Praga tra emozioni uniche e magica bellezza

Ogni volta che si arriva a Praga ci si stupisce della sua incredibile bellezza. Non solo nel Ponte Carlo, nel Castello, nei vicoli di Mala Strana o nella vastità della piazza della Città Vecchia e la Torre dell’Orologio.

Oltre le zone frequentate dai turisti, Praga incanta nelle piccole cose, nei dettagli di chi sa guardare con
occhio diverso un luogo anche se ci si è stati più di una volta.

Emozione pura è lo slogan scelto dall’ente del turismo praghese: ha perfettamente ragione. Praga è un luogo dell’anima, una meraviglia fatta di storia, arte, architettura, che continua a stupire sempre.

C’è sempre qualcosa di nuovo, che non si era visto prima girando per Praga. Già le tante sfaccettature la rendono unica.

Misteriosa con i fantasmi che aleggiano nelle antiche leggende, il celebre Golem e le vicende legate all’esoterismo e all’alchimia, romantica con il Ponte Carlo perfetto per gli innamorati, oltre alle carrozze a cavalli e le auto d’epoca per i tour, splendente sotto il cielo limpido di settembre, avvolta in un manto impercettibile di fascino scuro durante l’inverno, con le statue e le torri che svettano grigie contro un cielo grigio, luccicante per i mercatini di Natale, culturale con i moltissimi musei, intellettuale con i caffè letterari, i concerti di musica classica e gli onori ai suoi artisti, il pittore art deco Mucha e lo scrittore Kafka, solenne nelle tante chiese, verde nei parchi come il Letna, da dove si gode una vista mozzafiato su tutta la città, proiettata al futuro con le aziende innovative di tecnologia concentrate a Holesovice, l’art district, il quartiere di tendenza.

C’è tanto da scoprire a Praga e per farlo al meglio è necessario andare a piedi, camminare tra le strade fermandosi a cogliere i dettagli: i palazzi con i decori liberty, le vetrine con i preziosi oggetti di cristallo boemo dal design classico o contemporaneo, i cigni che nuotano placidi nella Moldava o si riposano sulle sponde del fiume,
gli ibiscus gialli enormi che emergono dai vasi dei ristoranti all’aperto di Staré Mesto, le bolle di sapone
che volano alte davanti a Palazzo Kinsky nella piazza della Città Vecchia, due sposini che posano per le foto
di rito davanti al famoso orologio, il barocco all’interno della Chiesa di Santa Maria di Tyn, simbolo di Praga con le sue due torri gotiche, l’area fieristica così bella nel tramonto ammantato di arancione, le installazioni moderne temporanee come una rete da pesca piena di bottiglie di plastica (un monito per la salvezza dell’ambiente) e un grosso scimmione blu un po’ porno, ma buffo.

Sono, però, gli angoli segreti quelli che emozionano di più, proprio per questa atmosfera da pochi eletti. Come il
giardino dei Francescani, nascosto tra la strada Narodni, già deputata allo shopping nel Settecento, e la fine della piazza San Venceslao, a pochi passi dalla fermata della metro Mustek.

Un’oasi di pace, tra rose fiorite e siepi, dove i praghesi vengono a riposarsi dalla folla di turisti che invade la loro città in ogni stagione: all’ex orto dei francescani del vicino monastero ci si arriva attraversa uno dei passaggi di negozi, una specie di centri commerciali in miniatura al coperto che sono un’altra caratteristica di Praga. Spesso riservano sorprese, come il Lucerna Pasaz, art deco e con la statua di San Venceslao con il cavallo
a testa in giù.

Un’altra curiosità sono i musei, spesso poco conosciuti, come l’interessantissimo Museo del Comunismo, che racconta
il periodo passato sotto il regime sovietico, quello della Tecnica vicino al parco Letna e su una collina di Holesovice con una gigantesca sala destinata ai mezzi di trasporto dell’inizio dell’era industriale, quello dedicato agli effetti speciali del visionario regista ceca Karel Zeman, proprio sotto il ponte Carlo.

Persino la gastronomia a Praga si trasforma in curiosità. Essendo in Repubblica Ceca, patria della birra,
è impossibile non degustarla, ma la sorpresa è data dal vino, risultato dei vigneti intorno al Castello, coltivati sin dal X secolo.

Nel centro si è “perseguitati” dal profumo dolce e inebriante del trdlo, ovvero il manicotto di Boemia, un rotolo di pasta avvolto in spiedini cicciotti e cotto alla brace. I praghesi lo odiano, non parlate mai loro di questa ghiottoneria, che però è diventata in poco tempo un must da assaggiare in città.

Si dice che sia originario dell’Ungheria, quello che è certo che si trova in tutti i Paesi dell’est, ma qui a Praga ne hanno fatto un’arte per prendere alla gola i turisti: sempre più condito e farcito, diventa un impressionante cono riempito di gelato, panna, cioccolato, pistacchio e frutta, anche se quello semplice, senza tante sovrastrutture, resta il migliore, magari spolverato di cannella.

Non c’è visitatore che non cada nel tranello del trdlo, tantissimi sono le pasticcerie apposite e i banchetti sparsi in tutto il centro, mentre in Piazza della Città Vecchia negli stand si cuoce il famoso prosciutto di Praga e in quelli in fondo a piazza San Venceslao si mangiano hot dog.

Ma la magia di Praga va in scena soprattutto dall’alto. Salire sulla Torre dell’Orologio e vedere i tetti rossi,
le cupole delle chiese, le torri della Santa Maria di Tyn, il palazzo del Museo Nazionale di piazza Venceslao, i caffè sulla piazza, in lontananza il Castello e la sua collina è emozione allo stato puro. Non importa quante volte ci sia stati a Praga.

Info: www.prague.eu
Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.czechtourism.com

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  1. AMEDEO SCANU 7 Ottobre 2019

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