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Buddha Park, il parco a tema religioso a Vientiane

Buddha giganti, demoni, serpenti, draghi. Un vero luna park in salsa religiosa. Se non fosse che si è vicini a Vientiane, capitale del Laos, e il Mekong scorre a pochi chilometri, verrebbe in mente di essere in un luogo nato dalla fantasia di qualche cervello strambo, oppure di essere catapultati in un parco dei mostri di Bomarzo in versione asiatica.

A ricordare il particolare giardino laziale è soprattutto la bocca spalancata di un orco che sembra voler inghiottire i visitatori. Qui, come a Bomarzo, è un antro, una porta, verso un mondo parallelo, in questo caso di tutto ciò che è legato alla spiritualità e al divino.

Il Buddha Park, o meglio Xieng Khuan, è un parco dove si ci diverte a giocare a nascondino o a scoprire le oltre 200 sculture, alcune gigantesche, a tema religioso. E’ stato creato nel 1958 dal Luang Pu (venerabile padre) Bunleua Suliat per spiegare ai bambini e ai ragazzi la religione in modo divertente e pratico: il monaco studiò sia il Buddhismo che l’Induismo e questo spiega perché nel suo progetto ci sono sia immagini di Buddha che degli Dei Hindu, oltre a demoni e animali proveniente da entrambe le fedi.

Il parco è frequentato dai laotiani in gita, da famiglie e da turisti estasiati. Il primo impatto è proprio con l’orco che ricorda Bomarzo: qui è la porta di una “zucca” gigante, su tre livelli che rappresentano l’inferno, la terra e il paradiso. Si ha la possibilità di salire direttamente all’eden, entrando dalle fauci del diavolo, tramite una stretta scala che porta in cima e offre una visuale completa della zona.

Ma l’ideale è quello di girare intorno ad ognuna delle duecento sculture e scoprire ogni volta una sorpresa diversa: elefanti, demoni, umani, Dei, danzatrici rituali, mostri, figure mitologiche, teschi, custodi degli Inferi. Fiere, enigmatiche o burlone, le statue sono in cemento, sembrano antiche, ma sono recenti e vengono spesso restaurate, tutte sono decorate nei minimi dettagli. Intorno a loro la vegetazione accende di colore i piedistalli e si insinua tra le fessure, illuminando ogni cosa.

Numerose sono le raffigurazioni di Buddha, Shiva e Vishnu, ma quella più memorabile è lo straordinario Buddha sdraiato. Lungo ben 120 metri, occupa in gran parte il parco e sicuramente è la scultura più fotografata, il simbolo del luogo. Tra le rappresentazioni più impressionanti, anche Indra, il re degli Dei Hindu, che cavalca un elefante a tre teste, e un Dio con dodici facce e molte mani che porgono ognuna qualcosa di diverso.

L’atmosfera è rilassata, più che spirituale si respira un’aria di gioia e divertimento nel silenzio del luogo. L’unica pecca è la mancanza di informazioni e spiegazioni dettagliate sulle statue e il loro simbolismo: al fornitissimo negozio di souvenir e artigianato e al ristorante all’entrata del parco mancano i depliant. Una piccola carenza a cui può sopperire uno dei monaci che controllano il luogo, sempre se si è fortunati ad incontralo.

Info www.tourismlaos.org/

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