Pergola e Sant’Angelo, unicità e archeologia nelle Marche

il cielo sopra Pergola

Per chi sia appassionato di antichità è spesso difficile avere l’occasione di osservare qualcosa di intero, completo. Per fortuna grazie alle ultime tendenze in fatto di allestimenti museali, i frammenti vengono inclusi in presumibili contesti, piano piano riusciamo a ricomporre l’integrità. Anche dei popoli conterranei, che ci hanno preceduti, in realtà sappiamo bene poco.

In questa stratificazione di conoscenze ci sono scoperte che accendono i riflettori, che ci lanciano verso affascinanti ipotesi. La Regione Marche conserva ben due tesori unici dell’Antico Impero Romano. A Pergola il complesso dei Bronzi dorati e a Sant’Angelo in Vado la Domus del mito.

Il ritrovamento dei Bronzi a Cartoceto, una frazione di Pergola, fu casuale nell’estate del 1946 e per quale sorte siano finì là è un mistero. Già da subito sembrò chiaro che le statue erano state interrate in buche scavate di proposito, non essendo altri tipi di scavi o indizi di qualunque genere che faccia presume che fossero parei di altro.

Questo fa pensare che le statue furono nascoste, da chi e per quale motivo è oscuro, in letteratura, narrazione orale non si ha notizia di un accaduto simile. Di certo c’è il complesso statuario è di raffinata fattura e i personaggi rappresentati sono di rango elevato. Ma chi sono? La statua meglio conservata è quella di una nobile donna, come denota l’anello indossato e mostrato, e non più giovane, un’altra giovane donna faceva parte del corteo come la parte bassa di un abbigliamento femminile ritrovato.

Due sono le statue equestri, una completo di cavaliere. Il vestiario ci testimonia che fosse un militare di alto rango colto nel consueto gesto di saluto, il cavallo porta una bardatura raffinata, che conferma l’importanza dell’uomo. L’altra statua equestre è parziale, del cavaliere abbiamo le gambe con calzari patrizi, frammenti del braccio sufficienti per poter affermare che fosse collocato nella stessa posizione di saluto. L’opera dovrebbe essere stata realizzata nel I secolo a.C. Gli indizi per determinare identità sono pressoché inesistenti, per cui si possono formulare solo congetture.

I Bronzi Dorati dopo secoli di pace hanno peregrinato un bel po’ tra gli spostamenti per il restauro e destinazioni temporanee. Nel 1999 ritornano a Pergola, la popolazione si mobilita per impedire che vengano di nuovo spostati, con tanto di presidio al museo e attimi di tensione. Si giunge a un accordo, i Bronzi rimarranno a Pergola solo se verranno garantite norme di conservazione e sicurezza adeguate, il museo era già stato predisposto e tuttora permane a custodire in maniera ottimale gli antichi capolavori.

La loro collocazione li rende fruibili in ogni dettaglio, in quanto sono posti come in palcoscenico, un’installazione semplice che permette di osservarli ad altezza normale e da vicino, senza sforzo. Bronzi mostrano quasi integra la loro doratura, effettuata con foglia d’oro. Si può dialogare con la matrona, viene la tentazione di accarezzare i cavalli, il militare impone la sua autorità, pur nella sua incompletezza si avverte che il complesso statuario era, forse, destinato a testimoniare potere. Alle statue veniva affidato il compito di ricordare chi comandasse sul quel territorio, questo messaggio i bronzi dorati di Cartoceto lo trasmettono forte e chiaro.

Nell’ex-convento di San Giacomo oltre ai bronzi incantatori c’è un ricco panorama della vivace Pergola. Il livello delle opere dimostra che la città ha goduto di agio economico. Sul finire del 1700 la Città marchigiana fu sede della zecca papale, anche se poi fu la prima a ribellarsi allo Stato Pontificio per passare al Regno d’Italia.

Nel museo, che si snoda attorno al chiostro, ci sono reperti romani tra i quali un bel mosaico con decorazioni geometriche, la collezione numismatica con le monete “made in Pergola”, la pinacoteca include opere di provenienza locale, compresi tra il XIV e il XVIII secolo.

Altra unicità marchigiana per chi sia in cerca di visioni d’insieme sul passato è Sant’Angelo in Vado (PU), che dista circa un’ora di auto da Pergola, al netto delle tantissime fermate possibili. Sant’Angelo si trova lungo la via di Bocca Trabaria, che collega Fano a San Giustino Umbro, ma che fu l’asse portante di un sistema commerciale, che basava il proprio business sul legno. Intorno a questa preziosa materia prima si creò un indotto artistico.

