Palazzolo, archeologia e natura nel borgo di Sicilia

Palazzolo Acreide è inserito nel sito seriale Unesco del Barocco siciliano, importante riconoscimento che però lascia solo intravedere la sua ricchezza, ed è stato appena nominato tra i borghi più belli d’Italia.

Palazzolo si stende sull’altopiano Ibleo, il territorio è segnato da due vertici, da una parte il torrione roccioso da dove il Castello dominava la valle dell’Anapo e quasi di fronte il colle dell’antica Akrai con il teatro greco e un’ampia archeologica.

Si dice che i siracusani risalendo la valle attraverso il fiume Anapo scelsero questo punto per fondare la loro prima colonia, osservando il paesaggio dalla Via Panoramica è facile capirne il motivo.

Un paio di scarpe comode e la scoperta di Palazzolo può iniziare, ovviamente dalla sua anima più antica: Akrai, per respirare quella densità di vite e di storie che lasciano spazio alla fantasia. Ci accoglie un breve tratto della Selinuntina, che già in epoca greca, collegava Siracusa a Selinunte.

Entrati a teatro viene voglia di mettersi seduti e aspettare il prossimo spettacolo. Lasciamoci, invece, prendere dalla curiosità che ci spinge a esplorare l’area circostante.

Il promontorio è segnato dalla presenza di grotte che furono tombe, un affascinante bassorilievo scavato nella parete rocciosa, basamenti di templi, fino a quel che resta di una “niviera”, costruzione settecentesca per la produzione di ghiaccio.

Da dieci anni le operazioni di scavo nell’area archeologica sono condotte dell’Università di Varsavia, con particolare attenzione al periodo tardo romano, le sorprese non mancano.

Scendendo verso il centro storico, lungo il corso Vittorio Emanuele, si incontra la Chiesa dell’Immacolata. All’interno una dolcissima Madonna con il bambino ci acquieta l’animo dalle frenesie barocche. L’opera fu realizzata da Francesco Laurana, scultore dalmata, attivo in Sicilia nella seconda metà del XV secolo.

Tra le varie ex dimore nobiliari si fa notare l’elegante palazzo Judica, dove visse il Barone Gabriele Judica che tanto si impegnò negli scavi archeologici a Palazzolo da far collassare le ingenti risorse familiari.

Eccoci nella Piazza con il Comune, con ristoranti, i tavoli del bar, il passeggio, gli appuntamenti, la Chiesa di San Sebastiano nella sua imprescindibile scenografia. Vicino alla Piazza due musei quello del Viaggiatore, dove sono raccolti testi, disegni, le testimonianze dei Grandi Viaggiatori che con i loro racconti hanno suggerito sogni e destinazioni.

Pochi metri e incontriamo il Museo Archeologico dove è stato raccolto ciò che è stato possibile rintracciare
dei reperti scoperti dal Barone Archeologo. Museo da vedere, oltre che per gli oggetti, quello che colpisce è la loro disposizione, semplice e con un senso di familiarità quotidiana.

Scendendo per Via Garibaldi ci aspettano 30 metri di ironia, 26 smorfie sulla testa, il balcone barocco più lungo d’Europa. Come indicano le edicole votive siamo nel quartiere di San Paolo, il Santo protettore e patrono di Palazzolo Acreide.

Dal 29 giugno al 29 settembre la vita è ritmata dalle feste religiose, San Paolo, San Sebastiano, Santa Maria Addolorata e San Michele Arcangelo. Le vie si riempiono di colori, processioni, devoti, suoni musica e voci.

Riti, tradizioni, il piacere laico della festa, ma lontano dagli smartphone e dai saluti, nel silenzio delle chiese si avverte l’intensità del legame, sentimento umano profondo.

Percorrendo i vicoli si raggiunge la chiesa dell’Annunziata, facilmente riconoscibile e indimenticabile per le sue colonne tortoli grondanti di grappoli e tralci di vite. Fino all’inizio Novecento vi si ammirava l’Annunciazione di Antonello Da Messina, opera oggi conservata al Museo Bellomo di Siracusa.

Nella piazza attraversata da via Roma, da un lato la chiesa Matrice e dall’altro San Paolo, una presiede il lato del centro storico più ampio, l’altra è ai piedi del colle del castello. La Matrice è schiacciata, priva di particolari slanci, San Paolo sembra volersi avvitarsi nell’aria.

A pochi metri dalla piazza, si nota un Palazzo azzurro e giallo, all’interno un luogo di curiosità: accoglie il Museo delle tradizioni nobiliari, dove si legge la storia di una famiglia dal 1820 al 1970 espressa da abiti, fotografia, oggetti che si collocano tra il mondo che fu e la modernità.

Salendo verso il Castello si ha l’impressione che il tempo si sia fermato. Il castello, già presente nel IX secolo, fu distrutto nel 1693 dal terremoto e in seguito venne abbandonato. Attualmente sono visibili solo dei ruderi, si domina un ampio panorama ibleo. L’ora del tramonto assume sfumature di nostalgie riflesse nelle rocce della valle.

Mantenendo lo sguardo all’orizzonte si può salire da dietro la chiesa Matrice e tra cortili, scale si raggiungo i quartieri storici, come la Lenza e l’orologio da dove si torna ad affacciarsi sulla valle o in un ronco, cioè in un vicolo cieco, potreste rischiare di essere invitati a sedervi per un caffè. Passeggiando tra i panni stesi, l’odore della cucina e tv accese si trova la Casa Museo di Antonino Uccello.

Il poeta antropologo vi racchiuse le testimonianze della cultura legata al mondo rurale, che dopo la seconda guerra mondiale era in rapida dissoluzione.

Palazzolo Acreide è uno di quei luoghi dove ancora le pietre sono pietre e l’aria e aria, perché è sorprendente così com’è.

Dove dormire
Casa Antonia. Casa a torre, con terrazzino sui tetti, un arredamento artistico, mediterraneo e vitale. Un luogo che si lascia abitare. Per chi ami la vita di paese, a 5 minuti a piedi dalla Piazza del Popolo, nel centro storico.
https://www.facebook.com/ndozucorrado/

Dove Mangiare
Trattoria del Gallo. Per chi ama mangiare bene, con gusto. Piatti principi sono di carne, una cucina che ti prende, non per quale scelta metodologica o teoria alla moda, ma perché è gustosa, equilibrata e soddisfa il palato. La Trattoria del Gallo si trova vicino alla chiesa di San Paolo, se ci passi nel tardo pomeriggio, si può fare un spuntino con arancini, pizza , polpette, il bello della vecchia osteria. Palazzolo Acreide è rinomata per la qualità del cibo, in particolare per la carne. Fiore all’occhiello e presidio Slow food è la salsiccia.
Contatti Trattoria del Gallo
Via Roma, 228
Palazzolo Acreide
+39 0931 881334

Info: www.palazzoloacreideturismo.it/
Foto di Maria Luisa Bruschetini

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