Lago di Braies, mondo incantato tra natura e leggende

lago di Braies Alto Adige

L’acqua emette verdi riflessi, giocando con il sole, un tronco solitario galleggia, gli alberi fino alle sponde incorniciano suggestivi angoli, la casetta diventata famosa è un via vai di gente che vuole noleggiare un barchetta a remi. Tutt’intorno nel perimetro del lago di Braies va in scena la meraviglia della natura, supportata dalla popolarità televisiva.

Dopo l’enorme successo della fiction “Un passo dal cielo” con Terence Hill, nelle prime stagioni, e poi
con Daniele Liotti, il lago di Braies è il luogo “must see” dell’Alto Adige. Tutti vogliono venirci almeno una volta nella vita.

Per fortuna, dopo il picco di notorietà e l’invasione turistica, ora sono stati messi alcuni paletti per
rispettare la maestosità, lo splendore e anche la spiritualità che vengono emanati da questo lago circondato
dalle vette delle Dolomiti e dall’imponente parete rocciosa della Croda del Becco.

L’accesso è limitato: chi viene con l’auto, una volta che il parcheggio è pieno, viene rispedito via. Meglio arrivare con la bici e con i comodi mezzi pubblici dell’Alto Adige: attenzione, però, bisogna premunirsi di biglietto per il bus navetta comprandolo on line al sito www.prags.bz/it/. E’ valido per una corsa specifica,
con data e soprattutto ora prestabilita, le navette partono da Dobbiaco, passando anche per Villabassa, o
da Monguelfo e alle stazioni ferroviarie di questi borghi è possibile acquistare i ticket rimasti per i bus. Il biglietto è valido anche per il rientro, costa 10 euro a persona e non è modificabile.

Il primo impatto con il Lago di Braies è proprio con la casetta a palafitta dove vive il Comandante del Corpo Forestale della fiction: in realtà è un capanno con pontile che serve per il noleggio delle piccole imbarcazioni a remi con cui si può fare il giro.

Da qui parte il sentiero che segna il perimetro dell’intero lago di Braies: non particolarmente complicato, rivela solo una discesa ( o salita a seconda di come si imbocchi il percorso) leggermente impervia, ma regala scorci panoramici imperdibili. Inoltre, la folla sparisce via via che si procede con la camminata, per concentrarsi soprattutto nella spiaggia vicino all’inizio del sentiero e nella zona con i punti ristoro.

Il sentiero del lago di Braies è capace di donare emozioni per la bellezza del luogo, creando un’atmosfera
rilassante e pacifica. Andando avanti a piedi si nota ogni piccolo dettaglio e ogni caratteristica diversa: in alcuni punti del percorso gli abeti chiudono la visuale sull’acqua che lancia bagliori smeraldini
alla vista, in altre zone il bosco sembra prendere il sopravvento, le panchine in legno posizionate sapientemente offrono la possibilità di riposarsi e di ammirare il panorama unico, così come
le spiagge di sassi sono ottime soste relax, un piccolo ruscello che si deve guadare stando attenti a non bagnarsi le scarpe, alle spalle i segni della grande frana di qualche anno fa.

La tentazione di entrare in acqua è forte. Ma essendo il lago di Braies tra i più profondi dell’Alto Adige,
con 36 metri, oltre ad essere molto freddo come temperatura, non è balneabile e potrebbe diventare pericoloso.
Solo qualche bambino prova a mettere i piedi a bagno mentre i cani sembrano godersi alla grande la possibilità
di zampettare nel lago.

Immerso nel parco naturale Fanes-Senes-Braies, il lago di Braies si trova in fondo alla valle omonima e si è
formato secoli fa in seguito a diverse colate detritiche torrentizie che hanno bloccato il corso dell’acqua,
che oggi si colora dal turchese allo smeraldo e fa rispecchiare le montagne circostanti.

Uno scenario magico che sollecita la fantasia e le leggende. Si dice che il Lago di Braies sia la porta del regno sotterraneo dei Fanes, un’antichissima popolazione originaria delle Dolomiti. Le loro storie sono una tradizione
ladina tramandata per via orale e offrono un ciclo di racconti mitologico e misterioso tra personaggi magici e poteri sovrannaturali. La leggenda narra che i Fanes si nascondano ancora tra le montagne e aspettino la
rinascita del loro regno. Ammirando la bellezza incontaminato del lago non si fa fatica ad immaginare che possa essere davvero l’accesso ad un mondo incantato.

Il lago di Braies ha ispirato anche un’altra storia, stavolta sulla sua formazione. Un tempo le montagne intorno erano abitate da selvaggi, cercatori di oro e pietre preziose, la cui lucentezza amavano sopra ogni cosa, per poi commerciare i preziosi raccolti e creare oggetti diversi. Quando arrivarono dalla valle alcuni pastori
per far pascolare il loro bestiame sui prati verdi e fioriti intorno al Lago di Braies, i selvaggi mostrarono loro
i tesori e regalarono collane e anelli fatti a mano. Ma l’oro divenne un’ossessione per gli avidi pastori che cominciarono ai derubare gli ingenui locali, che cercarono di difendersi alle imperterrite malefatte. Alla fine aprirono le fonti sotterranee, che si unirono formando una vasta superficie d’acqua e inghiottendo le loro ricchezze. Si formò il lago che separava la valle, che era quella di Braies, dei pastori dalle montagne dei selvaggi: per questo è denominato anche il lago selvaggio di Braies.

Non solo leggende, sulle rive si respira anche un pochino di Storia. La piccola chiesetta, consacrata alla Madonna e costruita agli inizi del Novecento, sorge sulla sponda della zona ristoro e ha visto due episodi: qui l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco, e la moglie pregarono poco prima di essere assassinati a Sarajevo e dare il via alla Prima Guerra Mondiale, e poi agli inizi di maggio del 1945 vennero liberati alcuni prigionieri illustri di Hitler, che erano imprigionati proprio all’hotel sul lago di Braies per essere giustiziati.

Oggi si respira un’atmosfera di gioia e di relax, tra famiglie in gita, escursionisti e amanti della natura che trovano nel lago di Braies una meraviglia assoluta dai riflessi smeraldo.

Info: www.suedtirol.info/it

Foto di Sonia Anselmo

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