Sant’Angelo era rinomato per la realizzazione di cornici e ebanisteria. La Chiesa di Santa Maria Extra Muros con i suoi 14 altari di legno lavorato ci testimonia questa peculiarità vadese. Chissà forse anche l’antica famiglia romana si era arricchita con il legname, così tanto da permettersi un casa lussuosa. Pur essendo piuttosto superficiale, la grande villa patrizia è rimasta a lungo sconosciuta. Gli scavi hanno portato alla luce un vasto mosaico che costituiva il pavimento della parte di rappresentanza.

Una planimetria completa in ottimo stato di conservazione, un vero miracolo. L’ampio affresco musivo, dà alcune conferme e tante domande. Partendo da osservare ciò abbiamo, balza all’occhio la qualità dei mosaici, chi erano gli artefici? Il livello artistico di questo genere richiede molta pratica, quindi si può pensare che fossero artigiani specializzati che si muovevano in base alle committenze.

Almeno che l’antica Tifernum Mataurense godesse di un’opulenza straordinaria a noi sconosciuta. Tutte le sette stanze si affacciano sul quadriportico al centro del quale si trova l’impluvium. Nella sala di accesso il tema raffigurato è quello di Poseidone con la sposa Anfitrite, sulla destra si trova lo studio del padrone di casa, ornato da Dioniso, poi la stanza riservata alle donne come ci indica la medusa. Le stanze conviviali mostrano opulenza di cibi, sono rappresentate scene di caccia.

Pesci in lotta tra di loro, come a dire che il padrone di casa può offrire qualsiasi tipo di prelibatezze agli ospiti. La villa era dotata anche dell’angolo termale. Gli scavi devono essere ancora completati, ma è chiaro che la struttura era complessa, i resti di ceramiche
trovate ci indicano che la famiglia godeva di agiatezza. La casa risale al primo o secondo secolo D.C., fu abitata con usi diversi fino al quarto secolo, quando a seguito di un incendio fu abbandonata.

La buona fortuna di Sant’Angelo in Vado ha perdurato a lungo, come dimostrano le chiese e il museo. Fu patria di Taddeo e Federico Zuccari, grandissimi pittori del tardo Rinascimento.
Nel Museo Civico Antiquarium si può ammirare un ritratto di famiglia, ovvero il soggetto è la Madonna con Bambino tra santi è la scusa per mettere in posa la famiglia Zuccari.

Dove Mangiare: Sulle colline che circondano Pergola il piacere del cibo preparato con cura La Locanda dei Magnoni.Qui esagerano, ovvero si potrebbe dire che hanno una filiera molto corta e tenuta sotto controllo. È una cucina fucina dove si preparano ravioli e paste ripiene, insaccati e salumi. Nel servire l’antipasto, Tiziana, ci precisa che il pecorino non lo fa lei, ma è di un vicino pastore. Il menù proposto, partendo dagli ingredienti del territorio parte dalla superba tradizione casalinga, con tutte le variazioni che sa fare chi ha passione e creatività.

Sant’Angelo in Vado e Pergola condividono anche una inebriante eccellenza: il tartufo. Da ricordare che a ottobre si svolgono le Mostre del Tartufo sia Sant’Angelo e che a Pergola.

Pur essendo un territorio non esteso si contano altri due prodotti tipici pergolesi, oltre al tartufo. Il vino rosso Pergola che ha ottenuto la DOC nel 2005, Il Visciolato prodotto dalla macerazione delle visciole nel vino. Per il Visciolato di Pergola, nel 2015, è stata istituita la denominazione comunale, la produzione è minima, inoltre a pochi chilometri pur utilizzando vini e visciole ma con altro procedimento si ottiene un risultato molto diverso.

Negli ultimi anni si è aggiunto il Visciolato con cioccolato, mettere insieme visciole, vino e cacao è una bella sfida, vinta esplorando le diverse alchimie dei produttori pergolesi. Detto ciò almeno una visita a un cantina è doverosa.

Villa Ligi è una cantina storica di Pergola, parlare con Francesco Tonelli è un compendio di storia eno-antropologica della Città. Il Signor Tonelli è orgoglioso dei suoi vini, a buona ragione, e del territorio. Impegno costante nel promuovere le buone pratiche, come la Doc per i vini e la De.Co.per il Visciolato

Info:

Museo Bronzi Dorati http://www.bronzidorati.com/
Ufficio accoglienza turistica per Domus del mito
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/index.php?id=8957
Villa Ligi
http://www.villaligi.it/
Locanda Magnoni
Obbligatorio chiamare per concordare il menù https://www.facebook.com/pg/AgriturismoLocandaMagnoni/about/?ref=page_internal

Foto di Maria Luisa Bruschetini

0 Condivisioni

Lascia un messaggio