Borghi delle Dolomiti, tra natura, tradizioni e artigianato

C’è un fascino nella strada di montagna, tra i borghi delle Dolomiti, che parte dalle indicazioni stradali, da quei cartelli marroni con le scritte bianche che indicano i passi.

La strada che sale diventa una conquista, conquista automobilistica per le quattro ruote, conquista di intrepide curve per le due ruote, conquista di fatica per i ciclisti. La strada che sale a Passo Fedaia svela e nasconde la Marmolada, Regina delle Dolomiti Patrimonio Unesco.

A Malga Ciapela la parete è conquistata dalla Funivia Marmolada Move To The Top. Da qui la strada, tra i borghi delle Dolomiti, si allarga e presenta le infinite pendenze che hanno fatto di questo uno dei passi “mito” del ciclismo. Prati e fienili da un lato lasciano respirare lo sguardo, la parete calcarea dall’altro lato mozza il fiato per l’imponenza.

Poco dopo il passo si apre il Lago di Fedaia: sulle fredde acque grigio-azzurre la Marmolada si getta con un ampio, deserto e grigio piano inclinato che riporta le tracce del ghiacciaio che biancheggia più in alto.

Ma è già il momento di scendere, ritornando sui propri passi alla scoperta di alcuni borghi delle Dolomiti vere e proprie perle per chi abbia la pazienza di fermarsi lungo la strada.

Scendendo, lo sguardo scopre un panorama diverso. Per il primo tratto la “parete delle pareti”, quella del Civetta, sembra quasi chiudere la valle. La strada scivola ripida e i tornanti della salita sembrano annodarsi uno sull’altro. Se possibile la pendenza sembra addirittura maggiore della salita.

Siamo nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco, in comune di Rocca Pietore, paese che si stende dal passo Fedaia e dalla Marmolada Regina delle Dolomiti giù lungo la Val Pettorina e la Val Cordevole fino ad Alleghe.

Rocca Pietore ha ottenuto la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano per la qualità della sua accoglienza turistica e per la sua autenticità e due dei suoi borghi delle Dolomiti, Sottoguda e Rocca Pietore, sono stati insigniti del riconoscimento “Uno dei Borghi più belli d’Italia” nel 2016.

Sottoguda, ai piedi della salita per Malga Ciapela, è rinfrescato dalle tumultuose acque del torrente Pettorina. Basta entrare nel piccolo borgo per sentire un’atmosfera rilassata e tranquilla.

Bellissimi tabièi, fienili costruiti in legno e pietra, un tempo usati come depositi per il fieno e ricovero per gli animali, oggi sono lo splendore di un borgo in cui la passione degli abitanti si legge in ogni balcone fiorito e in ogni finestra decorata.

La stradina che sale verso la chiesa è un continuo susseguirsi di angoli suggestivi. E la chiesetta dalle bianche pareti e il tetto ricoperto da scandole di legno, risparmiata dall’incendio del 1881, è di netta impronta dolomitica.

Dalla chiesa si sale a sinistra e ci si addentra tra stretti vicoli, si cammina su passaggi erbosi. Lo scuro legno dei fienili è ravvivato dal rosso, rosa e viola di gerani e petunie. Il silenzio è quello dei paesi di un tempo, un’aria frizzante avvolge il visitatore che all’improvviso scorge una fontana che gorgoglia o una erbosa e silenziosa piazzetta.

Dalle finestre curiosi si sporgono gnomi di pezza o manichini vestiti in abiti tradizionali. Il paese si allunga costeggiando il torrente e lascia spazio, sui pendii che lo circondano, a “el bosch di faièr”, una delle faggete più alte d’Europa.

In un percorso ad anello di circa due chilometri attraverso la faggeta, si può percorrere “La Via della Meditazione” realizzata dagli abitanti del borgo, leggendo frasi dedicate alla montagna.

A pochi passi dal centro, il silenzio del borgo lascia spazio ai suoni delle botteghe artigiane che conservano le antiche arti della lavorazione del ferro e del legno, materiali che portano in sé la storia di questa terra, di antica tradizione mineraria e ricca di boschi.

Artigianlegno Marmolada è il regno dell’antica arte della scultura. Mario Baldissera ha imparato i segreti dai maestri della Val Gardena e crea figure sacre d’intensa espressione, quadri che sono mirabili mosaici di legno, gnomi, oggetti per la casa, decorazioni natalizie. Lo si può ammirare, Mario, mentre scolpisce all’interno della sua bottega. Il bancone intanto espone originalissimi gioielli nati dalla creatività del figlio Enrico e la compagna Erica.

Il legno di faggio o di ciliegio viene intagliato con il laser e decorato con cristalli. Ne nascono orecchini, ciondoli e bracciali che uniscono arte antica, modernità e passione per la montagna.

