I gatti, Hemingway e Key West


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Gli attuali abitanti del numero 907 di Whitehead Street, a Key West, la casa dove il premio Nobel visse dal 1931 e dove scrisse tanti capolavori come “Addio alle Armi” e “Per chi suona la campana”, sono i discendenti del micio di Ernest e della seconda moglie Pauline. Hanno nomi preziosi come Pablo Picasso, Spencer Tracy o Simone De Beauvoir, si fanno fotografare placidi dai turisti e poltriscono a bordo della piscina. Nonostante la fama d’autore però, hanno rischiato di subire lo sfratto e di finire in un gattile. Tutto perché la legge della Florida impone che non si possano tenere più di quattro animali domestici in una casa. Contro i micini si era persino scatenato il ministero dell’Agricoltura di Washington. Ma il consiglio comunale di Key West, dopo una lunga battaglia legale di ben cinque anni, ha deciso di fare un’eccezione e di lasciare i sessanta pronipoti di Snowball dove sono cresciuti. Del resto, i gatti sono una delle attrazioni più importanti della cittadina e della casa museo di Hemingway: il bookstore, oltre a t-shirt, cataloghi e romanzi, vende pure souvenir ispirati agli adorati felini. “I gatti dimostrano un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no”, diceva di loro Ernest Hemingway.

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