Skorpios, l’isola privata di Onassis e dei suoi amori sfortunati

Un triangolo amoroso, ricchezze inestimabili, miserie umane, dolori privati e il jet set inarrivabile ai comuni mortali. L’isola greca di Skorpios ha fatto da silenzioso testimone a una delle storie più avvincenti, quasi una soap opera scritta dalla realtà, della cronaca rosa di tutti i tempi.

Le premesse c’erano tutte: un armatore greco dalla forte personalità, in pratica un miliardario fascinoso che si è fatto da solo, la cantante lirica più amata di sempre, dalla voce cristallina e unica e dall’anima travagliata, una ex first lady americana, simbolo di un’epoca, un’icona di classe e femminilità. Tre protagonisti, tutti con una vita che non è stata rose e fiori, anzi, piena di drammi e tragedie, a volte pubbliche, a volte più intime, e una serie di altri comprimari, anche loro pieni di ferite del cuore: per la serie, anche i ricchi piangono.

Tutto sullo sfondo di un’isola bellissima, con l’acqua azzurra quasi blu, le spiaggette con i sassi, le ville nascoste dal verde, la piccola chiesetta, il molo. Skorpios è passata alla storia per essere l’isola privata di Aristotele Onassis: anche tuttora che la nipote Athina, l’erede, l’ha venduta per una cifra altissima ma segreta
ad un oligarca russo, resta l’isola di Onassis.

Pochi fortunati riescono ad avvicinarsi a Skorpios. In alcuni mesi dell’anno, fino ad aprile, le barche
che portano i visitatori in un giro tra le isole davanti a Lefkada possono avvicinarsi e gli eletti possono
fare anche un tuffo in questo angolo di mare che è finito sulle pagine delle riviste di gossip di tutto il mondo.
Circumnavigando l’isola, con tutti i suoi grandi cartelli che avvisano che è proprietà privata e di stare alla larga, le scene della soap opera reale vengono in mente.

Il grande molo venne costruito da Onassis per far attraccare le barche con gli invitati al suo matrimonio con la vedova Kennedy, nella piccola chiesetta oggi nascosta dalla vegetazione. Il prato all’inglese, perfettamente curato, porta alle ville, quella dipinta di rosa destinata a Jackie, quella padronale e quelle degli ospiti, e all’eliporto. Il sentiero che costeggia il mare era il luogo preferito delle passeggiate dell’armatore con il suo grande amore, Maria Callas. La spiaggetta di sassi che si protende nell’acqua di un blu accecante era quella preferita dall’ex first lady, che fu immortalata qui completamente nuda da un paparazzo, una foto che ha fatto il giro del mondo e che è rimasta nella storia della cronaca rosa. Più in là, le rimesse per le barche, le case della servitù, una piccola costruzione bassa e bianca che ospita le cabine per cambiarsi il costume, la striscia di sabbia che si unisce all’isolotto Skorpidi.

Da estranei, a Skorpios si intravede poco, solo la splendida natura in cui è immersa e l’eleganza che soltanto i soldi riescono a dare. Per il resto, bisogna lasciare tutto all’immaginazione e non è difficile vedere con gli occhi della mente Onassis, la Callas e la Kennedy. Anche oggi che i tre protagonisti sono tutti morti da tempo, sembra quasi di sentire la loro presenza.

Aristotele Onassis acquistò l’isola, all’epoca disabitata, nel 1962 per tre milioni di dracme e progettò le case e i sentieri. Amava moltissimo Skorpios, tanto da voler essere sepolto qui: ha inserito una clausola nel testamento affinché anche se l’isola fosse stata venduta, la sua tomba e quelle dei figli avrebbero dovuto restare qui. E così è stato, anche se la nipote ha ceduto la proprietà al miliardario russo, il nonno, lo zio e la mamma riposano per sempre nel piccolo cimitero accanto alla chiesetta.