Altra particolarità sono i barometri naturali realizzati su una tavola di legno decorato su cui un sottilissimo fusto di un alberello di abete rosso con un ramo, segnala il meteo. Dopo averli ammirati all’esterno delle case del paese, questo è il posto giusto per acquistarne uno da portare a casa.

La Fosina dal 1923 porta avanti invece la tradizione del ferro battuto. Carlo e Davide De Biasio sono la terza generazione che lavora nel laboratorio di famiglia. Il nonno imparò l’arte, ancora una volta, in Val Gardena per portare poi nel paese di origine il lavoro del fabbro.

Da utensili e cucine economiche degli inizi del Novecento si è passati al ferro battuto artistico negli anni Cinquanta. Le farfalle colorate di tutte le dimensioni sono il soggetto più famoso. Il laboratorio si apre accanto al negozio e si può osservare il lavoro degli artigiani, tra le scure pareti annerite dal fumo della forgia.

Da un foglio di lamiera un processo di disegno, taglio, cesellatura, sbalzo, saldatura, decorazione, utilizzando gli utensili dei nonni, porta alla creazione di impressionanti aquile, camosci, draghi o preziosi vassoi.

Riprendendo la strada verso valle e tra i borghi delle Dolomiti, poco distante l’indicazione verso Palue non va di certo ignorata. Ad accogliere il visitatore il graffito realizzato dall’artista Dunio Piccolin rappresenta la giornata di un tempo.

Addentrarsi tra le stradine di Palue riporta indietro nel tempo, tra fienili restaurati e abbelliti non solo da fiori ma anche da fotografie degli abitanti del secolo scorso e poesie di Maria Luisa Daniele Toffanin.

Da un mirabile esempio di collaborazione tra i residenti e i proprietari di case vacanza, è nata una interessante e originale mostra che racconta la storia della vita di montagna dal punto di vista delle donne. L’appassionata visita guidata condotta da Marisa e Lorena accompagna a rivivere
la vita delle donne, entrando nei vecchi tabièi restaurati e aiutati da oggetti originali di fine Ottocento e inizi Novecento, provenienti dalle case del borgo.

Può anche capitare, sostando vicino a una delle fontane del paese, di incontrare Corinna intenta nell’arte, imparata dalla nonna, di creare “scarpèc” ossia le tradizionali calzature fatte in stoffa riciclata.

Lasciata l’atmosfera incantata di Palue, scendendo ancora verso valle si seguono le indicazioni per la Digonera, strada dalle mille curve che non lascerà indifferenti i guidatori. Conviene poi deviare verso Laste, una manciata di borghi delle Dolomiti sparsi sulla montagna.

Una facile e altrettanto suggestiva escursione porta a scoprire le bellezze un po’ nascoste di Laste. Da Davare si imbocca una comoda carrareccia che inizia tra il bosco. Poi il panorama si allarga su prati e pascoli. La vista si apre su un tripudio di cime dolomitiche: Lagazuoi, Tofane, Averau, Cernera, Monte Pore, Pelmo, Civetta.

A Malga Laste la sosta è d’obbligo: qui il formaggio nasce da un paiolo di rame scaldato a legna. E dopo aver dato una veloce occhiata alla stanza in cui la trasformazione del latte sa un po’ di magia, conviene sedersi per degustare il piatto di formaggi e salumi della malga.

Un’ultima breve salita porta a svelare per poco anche la Marmolada, cuore delle Dolomiti. Si scende quindi per la medesima strada della salita seguendo poi le indicazioni per Ronch. La Valle del Cordèvole si apre agli sguardi fino a quando alcuni imponenti monoliti si stagliano tra i larici. Gli enormi massi di roccia sono la palestra ideale per chi vuole arrampicarsi tra quella che sembra una città di roccia.

La mini-ferrata Sass de Ròcia, seppur breve, accompagna al suggestivo Bivacco Pian delle Stelle.
Il percorso scende passando il borgo di Ronch che guarda il Civetta, per poi girare fino a Laste con la chiesa, alta su un piccolo rilievo a controllare antichi fienili.

Ritornando verso valle le strade di montagna da scegliere sono molteplici, verso altri mitici
passi dove si è scritta la storia del ciclismo, dove in silenziosi luoghi riecheggia la storia della grande guerra, dove antichi borghi delle Dolomiti conservano la vita antica della montagna. Strade che portano a scoprire l’immenso delle Dolomiti.

Info
www.visitmarmolada.com

Artigianlegno Marmolada
www.artmarmolada.it
www.gioiellideem.it

La Fosina
www.lafosina.com

La storia siamo noi – Associazione Palue
Mostra “Donna Testimone di Memorie”: visita guidata tel. 335 7180482 Sig.ra Marisa

B&B Ciesa La Vèrda
https://ciesalaverda-sottoguda.weebly.com/

Foto: Vittorio Galuppo, Eva Vallarin

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