese. Deve la sua nascita alle miniere d’oro: la richiesta di manodopera portò infatti moltissimi lavoratori neri ad abitare in questa zona. Fin dall’inizio, i neri furono sistemati in aeree periferiche come Brickfields e nel 1904, ufficialmente per contenere un’epidemia di peste, il governo trasferì tutti gli abitanti di colore e gli indiani di Brickfields a Klipspruit, una zona fuori dei confini municipali di Johannesburg, in una sorta di “anticipazione” dell’apartheid. Durante gli anni si aggiunsero altre aree destinate solo al popolo di colore come Pimville e Orlando, dove viveva appunto Mandela. Durante la Seconda guerra mondiale nuovi neri, attirati dallo sviluppo dell’industria e dalle leggi che privarono molte famiglie della terra, arrivarono a riempire la zona. Vivevano in una baraccopoli con modeste abitazioni e capanne di lamiera e cartone che piano piano si espanse sempre di più diventando un agglomerato unico, Soweto appunto. Qui fu costruito durante la guerra un ospedale per il ricovero dei soldati britannici: il Chris Hani-Bargwanath che oggi è il più grande ospedale del mondo. Soweto si è anche trasformata: qui sorgono quartieri residenziali, soprattutto nella parte sudovest, dove vivono persone del ceto medio e non mancano le lussuose ville delle star del cinema o della musica.

{gallery}SpecialeSudafrica/joannesburg3{/gallery}

Da ammirare sono i graffiti intorno a Cooling Towers, la zona di Kliptown con monumenti, locali dove si suona dal vivo e un tipico mercato africano, la Chiesa di Regina Mundi. Sempre legato alla lotta all’apartheid è la Constitution Hill, la fortezza-museo tra i principali luoghi turistici della metropoli. Costruita all’interno dei bastioni dell’Old Fort, che fu una famigerata prigione, si sviluppa intorno alla nuova Constitutional Court, il tribunale che simbolicamente è stato eretto sulle ceneri di un emblema della discriminazione razziale. Ovviamente in quella prigione fu richiuso Nelson Mandela insieme ad altri 156 imputati di tradimento nel 1956. Ancora storia con il Museum Africa: qui si ricordano i processi per tradimento, ma anche l’evoluzione di Johannesburg e c’è anche una discesa simulata in una miniera d’oro, oltre che a una vasta collezione di arte, una sezione geologica, una sezione dedicata alla storia della fotografia con mostre di celebri fotografi sudafricani e una parte dedicata a Gandhi, che visse proprio a Johannesburg. Il museo si trova nel cuore della zona culturale di Newtown, che possiede altri posti imperdibili da visitare. Giusto per alleggerire l’anima dopo tante reminescenze è il Museo dedicato alla birra: il SAB Centenary Centre racconta tutti i segreti della bionda, a partire dalla produzione dei primi africani. Johannesburg è in continua evoluzione, enorme e vitale metropoli: per vedere la sua incredibile estensione niente di meglio che un visita al Top of Africa del Carlon Centre. Dall’alto del 50° piano c’è un panorama mozzafiato di questa tentacolare città che aiuta a capire la sua anima moderna e persino verde. Non mancano infatti i parchi e i giardini, come il Walter Sisulu National Botanical Garden che conserva un pezzo della vegetazione originaria dell’area dove sorge la città ed è la casa di ben 120 specie di uccelli. Nel Johannesburg Botanical Gardens di Thomas Bowler Avenue a Emmarentia si trovano invece splendidi roseti.

{gallery}SpecialeSudafrica/joannesburg2{/gallery}
Mangiare
polpettinesudafricaLe Frikkadels sono delle tipiche polpettine sudafricane, ideali da proporre agli amici come stuzzicante piatto veloce da gustare durante le partite della Coppa del Mondo. Ingredienti per 12 polpettine: 500 g di filetti di pesce affumicato o cotto, 300 g di patate, private della buccia e tagliate a dadini, 60 ml di coriandolo tritato, 2 uova leggermente sbattute, sale e pepe nero macinato, succo di un limone o lime, 250 ml di pangrattato tostato, 2 lime da guarnizione, olio vegetale. Per la salsa Rougail: 3-4 cipollotti finemente tritati, 3 pomodori tipo roma tagliati a pezzettini, 60 ml di coriandolo tritato, sale e pepe nero macinato, olio d’oliva, succo di lime. Preparazione: pulite i filetti di pesce e riduceteli a pezzetti. Nel frattempo fate cuocere le patate in una pentola con dell’acqua. Una volta cotte riducetele a purea, aggiungete i pezzettini di pesce, il coriandolo, le uova e aggiustate di sale e pepe. Bagnate con del succo di limone o lime. Create delle polpettine con le mani e passatele nel pangrattato, infine friggete per 2/3 minuti circa. Per la salsa unite i cipollotti, pomodori, coriandolo, sale e pepe. Aggiungete olio d’oliva e succo di lime. 

Gli stadi

soccercitySoccer City
Il First National Bank Stadium, meglio conosciuto come FNB Stadium o Soccer City, costruito nel 1987, è uno degli stadi principali della South African Football Association, con una capienza di circa 88 mila spettatori. Molti dei più importanti eventi calcistici sudafricani sono stati giocati qui e infatti lo stadio ospiterà la partita inaugurale e la finalissima dei Mondiali. L’esterno della struttura richiama il calabash una zucca che in Africa viene essiccata e usata come bottiglia. La facciata richiama dieci righe verticali, un omaggio agli altri nove stadi del Sudafrica e a quello di Berlino che ha ospitato la finale del 2006.

Ellis Park ellispark_stadium

In questa struttura l’italia affronterà la Slovacchia il prossimo 24 giugno. Conosciuto anche come Coca Cola Park, lo stadio è stato il teatro della storica finale del 1995 quando la nazionale di rugby del Sudafrica sconfisse la Nuova Zelanda, come narra anche il film “Invictus”. La capienza è di 72 mila spettatori e un moderno impiano tecnologico permetterà agli ospiti di rivedere in tempo reale su un maxischermo le più importanti azioni di gioco.
Come arrivare
Le porte d’accesso al Paese sono l’aeroporto di Johannesburg e quello di Cape Town. Sul primo volano ben 18 compagnie presenti anche in Italia, fra europee, africane e mediorientali. Città del Capo è invece raggiungibile con sette aviolinee, la maggior parte europee. Per raggiungere le altre città sudafricane si può usufruire dei collegamenti interni della South African Airways o delle ferrovie Shosholoza e Premier Classe.

compass1ok Clicca qui per vedere la mappa su Google

0 Condivisioni

Lascia un messaggio