Stromboli, perla nera dell’Eolie

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Sembra qualcosa di primondiale, un viaggio al centro della terra, come ispirò Jules Verne per la conclusione del suo omonimo romanzo. Le colate laviche che si riversano lungo la famosa Sciara del Fuoco, i tre crateri allineati alla sommità, catturano facilmente l’attenzione, ma se si vuole procedere con un’escursione in zona  fino al Pizzo, la cima, per vedere da vicino le eruzioni, bisogna attenersi ai sentieri sicuri creati dall’azienda forestale regionale e dalla Protezione Civile, accompagnati da un’esperta guida, per evitare spiacevoli inconvenienti. Consacrata al fuoco, simbolo sovrano dell’isola, Stromboli è legata alla mitologia: Efesto, appunto Dio del fuoco, la scelse come sua dimora con le fucine situate sotto il vicino Etna. Non solo il rosso accesso dell’eruzioni, però. Offre altri colori: il nero della sabbia vulcanica, il grigio dei pendi, il blu profondo del mare, il bianco delle casette, il verde dei campi terrazzati coltivati a ulivo, fichi e soprattutto vite, che produce uno dei prodotti principe, la Malvasia. Dedicata al turismo, poco abita, ancora incontaminata, Stromboli appare subito con la sua bellezza indomita. Si sbarca a punta Scari e immediatamente in un’atmosfera unica. Dal porto, parte una strada che si immette direttamente all’interno del centro abitato: una rapida salita tra fichi d’India, gerani e bouganville, piena di botteghe tipiche dove si possono gustare le specilità locali,  dai capperi ai pomodorini, dai formaggi di capra ai biscotti come i “giggi”, palline fritte, e i “sesamini”, pasta frolla ricoperta di sesamo, che accompagnano normalmente un bicchiere della rinomata Malvasia.
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La via porta alla piazza e alla chiesa di San Vincenzo. Da qui, si gode una spettacolare vista sul porto e sulla spiaggia di Scari, con lo Strombolicchio, il vulcano più vecchio dell’Eolie, che sporge dal mare come uno scoglio. 
Da piazza San Vincenzo, partono anche vari sentieri, tra rocce e arbusti, che portano sempre più in alto, fino al paesaggio lunare dei crateri. Se invece ci si vuole dedicare al centro abitato, si scopre una curiosità lungo via Vittorio Emanuele: la casa dove Roberto Rossellini e Ingrid Bergam abitarono durante le riprese del film “Stromboli, Terra di Dio”, del 1949. Fu il nido d’amore del regista e dell’attrice, oggi ricordato da una targa. Proseguendo a scoprire le varie stradine, che si aprono in scorci mozzafiato, si ritorna al mare azzurro quasi accecante. Una sosta è d’obbligo a Piscità, zona di numerose calette di spiaggia nere incastonate tra costoni di pietra lavica. Qui si viene ad ammirare il tramonto, altamente suggestivo. Di ritorno, ricordarsi di portare con se una torcia, perchè per volontà degli abitanti Stromboli non è illuminata. Tanto ci pensano i riflessi dell’eruzioni, che sembrano fuochi d’artificio sparati nella notte, a renderla vivida.
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Da non perdere è anche Ginostra, il piccolo villaggio a sud ovest dell’isola, con il suo porto e le casette accessibili tramite una ripida mulattiera, da percorre a dorso d’asino, il taxi locale. Da qui si arriva anche alla spiaggia di San Lazzaro, una delle più belle e amate, circondata da rocce e dal mar cobalto. I fondali, ricchi di pesci di ogni genere, sono il paradiso dei sub, che qui trovano anche un relitto di una vecchia nave militare. L’ideale per scoprire tutte le meraviglie di Stromboli è un giro con una barca: così si potranno godere tutte le visioni possibili, le varie spiagge, il canalone dei detriti del vulcano, le punte rocciose, gli scogli, le piscinette di Ginostra (piccole lagune racchiuse dalle rocce con l’acqua verde smeraldo), senza scordare Strombolicchio e il vulcano sempre agitato. Una natura incontaminata e una tranquillità ancora più sentita fuori stagione per questa isola considerata la perla nera dell’Eolie.
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Foto di Michela Sabatini
In memoria di Mirella Sabatini

 

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