Onassis è molto amato in Grecia, al porto di Nidri a Lefkada, dove ci si imbarca per il giro marino, c’è una statua che lo ricorda e si racconta che fosse molto generoso con i compatrioti che gli chiedevano un sostegno, che molte attività del luogo sono nate grazie a lui. Di certo era un uomo fascinoso che si era fatto da solo: nacque a Smirne nel 1906 in una famiglia povera che fu vittima del massacro dei turchi per la riconquista della città, da adolescente venne imprigionato e torturato, riuscì a fuggire in Argentina dove cominciò i suoi affari come, si dice, contrabbandiere di tabacco, e poi come imprenditore durante la depressione economica acquistando le prime
navi e rinvestendo il patrimonio, diventando proprietario di un’enorme flotta e fondando la linea aerea Olympic Airways.

Una vita da romanzo che si riempe con i capitoli dedicati alla sfera privata: nel 1945 sposa l’erede di una delle famiglie greche più ricche, Athina Livanos, che gli darà due figli, Alexander e Christina, mantenendo per volere del padre di lei, i patrimoni separati. Nel 1957 incontra il suo più grande amore, Maria Callas, divorzia dalla moglie da cui era già separato da anni, ma non sposerà mai la cantante, a cui fu legato profondamente per sempre. Nel 1968 si unisce a Jackie Lee Bouvier Kennedy, che presto lo abbandonerà, anche se rimarrà un’assidua frequentatrice di Skorpios. La leggenda, e i gossip, vogliono che tra i due ci sia stato quasi un contratto d’affari, tra camere e vite separate, e che il matrimonio fu celebrato per motivi pragmatici: per lui, considerato un parvenu, una sorta di riscatto agli occhi degli americani che lo hanno sempre osteggiato, oltre che per la cittadinanza USA, per lei, vedova del clan più in vista, quasi una ripicca nei confronti dei Kennedy.

Nel 1973 muore in un incidente aereo il figlio Alexander: Onassis non si riprenderà più da questo immenso dolore, diventerà un uomo vecchio e malandato, per morire solo due anni dopo, da solo in uno ospedale francese. A fargli compagnia una coperta rossa di Hermes che gli fu regalata dalla Callas. “Dovevo sposare la Callas, Jackie è vuota, fredda, superficiale”, aveva detto l’armatore, segno di un amore travolgente che ha riempito le pagine dei giornali rosa dell’epoca. Anche per via della depressione della soprano, iniziata al momento dell’abbandono per la Kennedy e per la morte di un figlio appena nato, avuto da Ari. La Divina morì nel 1977, devastata dal dolore. Anche Jackie ebbe una vita segnata dalle tragedie, con l’omicidio in diretta del marito presidente John.

Persino i comprimari di questo triangolo furono intrisi di drammi, come la figlia di Onassis, la malinconica Christina, che non poteva soffrire la Kennedy, divenne l’erede del patrimonio e morì a 37 anni dopo anni di droghe e anfetamine, lasciando una bambina di tre anni, Athina, colei che non ha nessun legame con la Grecia e oggi ha
venduto l’isola del nonno. Nemmeno il sole che illumina Skorpios, la sua acqua blu e le rive, riesce ad offuscare il ricordo queste vite segnate dal dolore.

Come arrivare: Anek Lines, compagnia marittima di origine cretese, collega l’Italia a varie destinazioni in Grecia.
I traghetti partono da Venezia, Ancona e Bari per arrivare a Corfù, Igoumenitsa e Patrasso. In particolare la rotta
Ancona-Iogumenitsa porta a scoprire la costa dell’Epiro e le isole Ionie, come Lefkada. Dal porto di Nidri, nell’isola di Lefkada, partono piccole crociere di un giorno per le isole più piccole, come Skorpios. Anek Lines offre anche pacchetti turistici su misura per famiglie, studenti e gruppi, con sistemazioni di vario genere, dagli hotel di lusso alle guest house. Info www.anekitalia.com

Info: www.visitgreece.gr
In collaborazione con www.anekitalia.com e www.visitgreece.gr
Foto di Onassis www.onassis.org/en/
Foto di Sonia Anselmo

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