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Positano, tra moda, mare e mitologia

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Antiche leggende sono legate a questo borgo incantevole come quella della Madonna Assunta: si racconta che nel XII secolo una nave che trasportava un quadro  della Madonna, in mancanza di vento, proprio davanti a Positano, non riusciva a prendere il largo, quando i marinai udirono una voce, proveniente dal quadro
della Vergine, che sussurrava posa posa. I marinai posarono il dipinto sulla riva e lo consegnarono agli abitanti. Da questo evento prese il nome Positano. Fu così che venne costruita la chiesa di Santa Maria Assunta, con la grande cupola maiolicata, per custodire la veneratissima icona. Sin dai primi del Novecento, pittori, scrittori, musicisti e personaggi del jet set internazionale frequentandola, le conferirono quel tocco che ne ha creato il mito. Un dedalo di case bianche, rosa, gialle che si snoda a spirale sopra i terrazzamenti, un saliscendi di vicoli, scalinate, piazzette e un susseguirsi di boutique e negozi artiginali che hanno contribuito a far conoscere la “moda mare Positano” in tutto il mondo: borse in paglia intrecciata e decorata, abiti e pantaloni in puro cotone o lino ricamati, cappelli e soprattutto sandali e infradito di ogni foggia e colore. Pure nell’Odissea c’è un accenno a Positano. “Alle Sirene giungerai da prima che affascinan chiunque i lidi loro con la sua prora veleggiando tocca. Chiunque i lidi incautamente afferra delle Sirene e  n’ode il canto, al lui nè la sposa fedel, nè i cari figli verranno incontro su le soglie in festa”. Nel dodicesimo libro dell’Odissea, Omero metteva in guardia Ulisse dal fascino del canto delle Sirene al largo dell’attuale Positano, sulla rotta verso Itaca, e, la pericolosità di questo tratto di mare è rilevato dalla presenza di numerosi relitti che sottolineano il mito delle Sirene. Il culto delle Sirene risale al periodo greco e  la presenza di queste entità è da sempre localizzata nelle vicinanze di scogli e rupi che rappresentavano  in lontananza un punto di riferimento per i naviganti, ma anche insidie per le imbarcazioni poichè in queste zone le correnti erano così forti che i natanti finivano per infrangersi sugli scogli. Forte di questa fama, gli isolotti de ” I Galli ” di Positano sono entrati nella leggenda. Secondo la mitologia, questo piccolo arcipelago (Gallo Nero, la Roronda e la Castelluccia) offrì rifugio proprio a Partenope, Leucosia e Ligia, le tre sirene che alcuni  ritenevano essere metà donne e metà pesci, altri, invece, credevano essere metà donne e metà uccelli. Non a caso Li Galli furono anche chiamati gli isolotti de “Le Sirenuse” . Oggi queste piccole isole di Positano, a prescindere dalla proprietà, ricadono nel Parco Marino di Punta Campanella, inaccessibili, riescono ad ospitare le famose lucertole azzurre che altrove sono quasi completamente scomparse. Nel Ventesimo secolo questi isolotti stegarono alcune  celebrità che ne diventarono proprietari. Il prmo tra questi fu il famoso coreografo e ballerino russo Leonide Massine, seguito da Eduardo De Filippo e, infine, da un altro celebre ballerino russo: Rudolf Nureyev. Tutti sedotti da questi 40 mila metri quadrati di paradiso con i resti di un’antica villa  romana e la villa ristrutturata da Le Coubousier. L’ideale per scoprire poco a poco Positano è raggiungerla via mare, noleggiando un’imbarcazione o usufruendo dei servizi di linea. Il panorama che vi si  presenta è di quelli che colpisce direttamente il cuore e gli occhi, difficile da dimenticare.
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